Cronaca » Politica

Martedì 09 Ottobre 2018 - ore 08:39

Sant'Agostino / Per il Comune osservazioni non accoglibili. E' scontro con gli 'Amici'. La replica di Cavazza

In Consiglio la delibera sulle controdeduzioni alle osservazioni presentate dall’Associazione Amici del Sant’Agostino e da Italia Nostra

Sono stati il complesso dell’ex ospedale Sant’Agostino e il virus West Nile i temi principali in discussione nella seduta del Consiglio comunale di Modena di giovedì scorso.
Una conferma dell’impianto, dei contenuti e delle scelte già operate negli atti di indirizzo relativi all’accordo di programma e al programma di riqualificazione urbana “Complesso dell’ex ospedale S.Agostino”, in quanto le osservazioni presentate dall’Associazione Amici del Sant’Agostino e da Italia Nostra (sezione di Modena) sono state ritenute non accoglibili. Ed è polemca e scontro.

Nel presentare il documento, l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli ha precisato: “Non eravamo obbligati a passare in Consiglio in questa fase, ma l’abbiamo voluto fare lo stesso e questo passaggio, pur trattandosi di una presa d’atto del voto unanime già espresso dalla Conferenza dei servizi, ha un peso: se la delibera dovesse essere respinta, infatti, si bloccherebbe il percorso”. Vandelli ha inoltre ricordato che “la prossima settimana è previsto un appuntamento della Conferenza dei servizi e, nell’ultima seduta si è preso atto che la Sovrintendenza, a distanza di un anno, non ha ancora concluso l’istruttoria sul progetto, nonostante l’accordo siglato individuasse questo tema come prioritario”.

L’osservazione presentata dall’Associazione Amici del Sant’Agostino individuava il nodo principale nella collocazione prevista per la Biblioteca Estense Universitaria, ritenuta inopportuna in quanto biblioteca di studio e ricerca, e non di pubblica lettura, priva quindi di esigenze di ampi spazi. Nella controdeduzione, l’Amministrazione precisa che il progetto culturale sul Sant’Agostino non rientra nel procedimento dell’accordo di programma, tuttavia ricorda che la Biblioteca Estense Universitaria ha iniziato un processo di trasformazione con l’accorpamento al Museo autonomo Gallerie Estensi, “che si propone come luogo vitale e inclusivo, un centro di ricerca, di studio, di divulgazione, di confronto e di socialità”. Tale trasformazione rende quindi necessarie nuove professionalità, nuovi spazi e nuove tecnologie in vista di una maggiore attività museale, con l’apertura delle sale al pubblico e l’esposizione dei fondi antichi e di materiali oggetto di studi, presentazioni o restauro.

Nella sua osservazione, l’associazione Italia Nostra, tra le altre cose, fa rilievi rispetto a presunte violazioni nelle procedure, alla mancata congruità del progetto con le normative urbanistiche e con le indicazioni per il corretto restauro individuate nella relazione della Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici del 2014, e chiede “la revisione del progetto, che lede l’integrità materiale del complesso monumentale e cancella irreparabilmente l’identità dello storico insediamento ospedaliero con trasformazioni e innesti modernizzanti non necessitati da esigenze della nuova destinazione a sede di istituti e attività culturali”. Nelle controdeduzioni, l’Amministrazione rivendica la correttezza dei procedimenti in corso, argomenta la corrispondenza del progetto con la legge urbanistica attualmente in vigore (legge regionale 24/2017) ma anche con la precedente legge regionale 20/2000 cui l’associazione faceva riferimento e con le indicazioni della Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici. Il Comune precisa, in particolare, che le condizioni del complesso monumentale non possono essere definite di “integrità materiale”, in quanto nessuna parte è “giunta a noi nella condizione in cui è stata inizialmente costruita” e alcune zone non presentano rilevanza architettonica. “La volontà di conservare il complesso in questo stato – si legge nelle controdeduzioni – a prescindere dal fatto che la parte interessata rivesta o meno di per sé ‘valore di civiltà’, viene proposta come automatismo acritico”. Per l’Amministrazione, l’associazione “giunge a proporre come riferimento architettonico un assetto recente e privo di pregi, pur di evitarne la modificazione; afferma che l’insediamento è ‘unitario’ quando, con evidenza, alcune parti costituiscono una sommatoria disorganica di parti eterogenee e recenti; vuole sancire come ‘insuperabile’ un assetto privo di qualità e nato da un insieme di fattori casuali. Riteniamo che queste posizioni – si legge ancora – non trovino sostegno né nell’attuale elaborazione teorica in campo conservativo, nazionale e internazionale, né nelle prassi di intervento. Ma più in generale, dal documento di osservazione emerge la preclusione concettuale nei confronti di interventi che perseguono l’obiettivo della valorizzazione del patrimonio”.

SINDACO: “CITTÀ CHE GUARDA AL FUTURO”

Muzzarelli nel dibattito sulle controdeduzioni ricordando novità e progetto culturale: “Continuare la storia, non fermarla, facciamo fiorire nuova creatività”

Dall’esame delle osservazioni sull’Accordo di programma per il Sant’Agostino e delle controdeduzioni, approvate all’unanimità dalla Conferenza dei servizi, emergono due idee di Modena: da una parte una città “che guarda al futuro, che si rinnova, che investe sulla cultura, intesa nella sua accezione più ampia; dall’altra parte l’idea di una città imbalsamata, che guarda solo al passato, che si chiude su se stessa, seduta su un’erudita contemplazione del vecchio, insofferente verso ogni novità, incapace di produrre o perfino accogliere nuova cultura”. Lo ha affermato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli intervenendo nel dibattito in Consiglio comunale sulla delibera di approvazione delle controdeduzioni.

Dopo aver commentato i contenuti delle valutazioni espresse da Italia Nostra e Amici di Sant’Agostino, il sindaco ha concluso ricordando il percorso sviluppato in questi anni e l’aggiornamento del progetto culturale illustrato lo scorso venerdì alle commissioni consiliari dal vicesindaco Gianpietro Cavazza: “Non stiamo discutendo solo di muri e di lavori edili. È un disegno aperto a sempre nuovi contributi, ma è un disegno che ha già tratti chiari e forti”. In particolare, Muzzarelli ha sottolineato che l’obiettivo è lo “sviluppo della vocazione culturale e creativa della città, il nuovo polo culturale ha e non può non avere ambizioni nazionali e internazionali e per questo dovrà far dialogare cultura umanistica e scientifica, mettere in relazione storia, presente e futuro, locale e globale”. Insomma, ha affermato Muzzarelli: “Dobbiamo volare alto, non inciampare in qualche pietra di dubbio valore architettonico e storico. Dobbiamo avere l’ambizione di continuare la storia, non di fermarla, di far fiorire nuova creatività, non di accontentarci dell’eredità, di accrescere il nostro patrimonio, non di imbalsamarlo”.

E il sindaco ha rivendicato le modifiche apportate al progetto originale grazie a un percorso di dialogo e ascolto con la città (“sono scomparse le torri, sono stati coinvolti tutti i principali istituti culturali, abbiamo ampliato il disegno a tutto il complesso del Sant’Agostino, del Palazzo dei Musei e dell’ex Ospedale Estense, passando da 20 a 40 mila metri quadrati, abbiamo inserito la cultura e la tecnologia digitale”) per arrivare ad affermare che “dovrebbe essere ormai evidente, a chi voglia guardare i fatti con onestà intellettuale, che i sordi non siamo noi e che, probabilmente, più del merito contano ormai le sirene della prossima campagna elettorale”. Basta lezioni su metodi e trasparenza, quindi, “abbiamo operato nella legalità, con la massima trasparenza e nell’interesse di Modena. Abbiamo proposto ai modenesi un progetto culturale di alto profilo. Andremo avanti”.

Rispetto alle osservazioni di Italia Nostra (“praticamente già il testo di un ennesimo ricorso giudiziario… la sezione modenese non conosce il significato della parola confronto, conosce solo la via dello scontro”), il sindaco ne ha criticato gli attacchi alle istituzioni e ha commentato che l’unico obiettivo pare essere quello di una tutela e di una conservazione fine a sé stessa contrastando così “ogni progetto di valorizzazione e di nuova fruizione dei beni culturali”. L’unica cosa che conta per Italia Nostra è mantenere integrale la struttura (che pure è stata oggetto di interventi disomogenei nel corso dei secoli) e questo per promuovere cultura? Si è domandato il sindaco. No, la risposta è nella stessa osservazione di Italia Nostra il cui obiettivo è “la documentazione della vicenda storica dell’assistenza ospedaliera a Modena”, a questo si riduce – secondo Muzzarelli – la “lungimirante visione” dell’associazione.

Diverso il giudizio del sindaco sull’osservazione degli Amici del Sant’Agostino (“un approccio più sereno e dialogante”) che però danno un giudizio “sbagliato e sbrigativo” del progetto di Gae Aulenti e si concentrano soprattutto sulla Biblioteca Estense Universitaria che, a loro parere, deve rimanere esclusivamente biblioteca di studio e di ricerca, non di pubblica lettura, quindi, ha chiosato Muzzarelli, “per pochi eletti, non aperta al popolo, per usare un termine tanto di moda”. Per il sindaco, invece, la Biblioteca oggi è collocata in spazi troppo angusti e poco funzionali (“non si capisce se sono i muri a reggere gli scaffali storici o gli scaffali a reggere i muri”) e un intervento è prioritario, “non può attendere progetti futuribili”: “Con gli spazi e le tecnologie adeguati, si può essere allo stesso tempo e senza contraddizione alcuna, biblioteca di studio e ricerca, biblioteca di pubblica lettura e percorso museale, per rendere accessibili e fruibili i tesori che la Biblioteca Estense detiene”. Come esempio, il sindaco ha citato la mostra in corso “Meravigliose avventure”, utile “per comprendere il potenziale straordinario di beni culturali e di sapere che potrebbe essere esposto in permanenza e messo alla portata di un vasto pubblico di esperti, di appassionati, di curiosi, di cittadini e turisti”. Per Muzzarelli, infatti, “i libri e le collezioni preziose non devono stare nei depositi, negli armadi, in sale inadatte, devono essere valorizzati, resi accessibili, poter essere conosciuti da un pubblico vasto e differenziato, dentro un polo culturale multidisciplinare, dove gli istituti conservano la loro identità e al tempo stesso la rinnovano e arricchiscono in sinergia tra loro e con l’innesto della cultura e delle tecnologie digitali. Per questi obiettivi ha senso investire milioni e milioni di euro, non per riverniciare il passato”.

SANT’AGOSTINO/ – VIA LIBERA ALL’ACCORDO PER IL RECUPERO

Il Consiglio ha approvato le controdeduzioni alle osservazioni presentate dall’Associazione Amici del Sant’Agostino e da Italia Nostra

Il Consiglio comunale ha approvato le controdeduzioni alle osservazioni presentate dall’Associazione Amici del Sant’Agostino e da Italia Nostra sull’accordo che dà il via libera alla realizzazione dell’intervento sull’ex ospedale Sant’Agostino nell’ambito del nuovo Polo della Cultura.

Nella seduta di giovedì 4 ottobre, si sono espressi a favore della delibera Pd e Art.1-Mdp-Per me Modena, si è astenuto FI e si sono avvalsi del non voto CambiaModena, M5s, Lega nord, Energie per l’Italia e Marco Chincarini di Art.1-Mdp-Per me Modena.


SANT’AGOSTINO/ - IL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE

Prima dell’approvazione della delibera sono intervenuti diversi consiglieri

Sono diversi i consiglieri intervenuti giovedì 4 ottobre in Consiglio comunale nel dibattito sul Sant’Agostino prima dell’approvazione delle controdeduzioni alle osservazioni dell’Associazione Amici del Sant’Agostino e di Italia Nostra. A favore della delibera si è espressa la maggioranza (Pd e Art.1 – Mdp – Per me Modena) eccetto il consigliere Marco Chincarini di Art.1-Mdp-Per me Modena che si è avvalso del non voto, come anche CambiaModena, M5s, Lega nord ed Energie per l’Italia; astenuta FI.

Adolfo Morandi di FI ha sottolineato che “anche se quella tracciata è una cornice, urbanisticamente la progettazione del Sant’Agostino-Estense è già inquadrata in binari ben precisi. Le scelte politiche sono già state fatte, quindi oggi perché siamo qui a esprimerci su questo passaggio non dovuto?”, ha chiesto. “L’ufficio tecnico ha ritenuto le osservazioni presentate come non fondate anche dal punto di vista urbanistico e con questa delibera viene chiesto all’intero Consiglio di prendersi la responsabilità di tali valutazioni tecniche, su cui però non siamo in grado di esprimerci”.

Marco Chincarini di Art.1 – Mdp-Per me Modena ha evidenziato la necessità di “agevolare la riqualificazione dell’area”, ma ha espresso preoccupazione rispetto al tipo di procedura previsto: “Stiamo approvando una cornice ma il progetto su cui si esprimerà la Soprintendenza potrà essere diverso; ciò non ci espone a dei rischi? Stiamo anticipando i tempi e non vorrei esporre l’Amministrazione all’ennesima questione”. In dichiarazione di voto, il consigliere ha annunciato che si sarebbe avvalso del non voto perché “i toni usati dal sindaco rispetto a chi ha esercitato il proprio diritto di presentare osservazioni sono per me inaccettabili. Questa è una delibera di regolamento di conti – ha proseguito – ed è un gioco cui io non voglio giocare”. Il capogruppo Vincenzo Walter Stella ha dichiarato di non vedere “tutti questi timori paventati dai colleghi: l’atto in discussione oggi è prettamente politico e il fatto che la Soprintendenza ancora non si sia espressa non mi fa prevedere che ci saranno bocciature radicali, piuttosto correttivi tecnici. Quello di oggi – ha proseguito – non è un atto necessario, ma un rafforzativo politico, forse volto a stimolare la Soprintendenza e a esprimersi al più presto”. In dichiarazione di voto, il consigliere ha detto di essere rimasto “spiazzato dai toni della relazione del sindaco nei confronti di associazioni che hanno presentato osservazioni. Abbiamo la volontà assoluta di sostenere il progetto quindi voteremo a favore per senso di responsabilità, ma manteniamo le nostre perplessità e alziamo un cartellino giallo virtuale”.

Per il Pd, Federica Di Padova ha evidenziato l’importanza “del passaggio politico di oggi, che è prova dell’intento democratico di altissima condivisione delle politiche attuate finora ed esito di un processo istituzionale che si è delineato in questi anni. Il progetto di nascita dell’intero polo non consiste nel mero recupero dell’esistente e finora la discussione non ha riguardato solo i contenitori ma un vero e proprio progetto politico che coinvolge tutti gli enti culturali, e non solo, della città. C’è piena adesione e condivisione su quanto è stato fatto fino a questo momento”. Diego Lenzini ha evidenziato che “con questo progetto Modena ambisce ad andare a rivestire un ruolo fondamentale anche a livello nazionale dal punto di vista culturale. In questo essere sempre contro dell’opposizione – ha proseguito il consigliere – alla fine succede che la stessa tende a tirare indietro, a frenare, anche su temi in cui la discussione è superata. Questo mi dispiace perché è un progetto già ambizioso, lungo e complicato, che non ha bisogno di essere rallentato perché ha già visto momenti di difficoltà. Che sia importante per Modena credo sia una cosa su cui tutte le forze politiche e le associazioni che discutono di questo progetto devono essere d’accordo”. In dichiarazione di voto, il capogruppo Fabio Poggi ha affermato che “la Giunta ha probabilmente creduto che questo Consiglio fosse più maturo di quello che è. Venire in Aula con questa delibera ha generato una postverità: una condizione in cui la verità è diventata di secondaria importanza. La proposta della Giunta e il motivo per cui l’ha fatto sono passati in secondo piano e siamo stati poco capaci di stare nel merito della proposta. Il Consiglio ha chiesto massima condivisione e partecipazione e questa delibera, che non cambia nulla nell’iter amministrativo, è stata portata oggi in Aula per questo. Confermiamo massima condivisione e sostegno al progetto”.

Secondo Mario Bussetti del M5s “la Conferenza dei servizi si è già espressa e potrebbe andare avanti anche indipendentemente dalla posizione espressa dal Consiglio. La Soprintendenza non ha ancora dato il suo parere nonostante i rilievi siano stati fatti e sarebbe stato opportuno audire amministratori e proponenti insieme per valutare con elementi maggiori. Abbiamo chiesto un po’ di tempo per valutare i nuovi contenuti, come le controdeduzioni, ma non ci è stato concesso. Faccio fatica quindi a capire cosa ci viene chiesto e come questo passaggio in Aula si collochi nella gentilezza e attenzione dichiarata dall’assessora”. In dichiarazione di voto, il capogruppo ha aggiunto: “Non accettiamo che chi solleva la presenza di problemi venga considerato la causa, se dobbiamo ignorare quel poco che c’è di diverso da giugno allora questo voto è decorativo e svilisce il ruolo del Consiglio, quindi non parteciperemo al voto”.

Luigia Santoro della Lega nord ha parlato di delibera “completamente priva di significato. È un atto non dovuto ma si vuole che la scelta sia avvallata da questo Consiglio comunale, senza rischiare niente perché si sa che la maggioranza voterà a favore. Oggi si parla di rispetto delle osservazioni ma ci vorrebbe anche accoglienza delle idee degli altri e così non è stato per le sagge e competenti riflessioni di Italia Nostra e degli Amici del Sant’Agostino. Che senso ha approvare questa delibera prima di aver preso atto delle nuove audizioni già programmate nelle prossime settimane seppur legate a contenuti culturali e strategici? La parola partecipazione per questa Amministrazione è priva di significato”. Anche la consigliera in dichiarazione di voto ha annunciato di avvalersi del non voto.

SANT’AGOSTINO, CAVAZZA: “AVANTI COL PROGETTO CULTURALE”

Replica agli “Amici” che hanno criticato l’intervento del sindaco: “Viene prima dei muri; far dialogare umanesimo e scienza, eredità storica e futuro”

Il vicesindaco e assessore alla Cultura Gianpietro Cavazza interviene sulle polemiche sollevate dagli Amici del Sant’Agostino per l’intervento in Consiglio comunale del sindaco Gian Carlo Muzzarelli durante il dibattito sulle controdeduzioni alle osservazioni sull’Accordo di programma per il Sant’Agostino.

"Stupisce lo stupore. Il sindaco ha parlato di visioni della città e delle politiche culturali, nella principale sede della democrazia cittadina. Ridurre il suo intervento al tono usato appare un espediente retorico per eludere il confronto su come rendere attrattiva la nostra città sia per chi oggi ci vive e la visita, sia per chi ci vivrà in futuro. Ci sono sfide come quella demografica, l'ambiente, il lavoro, l'innovazione e i giovani, solo per citarne alcune, che si possono affrontare solo se la città nel suo insieme e le sue singole parti decidono di mettersi in movimento. Non appare sufficiente la semplice conservazione.

La settimana scorsa alle commissioni consiliari congiunte (quindi la quasi totalità dei consiglieri) erano stati illustrati il documento sul Progetto culturale con alcuni aggiornamenti e approfondimenti tra cui l'allargamento e l'innovazione delle funzioni della Biblioteca Estense.

Prima dei muri, infatti, c'è un progetto culturale che si propone di valorizzare i beni storici e culturali della città e di sviluppare tutte le potenzialità degli istituti culturali cittadini, grazie a nuovi spazi e nuove tecnologie, a partire dalla cultura e dagli strumenti digitali. Il progetto culturale si propone di far dialogare umanesimo e scienza, eredità storica e futuro, ricerca e divulgazione. Rispetto al piano originario abbiamo cambiato molto, dopo aver ascoltato, sia sul piano architettonico che dei contenuti: si pensi alle Torri librarie, all'inserimento del Museo della Figurina, all'inclusione del Palazzo dei Musei e dell'ex ospedale Estense e, ancora, al digitale.

L'approfondimento continua, nella sede più aperta e trasparente, che sono le commissioni del Consiglio comunale, dove anche nelle prossime settimane proseguiranno le audizioni e i confronti".


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