Cronaca » Dalla città

Martedì 16 Aprile 2019 - ore 17:36

Dall’Unione Europea oltre 1 milione di euro a Unimore per la medicina rigenerativa potenziata del cervello

La professoressa Giulia Curia, responsabile dell’unità Unimore


Ricercatori Unimore in un consorzio europeo che punta a curare l’epilessia e altri disturbi neurologici. Si chiama HERMES “Hybrid Enhanced Regenerative Medicine Systems“ ed è coordinato dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova. L’unità di ricerca modenese, guidata dalla prof.ssa Giulia Curia, avrà il compito di fornire i segnali elettroencefalografici che andranno ad “istruire” costrutti bioibridi per il ripristino anatomico e funzionale dei circuiti cerebrali compromessi nell’epilessia.

Lo studio e il trattamento dei disturbi del cervello rappresentano una sfida per la scienza contemporanea, che richiede un approccio sempre più interdisciplinare, sia per comprendere il funzionamento delle cellule cerebrali, i neuroni, sia per individuare metodi efficaci per il ripristino delle aree cerebrali danneggiate a causa di malattie neurodegenerative, traumi, ictus, o epilessia. Il progetto europeo HERMES si pone l’obiettivo di studiare nei prossimi 5 anni una nuova strategia per curare l’epilessia, puntando alla rigenerazione del tessuto cerebrale danneggiato e all’allenamento dei neuroni ad un corretto funzionamento attraverso l’uso combinato di componenti biologiche e artificiali.

Il progetto HERMES, coordinato dall’IIT-Istituto Italiano di Tecnologia, ha ricevuto un finanziamento di oltre 8 milioni di euro dalla Commissione Europea nell’ambito dei progetti tecnologicamente più ambiziosi, i FET-Future and Emerging Technologies. Il consorzio comprende 12 partner in tutta Europa, tra cui oltre a IIT e a Unimore, anche Università degli Studi di Verona, Politecnico di Milano, Eurokleis S.r.l., Agencia Estatal Consejo Superior de Investigaciones Cientificas (Spagna), Aarhus Universitet (Danimarca), University of Glasgow (Regno Unito), Tampere University of Technology (Finlandia), Fundacion Instituto de Estudios de Ciencias de la Salud de Castilla y Leon e Universidad de Salamanca (Spagna), Radbound Universiteit (Paesi Bassi), Den Institute (Belgio).

L’epilessia è una malattia caratterizzata dal danno progressivo di alcune aree cerebrali, che si traduce in un funzionamento anomalo del cervello. Ad oggi, l’epilessia colpisce 50 milioni di persone nel mondo, di cui 8 milioni in Europa e 500 mila in Italia. In HERMES i ricercatori studieranno l'epilessia del lobo temporale, la più diffusa e quella che più spesso risulta resistente alle attuali terapie farmacologiche. Il disturbo interessa aree del cervello coinvolte nell’apprendimento, nella memoria e nel controllo emozionale, come l’ippocampo.

HERMES avrà proprio l’obiettivo di ricostruire la parte di ippocampo danneggiata. I ricercatori creeranno da una parte il tessuto dell’ippocampo in laboratorio, e dall’altra una neuroprotesi neuromorfa, ovvero un dispositivo elettronico che imita il comportamento dei neuroni. I due componenti, uno biologico e l’altro elettronico, saranno impiantati nella zona danneggiata del cervello epilettico. La neuroprotesi, munita di intelligenza artificiale, guiderà il tessuto impiantato verso una corretta integrazione con le altre aree cerebrali, evitando le alterazioni tipiche dell’epilessia. Il dispositivo avrà, quindi, il ruolo di “allenatore” per il tessuto ricreato in laboratorio, in modo da dismetterlo una volta instaurate una completa rigenerazione e normale funzionalità dell’area cerebrale. Il nuovo paradigma introdotto da HERMES è chiamato medicina rigenerativa potenziata.

La costruzione di un’interfaccia tra un sistema biologico e uno artificiale apre a riflessioni etiche e filosofiche, che saranno affrontate durante il progetto grazie al coinvolgimento di partner esperti nel settore.

Gli istituti italiani contribuiranno al progetto in modo sinergico: IIT con l’ingegneria tissutale e l’analisi dei segnali elettrici generati dai neuroni; l’Università di Verona con lo studio della neurogenesi e delle cellule staminali; l’Università di Modena e Reggio Emilia con l’analisi dei segnali elettrici generati dal cervello; il Politecnico di Milano con l’ingegnerizzazione di circuiti neuromorfi. Eurokleis seguirà gli aspetti della comunicazione e della gestione dei processi di innovazione attivati dal progetto.

In particolare, l’unità modenese, che sarà guidata dalla prof.ssa Giulia Curia del Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze di Unimore, e che è stata coinvolta nel progetto grazie all’affermazione a livello internazionale nel campo dell’epilessia con studi preclinici e competenze specifiche di elettrofisiologia, avrà il fondamentale compito di fornire i segnali elettroencefalografici che andranno ad “istruire” l’intelligenza artificiale utile per allenare la neuroprotesi a integrare correttamente il tessuto ricreato in laboratorio col tessuto ospite con lo scopo ultimo di ripristinare il normale funzionamento dei circuiti cerebrali compromessi nell’epilessia.

La prof. Giulia Curia, responsabile dell’unità Unimore, ha dichiarato di essere molto soddisfatta di questo risultato che premia gli sforzi e la tenacia di un consorzio giovane e dinamico. “Ci aspetteranno 5 anni di sfide ma siamo pronti ad accettarle. I risultati di HERMES apriranno nuove prospettive terapeutiche non solo per il controllo delle crisi epilettiche ma per larigenerazione dell’area cerebrale danneggiata e il recupero della sua normale funzione, ribaltando l’attuale approccio biomedico dal trattamento sintomatico alla vera cura della patologia; proprio questo aspetto rappresenta l’innovazione rispetto a precedenti studi sull’epilessia”.

In futuro le tecnologie HERMES potranno avere un impatto a lungo termine sulla vita delle persone, sulla loro salute e sul loro benessere.

ALTRE NOTIZIE DA UNIMORE

Assegnato il Premio “Enrico Ferrari” a due giovani neo laureati del Dipartimento di Comunicazione ed Economia (DCE) di Unimore: il dott. Dario Longobardo e la dott.ssa Greta Simonelli. Il Premio, istituito dal DCE, si realizza ogni anno grazie al contributo della famiglia Ferrari per ricordare la figura di Enrico, esponente di spicco dell’economia reggiana del novecento. La cerimonia di consegna del riconoscimento si è tenuta martedì 16 aprile a Reggio Emilia in occasione di una numerosa sessione di laurea che ha visto giungere al traguardo 197 neodottori.

Una affollata sessione di laurea delDipartimento di Comunicazione ed Economia di Unimore ha fatto da cornice alla consegna dell’edizione 2019 delPremio “Enrico Ferrari”.

I due vincitori di quest’anno sono risultatiil dott.Dario Longobardocon laurea magistrale inManagement e Comunicazione d’Impresa e la dott.ssaGreta Simonelli con laurea magistrale inEconomia e Diritto per le Imprese e le Pubbliche amministrazioni.

Con loro sono stati festeggiati anche197 neodottori, che hanno completato il proprio percorso di studi universitari.

La cerimonia si è tenuta martedì 16 aprile a Reggio Emilia, alla presenza del prof. Riccardo Ferretti, Pro Rettore sede di Reggio Emilia, della prof.ssa Giovanna Galli, Direttore del Dipartimento di Comunicazione ed Economia e dellafamiglia Ferrari: i figli del Grand'Ufficiale Enrico, dott. Paolo, dott. Giorgio, prof.ssa Annamaria, e i nipoti.

Il Premio, che ammonta complessivamente a5.000 euro, è promosso dal Dipartimento di Comunicazione ed Economia grazie alla Famiglia Ferrari, che attraverso questa iniziativa da 10 anni si propone di ricordare la figura delGrand'Ufficiale Enrico, protagonista di primo piano dell’economia reggiana del secolo scorso, e nello stesso tempo intendesostenere concretamentestudenti particolarmente meritevoli nel passaggio dallo studio al lavoro. 

Il dott. Dario Longobardoha conseguito la laurea magistrale inManagement e Comunicazione d’Impresa il 17 aprile 2018 discutendo la tesi dal titolo “Temi: concetti e valori del dibattito politico della seconda repubblica” ottenendo la votazione di 110/110 con lode. Relatore la prof.ssa Maria Cristiana Martini. Il dott. Longobardo ha sperimentato l’applicazione di metodologie di analisi automatica dei testi ai discorsi programmatici dei Presidenti del Consiglio dei 14 governi che si sono succeduti dal 1994 al 2017. Dopo un excursus relativo alle vicende politiche che hanno caratterizzato il dibattito italiano del periodo, necessario a contestualizzare i risultati delle analisi testuali, il dott. Longobardo ha illustrato la metodologia utilizzata condotta con software statistici non convenzionali e ancora poco conosciuti (TaLTaC2 e SAS). Dallo studio è stato possibile individuare una relazione fra le parole utilizzate e gli schieramenti politici e si è potuto studiare come il linguaggio di ciascun partito è andato modificandosi nel tempo, avvicinandosi o allontanandosi da quello delle altre forze politiche.

La dott.ssa Greta Simonelli ha conseguito la laurea magistrale in Economia e Diritto per le Imprese e le Pubbliche amministrazioni in data 11 dicembre 2018 discutendo latesi dal titolo “La tutela dell’ambiente nel sistema di risoluzione delle controversie dell’OMC: l’applicazione delle disposizioni specifiche degli Accordi allegati e l’incidenza delle norme di diritto internazionale generale”ottenendo un punteggio di 110/110 e lode. Relatore il prof. Stefano Silingardi. La tesi ha analizzato una questione tanto attuale quanto complessa e delicata: quella della tutela dell’ambiente nell’ambito del diritto internazionale del commercio. In particolare, l’elaborato aveva l’obiettivo di analizzare i profili di tutela dell’ambiente da parte dell’Organizzazione mondiale del commercio e soprattutto del suo Organismo di soluzione delle controversie. Si tratta di un tema di estrema attualità, come testimoniato dal recente rapporto del gruppo di interesse dell’International Law Association pubblicato nel mese di ottobre 2018.

Desidero rinnovare -ha dichiarato il prof.Riccardo Ferretti, Pro Rettore della sede di Reggio Emilia – il mio più sentito ringraziamento alla famiglia Ferrari per l’attenzione che mostra nei confronti dell’Ateneo ormai da anni.E’ dal 2010 che non fa mancare il proprio sostegno a neo laureati del Dipartimento di Comunicazione ed Economia premiandone le due migliori tesi di laurea magistrale e sono tanti i giovani che hanno potuto utilizzare questo importante contributo nel passaggio dall’università alla vita lavorativa. Ci sembra il miglior modo per ricordare il Grand’Ufficiale Enrico, personalità importante dell’economia reggiana del novecento capace di portare la sua esperienza anche in altre regioni. A tutta la famiglia va la gratitudine dell’Ateneo”.

“Esprimo il compiacimento mio personale e quello di tutta la famiglia – ha dichiarato il dott.Giorgio Ferrari, Presidente Credem – per la collaborazione che intratteniamo da anni con la sede reggiana dell’Ateneo attraverso questo premio con cui ricordiamo la figura di nostro padre. L’occasione mi è gradita per manifestare il nostro sostegno all’Università, ai risultati dimensionali e qualitativi che ha saputo conseguire, solo qualche anno fa, inimmaginabili”.

Successivamente alla consegna dei Premi di laurea “Enrico Ferrari”, si è svolta lasessione di laurea primaverile del Dipartimento di Comunicazione ed Economia, una circostanza che per l’elevato numero di laureandi ha richiesto l’organizzazione tra il 16 e 17 aprile di ben8 commissioni, con il coinvolgimento di oltre 40 docenti, per l’esame finale dei197 neodottori, di cui 94 di laurea triennale e 103 di laurea magistrale.

Un ringraziamento particolare –ha dichiarato la prof.ssa Giovanna Galli - Direttore del Dipartimento di Comunicazione ed Economia di Unimore -alla famiglia Ferrari per il sostegno che ogni anno rivolge ai giovani del Dipartimento che si siano particolarmente distinti negli studi e che abbiano prodotto tesi di valore. Il Premio costituisce unostimolo per il Dipartimento nel promuovere tesi dal carattere innovativo e originale sui temi economico-aziendali e un impegno nel tenere alto il livello di qualità. Consegnare il Premio in una cornice di festa per tanti giovani e famiglie rende ancor più interessante la giornata, colgo l’occasione per congratularmi con i vincitori di quest’anno, la dott.ssa Greta Simonelli e il dott. Dario Longobardo a cui formulo i migliori auguri di un brillante futuro professionale”. 

Nel dettaglio i numeri dei laureandi per singolicorsi di laurea:

 

Laureandi corsi dilaurea triennale                                                                         totale 94

 

Marketing e Organizzazione d'Impresa                                                                            56

Scienze della Comunicazione                                                                                           38

 

Laureandi corsi dilaurea magistrale                                                                     totale 103

 

Management e Comunicazione d'Impresa                                                                         65

Economia e Diritto per le Imprese e le Pubbliche Amministrazioni                                    20

Pubblicità, Comunicazione Digitale e Creatività d'Impresa                                                18

DARIO LONGOBARDO

Nato a Genova il 12 marzo 1991, ha frequentato il Liceo Scientifico Bilingue “L. Lanfranconi” a Genova. In seguito consegue la laurea triennale presso l’Università degli Studi di Genova nel dipartimento di Economia e Commercio con indirizzo Economico Generale e laurea magistrale in Management e Comunicazione d’Impresa, presso il dipartimento di Comunicazione ed Economia di Unimore. Durante gli studi universitari ha lavorato a Genova presso “Global Solution s.r.l.”, un’azienda che opera nel settore delle utilities e ha svolto uno stage nella struttura amministrativa e contabile di “La Bontà dei Colli s.r.l.”, azienda alimentare in provincia di Ascoli Piceno. Attualmente sta frequentando un corso intensivo di consolidamento della lingua inglese presso la EF school con soggiorni negli Stati Uniti, prima a Washington D.C. e poi a San Diego (CA), dove in questa città è inserito in uno stage presso lo Studio Legale “RJS Law” specializzato in diritto fiscale.

GRETA SIMONELLI

Nata a Castelnovo ne’ Monti (RE) il 20 ottobre 1993, si è diplomata presso il Liceo scientifico “Cattaneo Dall’Aglio”nello stesso comune.Ha poi conseguito la laurea triennale in Scienze giuridiche dell’Impresa e della Pubblica Amministrazione, indirizzo Giurista di impresa, presso Unimore e laurea magistrale in Economia e Diritto per le Imprese e le Pubbliche Amministrazioni, indirizzo International business and law. Durante il periodo degli studi universitari ha svolto un tirocinio di 4 mesi presso una società di consulenza economico-giuridica a Londra. Dal prossimo maggio darà inizio alla carriera lavorativa presso una multinazionale con sede in Italia.

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I progetti Micro-ReSkin e MyoSalus di giovani ricercatori Unimore tra i selezionati del concorso ReActor della Fondazione Golinelli, un bando inteso a incoraggiare idee ad elevato potenziale di trasferimento tecnologico di giovani ricercatori, dottorandi, docenti, assegnisti, post-doc dei partner scientifici aderenti. Ora parteciperanno ad una fase di formazione da cui usciranno i 4/6 team che proseguiranno il proprio percorso in alcuni dei più importanti ecosistemi imprenditoriali del mondo.

Due idee ad elevato potenziale di trasferimento tecnologico, delle tre proposte targate Unimore con cui l’Ateneo ha partecipato al bando del progetto ReActor, lanciato nelle settimane scorse dalla Fondazione Golinelli, sono state selezionate per la fase di formazione.

Si tratta di Micro-ReSkin dei ricercatori Eleonora Maretti, Virginia Brighenti e Antonio Garito del Dipartimento di Scienze della Vita e di MyoSalus dei dottorandi Cinzia Bettio ed Antonio Vallarola, anche loro del Dipartimento di Scienze della Vita.

Complessivamente sono state selezionate 13 squadre, scelte tra un totale di 90 ricercatrici e ricercatori che hanno presentato domanda e che afferiscono ai quattro partner scientifici aderenti a ReActor: Università di Bologna, Università di Modena e Reggio Emilia, CNR Bologna e Istituto Ortopedico Rizzoli. Sono in maggioranza donne, provenienti da diverse aree disciplinari tra cui: scienza dei materiali, fotonica, intelligenza artificiale, biologia molecolare e robotica.

ReActor è un percorso gratuito di orientamento all’imprenditorialità di alto profilo, con un fortissimo carattere pratico ed esperienziale, rivolto a docenti, ricercatori, assegnisti, post-doc e dottorandi. 

A partire dal 5 aprile, per 11 settimane in formula weekend, le 13 squadre selezionate parteciperanno a momenti di aula, affiancamento da parte di mentori ed esperti e incontri sistematici con imprenditori. Attraverso una serie di partnership strategiche e la creazione di speciali borse di studio internazionali, poi, gli scienziati più motivati e promettenti (dai 4 ai 6 team) avranno successivamente la possibilità di proseguire il proprio percorso all'interno di alcuni dei più importanti ecosistemi imprenditoriali al mondo: Silicon Valley, Londra, Philadelphia.

Promossa da Fondazione Golinelli con il sostegno di partner industriali e istituzionali tra cui Fondazione del Monte, Banca di Bologna, Imperial Fashion e Bio-On, ReActor, il progetto offre ai gruppi selezionati la possibilità di partecipare a un programma di formazione altamente sfidante che si svolgerà in Italia e all’estero, grazie a partnership con prestigiose realtà internazionali.

La gran parte dei gruppi è composta da scienziati che collaborano da anni nell'ambito di progetti di ricerca internazionali, dimostrando un altissimo livello di competenza scientifica avvalorato da decine di pubblicazioni in autorevoli riviste internazionali, ma che per la prima volta si cimentano con la sfida imprenditoriale del trasferimento tecnologico.  

La Fondazione Golinelli, attraverso ReActor, faciliterà l’integrazione tra queste ricerche di frontiera e il mercato, nella convinzione che il connubio scienza-imprenditoria rappresenti uno dei più potenti motori di innovazione del sistema paese.

MyoSalus

Le persone affette da distrofia facio-scapolare omerale (FSHD) o altre miopatie, si interrogano su come lo stile di vita, possa influenzare l’andamento della patologia, in senso positivo o negativo. I quesiti dei pazienti, riguardano la possibilità di svolgere o meno attività fisica e particolari sport, oppure seguire consigli alimentari adatti alle loro esigenze. La risposta a queste domande può influenzare profondamente la vita di una persona affetta da una malattia muscolare e non sempre il medico curante riesce a colmare i dubbi a riguardo. Per rispondere ai loro bisogni, i giovani dottorandi Unimore Cinzia Bettio ed Antonio Vallarola del corso di dottorato in Medicina molecolare e rigenerativa, sotto la supervisione della prof.ssa Rossella Tupler, hanno pensato di creare una app per smartphone che possa essere utilizzata da ciascun individuo affetto da malattie muscolari. ll laboratorio dove opera il team modenese è sede del Registro Italiano per la FSHD e ha a disposizione una coorte di pazienti controllata e ben caratterizzata che e'  il punto di partenza per lo sviluppo e l’implementazione della loro idea. L’app MyoSalus mira a fornire indicazioni controllate e disegnate sulle caratteristiche cliniche e genetiche del paziente, circa l'attività fisica da praticare o consigli sulla dieta da seguire per migliorare il suo stile di vita. La app faciliterà la comunicazione tra il paziente e i medici specialisti, colmando la sensazione di abbandono tipica di chi è colpito da una malattia rara. Inoltre permetterà di seguire in tempo reale la progressione della patologia attraverso il monitoraggio dei dati raccolti. Lo sviluppo di questa idea è un esempio virtuoso di come la ricerca di base possa essere applicata in ambito clinico e possa portare un beneficio alla vita dei pazienti.

Micro Re-Skin

Il focus del progetto, elaborato dai ricercatori Eleonora Maretti, Virginia Brighenti e Antonio Garito del Dipartimento di Scienze della Vita, è il trattamento dell’infiammazione cronica a livello cutaneo, condizione debilitante in diverse malattie. Come è noto, la disregolazione dei macrofagi gioca un ruolo fondamentale in questo processo, il che li rende un obiettivo chiave per un trattamento. L’idea dei ricercatori modenesi si basa su una piattaforma brevettata, innovativa e versatile in grado di mirare specificamente ai macrofagi. Questa piattaforma permette di trasportare al loro interno sia composti naturali che altri principi attivi con azione immunomodulatoria. Questo prodotto risulta superiore a qualsiasi soluzione esistente in quanto fornisce un approccio semplice, sicuro ed efficace per “parlare” direttamente ai macrofagi oltre ad essere facilmente riproducibile su larga scala.Modena.

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