Cronaca » Politica

Mercoledì 28 Giugno 2017 - ore 10:58

Dal Consiglio Comunale del 26 /


LIBERALIZZAZIONI COMMERCIO, INCONTREREMO LE ASSOCIAZIONI

L’assessora Ferrari ha risposto a un’interrogazione M5s. La materia è nazionale

“Sulle aperture festive del commercio in relazione alle liberalizzazioni, il Comune ha già incontrato nelle scorse settimane i sindacati e, in accordo con loro, convocherà le associazioni di categoria anche per promuovere un ulteriore incontro con i rappresentanti della grande distribuzione per sottoscrivere un Codice di comportamento per il 2018”. Lo ha detto Ludovica Carla Ferrari, assessora alle Attività economiche, nel Consiglio comunale di lunedì 26 giugno, rispondendo a un'interrogazione del gruppo M5s. Nella mozione, presentata dal consigliere Mario Bussetti, si chiedeva se l’Amministrazione intendesse convocare sul tema un tavolo auspicato da sindacati e associazioni di categoria e se il Comune avesse in mente provvedimenti autonomi per provare a superare la problematica.

“La Giunta - ha ricordato l’assessora - è sempre stata sensibile alle problematiche poste nell'interrogazione, che ci dà occasione di affrontare nuovamente in Consiglio il tema della liberalizzazioni con particolare riferimento alle aperture festive, anche al fine di promuovere una azione di impulso verso il Parlamento. Guardiamo al commercio cercando strategie per andare nel futuro con equilibrio, salvaguardando quanto più possibile sia i dipendenti delle grandi strutture di vendita che i lavoratori dei negozi a gestione familiare o con poco personale, categorie che si trovano in difficoltà a seguito del percorso di liberalizzazione del commercio”.

Ferrari ha comunque evidenziato come da anni i Comuni non abbiano più alcuna competenza di regolamentazione delle aperture festive nel commercio, che è materia nazionale. Anche se a Modena nel 2015 e 2016, i rappresentanti della grande distribuzione in città avevano condiviso e sottoscritto su impulso del Comune un codice per concordare e garantire 10 chiusure festive. “Alla riproposta del codice per il 2017-2018 – ha ricordato l’assessora - Esselunga ha però comunicato che sarebbe stata disposta a impegnarsi solo su sei date, e per questo non è stato possibile sottoscrivere un nuovo accordo”.

Sulla base degli esiti del confronto estesi anche al tavolo dell’Economia, ha aggiunto Ferrari, l’Amministrazione, sentiti sindacati e associazioni, promuoverà una riflessione sugli effetti delle liberalizzazioni nel lungo periodo, in riferimento a un’analisi di qualità e competitività delle rete commerciale modenese.

“Sapevamo che Modena sul tema era abbastanza avanti, come dimostra l’accordo - ha detto in sede di replica il consigliere Bussetti -. Il territorio ha ancora una buona sensibilità. Mi fa piacere sapere che il tema è alla vostra attenzione. Invito a rimettere sul tavolo anche il tema delle domeniche che hanno una valenza sociale importante. Riteniamo anche noi che il tema debba essere portato all’attenzione del Parlamento perché gli effetti della norma non sono stati quelli previsti”.

COMPRENSIVI, “VERIFICARE IL PROTOCOLLO PER LE ISCRIZIONI”

Riequilibrare lo stradario, dove necessario, e coordinare la comunicazione alle famiglie. Sì del Consiglio all’odg del Pd. Respinta invece la mozione sul tema di FI

Sottoporre a verifica e monitoraggio il Protocollo d’intesa per la gestione delle iscrizioni alle scuole elementari e medie, in accordo con i dirigenti e i consigli d’istituto dei Comprensivi e nel rispetto dall’autonomia scolastica, affinché i criteri d’ammissione siano applicati in modo omogeneo. Ma anche riequilibrare lo stradario dove sia necessario e coordinare la comunicazione perché i criteri siano chiari e facilmente comunicabili alle famiglie. È l’invito che il Consiglio comunale di Modena rivolge al sindaco e alla giunta con l’approvazione  nella seduta di lunedì 26 giugno, di un ordine del giorno del Pd illustrato dalla capogruppo Grazia Baracchi sul regolamento delle iscrizioni agli istituti comprensivi (a favore Pd, Per me Modena, FI, e il consigliere Stella di Art.1-Mdp; contro Francesco Rocco di Art.1-Mdp, astenuti M5s, CambiaModena e Idea- PeL).

Sullo stesso tema, l’assemblea ha invece respinto (a favore FI, Idea-PeL, Per me Modena; contro Pd e Vincenzo Walter Stella di Art.1-Mdp, astenuti M5s, CambiaModena e il consigliere Rocco di Art.1-Mdp) un ordine del giorno di Forza Italia, illustrato da Adolfo Morandi che chiedeva di riorganizzare gli uffici per renderli più efficienti e comunicare alle famiglie le assegnazioni almeno un anno prima; implementare software e procedure amministrative per conoscere per tempo il numero di ragazzi che avrebbero diritto di iscrizione secondo lo stradario e consentire, in caso di esuberi, l’apertura di aule sufficienti; riesaminare la configurazione dei Comprensivi per consentire, se necessario, un loro eventuale riassetto e adeguamento; valutare gli itinerari dei mezzi pubblici per metterli a disposizione delle famiglie costrette a lunghi percorsi per accompagnare i figli alle scuole assegnate.

Il documento del Pd ricordava in premessa l’approvazione congiunta, da parte dello stesso Consiglio, della riorganizzazione della rete scolastica in dieci istituti comprensivi e di un ordine del giorno che chiedeva, tra l’altro, di “fare della ridefinizione dello stradario di ogni Istituto l’occasione per un riequilibrio dei carichi demografici e sociali coinvolgendo nell’analisi e nella definizione della proposta tutti i soggetti interessati”.

Ma anche il Protocollo d’intesa per la gestione delle iscrizioni alle scuole primarie e secondarie di primo grado di Modena, predisposto dall’Amministrazione e dalle istituzioni scolastiche per garantire criteri di ammissione uniformi e trasparenti, che definisce il diritto prioritario degli alunni uscenti dalla scuola primaria di proseguire il percorso scolastico all’interno del Comprensivo di appartenenza. La mozione sottolineava infine che “nonostante il Protocollo adottato, si sono verificate criticità nelle iscrizioni alle scuole secondarie di primo grado per l’anno scolastico 2017-18”, evidenziando che “è necessario uniformare la comunicazione alle famiglie in modo che sia chiara e facilmente comprensibile” e “dare risposta prioritaria ai residenti del Comune accettando domande da alunni provenienti da altro Comuni solo in una fase successiva”.

TESORERIA, SÌ DEL CONSIGLIO ALLA DELIBERA PER L’AFFIDAMENTO

L’Assemblea ha approvato la convenzione che regola il rapporto con il tesoriere

La delibera per l’affidamento in concessione, dall’1 gennaio 2018, del servizio di tesoreria comunale è stata approvata, insieme alla convenzione che regola il rapporto con il tesoriere e ne costituisce parte integrante, dal Consiglio comunale di Modena nella seduta di lunedì 26 giugno. La delibera, illustrata in aula dall’assessore al Bilancio Andrea Bosi, ha ottenuto il voto favorevole di Pd, Art.1-Mdp, Movimento 5 stelle e Per me Modena. Astenuto il gruppo di Forza Italia.

La convenzione attualmente in vigore, stipulata con Unicredit per il quinquennio 2011-2015, successivamente rinnovata per il periodo 2016-2017, non è più rinnovabile e quindi, come ha spiegato l’assessore Bosi, si rende necessario procedere a un nuovo affidamento “che sarà effettuato attraverso una procedura aperta con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”. I criteri di affidamento tengono conto della necessità di garantire al concessionario la sostenibilità economica del servizio. Il servizio di tesoreria strettamente inteso non genera infatti un corrispettivo a carico del Comune, il tesoriere è però autorizzato ad applicare, a carico dei beneficiari dei pagamenti, commissioni sui mandati emessi, così da garantire un’economicità al servizio reso. Il nuovo contratto durerà cinque anni, dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2022, per un costo complessivo a carico del Comune di 687 mila 500 euro (più le spese per le procedure di gara). La procedura di gara sarà avviata nelle prossime settimane. Il termine previsto per la presentazione delle offerte è l’inizio di settembre e l’aggiudicazione entro ottobre.

SANT’AGOSTINO, L’AULA CHIEDE AUDIZIONI DI SOGGETTI TERZI

Il Consiglio approva un odg di Pd e Art.1 – Mdp che invita la Conferenza dei servizi a definire le modalità di partecipazione. Respinta invece mozione del M5s

Introdurre nel programma di lavoro, da adottare fin dal primo incontro, “una o più sedute di audizione dei soggetti interessati a portare il proprio contributo, definendo tempi e modi di presentazione delle domande di partecipazione e le regole di svolgimento, nonché di dare ampia pubblicità a tale auspicabile decisione”.

Lo chiede il Consiglio comunale al sindaco di Modena e ai componenti della Conferenza preliminare per l’Accordo di programma relativo alla riqualificazione urbana del complesso dell’ex ospedale Sant’Agostino, convocata per il prossimo 5 luglio. Nella seduta di lunedì 26 giugno, l’Aula ha infatti approvato all’unanimità un ordine del giorno di Pd e Art.1 – Mdp, illustrato da Grazia Baracchi (Pd) ed emendato con voto unanime su iniziativa di M5s e FI, che raccomanda di dare piena attuazione alle procedure di partecipazione previste dalle normative.

Respinto, invece, l’ordine del giorno del M5s illustrato da Elisabetta Scardozzi che chiedeva di “accogliere le richieste di partecipare alla Conferenza di Servizi per il Polo ex Sant’Agostino-Estense presentate dalle associazioni Italia Nostra e Amici del Sant’Agostino, nelle modalità previste dalla legge vigente”. Si sono espressi a favore M5s, FI, Idea Popolo e Libertà, contro Pd, Art.1 – Mdp, e Per me Modena, astenuto CambiaModena.

Sul tema è intervenuto Marco Chincarini (Per me Modena) che ha evidenziato di aver già chiesto “sei mesi fa in un ordine del giorno di aggiungere la possibilità di avvalersi dei pareri di una commissione consultiva convocata ad hoc con esperti a vario titolo. Allora la mia proposta non è piaciuta – ha aggiunto – quindi presentai un secondo emendamento votato all’unanimità per avvalersi delle competenze interne ed esterne degli istituti coinvolti. Prendo atto – ha concluso – che evidentemente qualcosa sta andando storto e c’è bisogno di un nuovo ordine del giorno”.

Francesco Rocco di Art.1 – Mdp ha evidenziato che “bisogna stare attenti quando si introduce il concetto di partecipazione rispetto a organi: noi siamo per la partecipazione – ha chiarito – ma un conto è ascoltare tutti e un conto è assumersi le responsabilità. Le associazioni interessate possono partecipare alle audizioni, ma non possono decidere; possono e debbono concorrere se titolati e riconosciuti – ha aggiunto – ma ci sono dei punti fermi”.

Per il Pd, Fabio Poggi ha spiegato che “quello che noi proponiamo è più di una commissione ad hoc e non neghiamo che derivi anche dalla sollecitazione promossa dall’odg del M5s, ma vuole andare oltre. La mozione del M5s propone che Italia nostra e Amici del Sant’Agostino abbiano un ruolo alla pari nella conferenza; noi diciamo sì alla massima partecipazione anche dentro la conferenza dei servizi – ha precisato – ma rispettando regole e ruoli propri della conferenza, il cui regolamento dice cose molto specifiche sui soggetti abilitati a partecipare. Questo non preclude la possibilità di invitare in audizione altri soggetti”. Grazia Baracchi ha espresso disponibilità ad accogliere l’emendamento proposto all’odg di Pd e Art.1 – Mdp: “Lo spirito del nostro odg è quello di chiedere che vengano ascoltati tutti i soggetti portatori d’interesse diffuso che vogliono prendere parte al percorso – ha affermato – quindi che si continui con il percorso di condivisione che c’è stato finora anche all’interno della conferenza dei servizi. Vogliamo un percorso più trasparente ed equo possibile, per questo non abbiamo citato una associazione rispetto a un’altra: tutti coloro che saranno interessati devono poter presentare domanda e sarà la conferenza a valutare le modalità. L’odg del M5s non è condivisibile – ha concluso – perché si limita a voler far partecipare solo due associazioni, il nostro è più estensivo”.

Mario Bussetti del M5s ha sottolineato di aver “deciso di mantenere comunque il nostro odg perché ha anche un significato politico. Queste associazioni hanno avuto un ruolo molto importante nel tempo, anche per dare oggi un taglio migliore al progetto rispetto al passato, soprattutto Italia Nostra, e tale contributo importante va riconosciuto. Non si può dire – ha aggiunto – che accogliere la loro richiesta di intervento oggi significhi tagli fuori gli altri. Ci dispiace della posizione della maggioranza che sembra espressione di una certa allergia alla partecipazione”.

Sul tema è intervenuta anche l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli, che ha posto il tema “della trasparenza e della par condicio. Tutti i soggetti che hanno interloquito con l’Amministrazione – ha precisato – anche quelli che hanno lavorato in modo meno pubblico, senza comparire sulla stampa, hanno prodotto una trasformazione del progetto. Prevedere che le associazioni siano automaticamente da iscrivere nella convocazione o audizione della conferenza dei servizi – ha precisato – senza garantire una modalità trasparente pubblica di partecipazione, non è opportuno. Deve essere la conferenza dei servizi, che è l’organo tecnico, a definire i termini e le modalità in cui è possibile interloquire nella conferenza stessa, e deve raccogliere tutti i contributi possibili in modo trasparente per arrivare a concludere l’accordo”. Vandelli ha infine sottolineato che “il progetto c’è ed è stato prodotto anche grazie a una fase lunga di partecipazione che si è svolta dentro e fuori dal Consiglio comunale. Oggi – ha concluso – si tratta di tirare in porta: definire chi fa cosa perché il progetto prenda finalmente l’avvio”.

PARCHI, “CONTROLLI NUMEROSI PER IL RISPETTO DELLE REGOLE”

L’assessore Bosi ha risposto in Consiglio all’interrogazione di Pellacani (FI). Oltre 1.200 dall’inizio dell’anno le verifiche della Municipale nelle aree con più problemi

“La Polizia Municipale del Comune di Modena è costantemente impegnata per assicurare il necessario rispetto, da parte di tutti, delle regole fondamentali che consentono una fruizione sana e libera dei parchi e delle aree verdi a tutti i cittadini, come testimoniano anche gli oltre 1.200 controlli effettuati dall’inizio dell’anno nei parchi che presentano più problemi come i Giardini ducali, i parchi Pertini e XXII Aprile e il Novi Sad”. Lo ha detto l’assessore alla Promozione della cultura della legalità Andrea Bosi rispondendo oggi, giovedì 26 giugno, in Consiglio comunale all’interrogazione di Giuseppe Pellacani di Forza Italia su quante contravvenzioni siano state elevate ai Giardini ducali e negli altri parchi di Modena per violazione delle norme anti alcol e anti degrado. Partendo dalla sanzione elevata al giornalista Massimo Casale i primi giorni di giugno e facendo riferimento al fatto che “nei Giardini, così come in altri parchi cittadini, le panchine sono costantemente occupate da sfaccendati che bivaccano, bevono alcolici, mangiano, fumano, sporcano e spacciano”, il consigliere ha chiesto quali attività siano state avviate per evitare il perpetuarsi di situazioni che arrecano grave pregiudizio all’immagine e al decoro della città e impediscono la fruizione dei parchi ai cittadini, in particolare mamme e bambini; quante siano le contravvenzioni elevate e quanti gli irregolari e gli spacciatori segnalati alle autorità competenti, quante contravvenzioni siano state elevate ai “bivaccatori”.

Nella risposta, l’assessore Bosi ha precisato che la cornice all’interno della quale si muove la Municipale per garantire il decoro urbano è costituita dalle norme nazionali, tra le quali la legge 48 del 2017 volta a contrastare gli episodi devianti attraverso un controllo straordinario del territorio, delle aree verdi e dei parchi cittadini, e dal Regolamento di Polizia urbana nel quale molti articoli hanno come linea guida “proprio la volontà dell’Amministrazione di contrastare gli episodi di inciviltà e degrado connessi anche alla vendita e all’assunzione non consona di bevande alcoliche”.

Su questa base dall’1 gennaio 2017, nei Giardini ducali sono stati effettuati 52 controlli che hanno consentito di identificare e deferire alle autorità competenti diversi cittadini per possesso di sostanze stupefacenti, per violazione della normativa stranieri o per entrambe le violazioni. Al Parco Pertini, dall’inizio dell’anno, ci sono stati 782 controlli nell’area dei chioschi; nove servizi con Ufficio Mobile nell’area giochi, sette controlli pianificati di presidio del territorio, tre servizi di controllo straordinario del territorio in collaborazione con altre Forze di Polizia, 18 controlli effettuati a seguito di specifiche segnalazioni fatte dai frequentatori o svolte di iniziativa. L’area del parco è inoltre oggetto di attenzione anche da parte del Nucleo problematiche del territorio che opera in borghese e che svolge controlli in orario mattutino per individuare chi utilizza il parchetto giochi come ricovero notturno. Di recente sono stati anche effettuati due controlli finalizzati a individuare la presenza di spacciatori o il deposito di droga, con l’ausilio dell’unità cinofila antidroga.

Il Novi Sad, destinatario di 232 controlli, è stato oggetto di continue attività di pattugliamento all’interno dell’anello, nella zona universitaria e nelle vie Berengario e Fontanelli, potenziato dal monitoraggio dell’operatore addetto alla videosorveglianza. Il presidio dell’area e la chiusura degli accessi alle tribune hanno consentito di scongiurare il pericolo di nuove occupazioni abusive. Il Parco XXII Aprile è stato oggetto di 155 controlli dall’inizio dell’anno non solo sul campo, per apprendere le modalità di svolgimento delle attività illecite, in continua evoluzione, ma anche attraverso l’impianto di videosorveglianza che ha consentito di pianificare e attuare interventi concreti conclusisi in modo positivo.

Nel corso del 2016 sono stati complessivamente elevati due verbali per comportamenti in contrasto con la libera fruibilità degli spazi pubblici (articolo 5 del Regolamento di Polizia urbana) e altrettanti nel 2017, entrambi ai Giardini ducali. I verbali per violazione del divieto di bivacco, di abbandono rifiuti e di detenzione o consumo di alcol (articolo 8) sono stati 109 nel 2016 e 13 nel 2017; quelli per violazione del divieto di questua (articolo 46) sono stati 371 nel 2016 e 112 nel 2017; rispettivamente 19 nel 2016 e 15 nel 2017 sono stati i verbali per violazione del divieto di creare turbativa al decoro e alla circolazione stradale connessa alla richiesta di prestazioni sessuali (articolo 50 bis). Infine, le violazioni accertate sui parchi e le aree verdi sono state 26 nel 2016 e 3 nel 2017.

CONTROLLI NEI PARCHI - IL DIBATTITO IN CONSIGLIO

IL DIBATTITO IN CONSIGLIO

L’interrogazione del consigliere Pellacani è stata trasformata in interpellanza

L’interrogazione sui controlli e le multe contro il degrado nei parchi presentata oggi, lunedì 26 giugno, in Consiglio comunale da Giuseppe Pellacani (FI), alla quale ha risposto l’assessore alla Promozione della cultura della legalità Andrea Bosi è stata trasformata in interpellanza su richiesta di Carmelo De Lillo (Pd).

Il consigliere si è detto “colpito dalla quantità di controlli effettuati. Siamo consapevoli che non siamo nel paese del Bengodi – ha proseguito – ma le considerazioni sui parchi cittadini sono molto ingenerose, basta guardare il numero di famiglie e di bambini che li frequentano. Chiaro comunque che dove ci siano episodi di malaffare questi vanno denunciati”.  

Andrea Galli (FI) ha sostenuto che l’interrogazione non era sul degrado dei parchi (“comunque lamentato dai cittadini”) ma su un episodio accaduto a “un cittadino normale, italiano, bianco, che era semplicemente seduto in maniera scomposta mentre vi guardate bene dal fare le multe alle migliaia di stranieri che si stravaccano sulle panchine. Lo scandalo qui è l’applicazione di due pesi e due misure”.

Mario Bussetti, M5s, ha posto l’accento sulla differenza tra il numero dei controlli, “che sono alti” e quello delle sanzioni “che invece sono basse, come se in tutti questi controlli non si trovasse niente e questo fa a pugni con l’esperienza che tutti noi abbiamo”.

Secondo Marco Chincarini (Per me Modena) i dati sono interessanti e dicono che “a Modena i controlli si fanno”, ma una parte dell’interrogazione chiedeva chiarimenti su un fatto specifico, “un episodio singolare che, se è andato come hanno riportato i giornali, invita a domandarsi come si sia arrivati a questo livello di scontro. Forse – ha concluso – sarebbe utile sensibilizzare i vigili a fare le cose usando il buon senso anche per evitare interrogazioni che creano tensioni inutili”.

Nella replica il consigliere Pellacani si è dichiarato non soddisfatto della risposta: “Un serie di dati tecnici che mi ha convinto che non solo esistono due pesi e due misure ma anche che in città qualcuno guarda ai fatti con lenti diverse dalle mie. Alcuni parchi sono mediamente vivibili ad alcune ore del giorno ma se giriamo di sera è facile rendersi conto che le panchine sono malamente occupate da gente che ne impedisce la fruizione. I problemi di sicurezza non sono una percezione”. 


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