Cronaca » Politica

Venerdì 06 Luglio 2018 - ore 22:04

Dal Consiglio Comunale / Si al recepimento nelle cartografie delle varianti approvate

Assessore Anna Maria Vandelli

Il Consiglio ha dato il via libera all’allineamento degli elaborati del Piano Regolatore

Il Consiglio comunale ha dato il via libera all’allineamento degli elaborati del Piano Regolatore alle modifiche già intervenute in seguito a procedimenti che hanno comportato variante agli strumenti urbanistici vigenti.

La relativa delibera, illustrata dall’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli, è stata approvata nella seduta di giovedì 5 luglio con il voto a favore di Pd, Art.1 – Mdp – Per me Modena e M5s, e con l’astensione di Lega nord e FI.

“Questa delibera – ha spiegato Vandelli – semplicemente recepisce dal punto di vista cartografico nella documentazione dello strumento urbanistico le varianti già approvate dal Consiglio comunale, come ad esempio quella dell’allargamento della strada che poi diventa Nazionale per Carpi o quella che riguarda i pozzi per il rifornimento del sistema gestito da Aimag. L’altra categoria di varianti che vengono recepite – ha aggiunto – riguarda l’individuazione di alcuni immobili oggetto di vincolo da parte della Sovrintendenza o autorizzazioni che determinano condizioni al godimento dei beni da parte dei privati. Sono provvedimenti già notificati ai privati e, attraverso la formalizzazione negli strumenti urbanistici, si rendono questi vincoli più noti e facilmente accessibili per chiunque”.

NEL 2018 AI GRUPPI CONSILIARI RISORSE PER 49.800 EURO

Ok del Consiglio all’attribuzione dei fondi. Le risorse sono utilizzabili solo per le tipologie di spese legate all’attività e documentate come previsto dalla Disciplina

Ammontano complessivamente a 49 mila 800 euro, come previsto nel Bilancio approvato, le risorse che il Comune di Modena stanzierà complessivamente nel 2018 per garantire il funzionamento dei gruppi consiliari.

La delibera che assegna le risorse, illustrata dalla presidente del Consiglio Francesca Maletti, è stata approvata nella seduta di giovedì 5 luglio con il voto a favore di tutti i gruppi presenti eccetto FI che si è astenuta.

La cifra complessiva viene divisa assegnando a ciascun gruppo una quota fissa di 3557,14 euro (per un totale di 24.900 euro) e una quota per ciascun consigliere pari a 778,13 euro, calcolata suddividendo in 32 la somma rimanente di 24.900 euro.

Con i cambiamenti intervenuti di recente nella composizione del Consiglio comunale di Modena, quindi, il gruppo del Partito democratico, con 15 consiglieri, avrà a disposizione 15.229 euro; Art.1 – Mdp – Per me Modena, con 7 consiglieri, 9.004 euro; il Movimento 5 stelle, con 5 consiglieri, 7.448 euro; Forza Italia con due consiglieri 5.113 euro; e i monogruppi Energie per l’Italia, CambiaModena e Lega nord usufruiranno di 4.335 euro ciascuno.

I fondi possono essere utilizzati esclusivamente per le spese riconducibili alle attività dei gruppi e rendicontate, secondo quanto previsto dalla “Disciplina dell’utilizzo delle risorse finanziarie da parte dei gruppi consiliari e procedura di attribuzione dei fondi, anno 2018” approvata insieme alla delibera.

OK ALL’AMPLIAMENTO DELLO STABILIMENTO DI VIA BACCELLIERA

Il Consiglio dà il via libera a un intervento in deroga ai sensi dello Sblocca Modena. Ok della maggioranza e di Lega nord, astenuti M5s, FI ed Energie per l’Italia

Lo stabilimento produttivo tra le vie Baccelliera e Vandini sarà ampliato in deroga agli strumenti urbanistici comunali ai sensi del Documento di indirizzi Sblocca Modena.

Il Consiglio comunale, nella seduta di oggi, giovedì 5 luglio, ha infatti dato il via libera alla delibera illustrata dall’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli, che prevede la realizzazione di un nuovo fabbricato adiacente a quelli esistenti in deroga alla densità edilizia (aumento di superficie utile per funzioni produttive) rispetto a quella prevista dalla disciplina di zona. Si sono espressi a favore Pd, Art.1 – Mdp – Per me Modena e Lega nord, astenuti M5s, FI ed Energie per l’Italia.

“L’intervento di trasformazione edilizia proposto – ha spiegato l’assessora – configura un interesse pubblico e rientra a pieno titolo tra gli intenti del Documento di indirizzo Sblocca Modena, in quanto ricade negli ambiti consolidati di qualificazione dell’edificio esistente evitando la diffusione insediativa e il consumo di suolo. Persegue inoltre un miglioramento delle prestazioni energetiche dei nuovi alloggi e prevede un parziale adeguamento rispetto al superamento delle barriere architettoniche. Non di secondaria importanza – ha inoltre aggiunto – sono le ricadute in termini occupazionali dell’intervento e il fatto che, con questa proposta, la Commerciale Fond spa conferma la volontà di continuare ad espandere la propria attività nel territorio del Comune di Modena rafforzando la sua posizione di leader nel settore del commercio di metalli semilavorati. Ciò consentirà di mantenere vivo l’indotto economico locale che gravita attorno all’attività e di rafforzare la visibilità dell’azienda, già solida in ambito nazionale e in prospettiva di crescita in quello internazionale, e della città. La volontà dell’azienda – ha aggiunto ancora – è continuare a crescere sia qualitativamente che quantitativamente e per farlo deve adeguare l’insediamento produttivo con conseguente previsione di benefici sul piano occupazionale, interno in termini di incremento del numero di addetti, ed esterno inteso come incremento dell’indotto”.

La Commerciale Fond spa, nelle sue quattro sedi, impiega attualmente 59 persone, di cui 39 nel solo complesso di via Baccelliera a Modena, tra impiegati in ufficio, operai addetti al taglio e magazzinieri, autisti e addetti alle pulizie. Negli ultimi anni le assunzioni sono state in costante aumento e l’intervento approvato porterà all’assunzione di tre ulteriori persone da destinare ai nuovi reparti in ampliamento.

Il progetto prevede l’espansione di uno dei due capannoni esistenti e della vicina tettoia, mediante la costruzione di un nuovo fabbricato posto in aderenza a quelli esistenti. Tale intervento comporta il superamento del limite di superficie massima edificabile di circa 200 metri quadrati. Sulla copertura dell’ampliamento è prevista l’installazione di un impianto fotovoltaico da 20 kw per la produzione di energia da fonti rinnovabili che si prevede venga utilizzata principalmente dall’azienda mediante lo scambio sul posto.

A fronte dell’incremento, la società verserà infine all’Amministrazione un contributo straordinario di circa 15 mila euro oltre al contributo di costruzione previsto per legge.

Sul tema è intervenuto il consigliere Marco Chincarini che ha espresso favore rispetto all'intervento: “Fa piacere avere notizia di un'azienda che sta migliorando il proprio business”, ha affermato chiedendo poi informazioni sul perché “invece della compensazione monetaria di parcheggi che non vengono realizzati non si va a sistemare e a riaprire il parcheggio adiacente a quel comparto che ha una trentina di posti ed è anche già dotato di illuminazione?”.

Nella replica, l’assessora Vandelli ha precisato che “in quell’area sulla base di un accordo è stata ceduta al Comune una zona attrezzata a parcheggio che era stata realizzata in quanto nel comparto erano previste una serie di funzioni poi non sviluppate. La compensazione monetaria – ha precisato – è comunque dovuta e la si è scelta proprio perché in quella zona ci sono parcheggi sufficienti e si è valutato che non esiste la necessità di realizzarne altri. Lo stesso parcheggio adiacente, sulla base di un sopralluogo effettuato, non risulta funzionale al comparto produttivo: i posti auto non sarebbero utilizzati e aprire e rendere fruibile il parcheggio comporterebbe comunque sostenere costi di manutenzione. Tutt’al più – ha concluso Vandelli – si potrebbe pensare a un’altra destinazione per quell’area”.

ZONA SAN FRANCESCO, AUMENTATI CONTROLLI E TELECAMERE

Presenza fissa della Municipale, potenziamento della videosorveglianza e chat degli esercenti. Il sindaco ha risposto a un’interrogazione di Pellacani (Energie per l’Italia)

Dalla fine di settembre 2017 nell’area di corso Canalchiaro, rua Frati minori, rua Muro, piazzale Risorgimento è aumentata la presenza della Polizia municipale in modo da garantire la continuità dei servizi di controllo del territorio svolti anche dalle Forze dell'ordine. Sono state inoltre installate cinque telecamere collegate al sistema di videosorveglianza cittadino. Infine è attiva una chat tra gli esercenti in contatto con la Municipale, che in pratica costituisce un gruppo di Controllo di Vicinato formato da commercianti. Come sottolineato anche da procuratore capo e prefetto è però fondamentale che tutti i cittadini collaborino denunciando i fatti di reato alle forze di polizia.

Lo ha ribadito il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli rispondendo giovedì 5 luglio in Consiglio comunale all’interrogazione proposta da Giuseppe Pellacani di Energie per l’Italia che chiedeva “quali misure il Comune intenda mettere in campo, anche in attuazione dell’ordinanza antidegrado, e quali iniziative intenda adottare, anche di concerto con Prefettura, Questura e Forze dell’ordine, per tutelare i cittadini e i commercianti dell’area interessata dalle molestie e dalle minacce della banda che da molti mesi compie incursioni in centro storico”.

Il sindaco ha ricordato che nel corso degli ultimi mesi l’amministrazione comunale e la Polizia municipale hanno incontrato in più occasioni i commercianti e i residenti della zona compresa tra largo San Francesco e corso Canalchiaro “per comprendere meglio la situazione e raccogliere informazioni utili a definire gli interventi da attuare”. Dalla fine di settembre 2017 è stata quindi aumentata la presenza della Municipale, con servizi a piedi, in auto e in bicicletta tutti i giorni della settimana, con servizi mirati anche in abiti civili, e con stazionamento nell’area pedonale di calle di Luca e largo San Francesco: dal primo ottobre al 31 dicembre 2017 sono stati effettuati 80 presidi fissi con personale appiedato; dall’1 gennaio all’1 giugno 2018 sono stati 251. Hanno portato ad accertare diverse violazioni al Regolamento di Polizia urbana, come il bivacco e la questua, ed adottare quattro ordini di allontanamento (i cosiddetti “minidaspo”).

Dopo aver dettagliatamente informato su una lunga serie di provvedimenti presi soprattutto a carico di persona nei confronti della quale spetta ora all'Autorità giudiziaria agire, il sindaco ha precisato che l’unica famiglia di origine nomade assegnataria di un alloggio temporaneo in centro storico non ha rapporti di parentela con i soggetti sanzionati e denunciati e che dai controlli effettuati l’alloggio risulta occupato e frequentato solo dalle persone autorizzate.

L’aumento del presidio del territorio insieme alle Forze dell'ordine e la stretta collaborazione con gli esercenti, ha proseguito Muzzarelli, hanno portato a una diminuzione della presenza delle aggregazioni moleste, come riferito anche dagli stessi commercianti che, nella riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza convocata dal prefetto Paba, lo scorso 14 giugno, pur denunciando la presenza di mendicanti con comportamenti molesti e a volte minacciosi, hanno riconosciuto l’impegno delle Forze dell’ordine e della Polizia Municipale e l’importanza dell’estensione del controllo di vicinato e del potenziamento della videosorveglianza.

L'interrogante Pellecani ha ringraziato il sindaco per la risposta perché “svelare cortine di fumo su tutto quanto accade è un buon servizio reso alla città” e ha evidenziato “un ostacolo complesso: il nostro sistema penale rischia di vanificare l'azione delle forze dell'ordine, il tema disturba molto i cittadini ma non interessa i governi da oltre 30 anni”, ha detto sottolineando poi “il tema della prevenzione” e riconoscendo “l'efficacia della videosorveglianza”, ma precisando anche che “alcune cose possono essere ulteriormente migliorate”. Ha quindi sottoposto all'attenzione dell'Aula “il riacutizzarsi del fenomeno della prostituzione, in orario notturno ma anche diurno, in alcune aree della città, come la zona Tempio e non solo”, tema su cui ha anticipato la presentazione di un prossimo ordine del giorno.


CPR A MODENA, “SE VIOLERÀ DIGNITÀ E DIRITTI CI OPPORREMO”

Sindaco Muzzarelli risponde a interrogazione di Carpentieri (Pd): Sì alla riapertura di flussi regolari e, in attesa dei rimpatri, impegniamo i migranti in lavori di pubblica utilità

“Siamo pronti a un confronto stringente, di merito e rispettoso delle Istituzioni, ma - considerate le prese di posizione di queste ultime settimane - se da parte del Governo dovessero arrivare decisioni contrarie ai nostri propositi e misure in violazione dei diritti umani, ci opporremmo. I fenomeni migratori vanno governati, i flussi regolari riaperti, ma il Cpr non deve essere un carcere. E, nel frattempo, considerando che il rimpatrio di centinaia di migliaia di persone non sarà né semplice né breve, piuttosto impieghiamo i migranti in lavori di pubblica utilità”.

È quanto ha sostanzialmente detto il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli rispondendo giovedì 5 luglio in Consiglio comunale all’interrogazione sul l’apertura di un Cpr in città, illustrata da Antonio Carpentieri del Pd.

Il consigliere ha chiesto “quali saranno i tempi ed il percorso che porteranno alla riapertura della struttura in città; se ci sarà personale qualificato e formato; se le forze dell’ordine destinate alla struttura saranno distolte dall’organico previsto per il territorio o aggiunte ed espressamente dedicate ad essa; quale ruolo potrà e dovrà avere il Comune tenuto conto anche della Carta dei diritti e doveri dello straniero nel centro; se è fattibile un accordo con la Prefettura per permettere l’accesso di sindaco e consiglieri comunali alla struttura”.

Il sindaco dopo aver sottolineato di disporre solo di notizie informali, ha ricordato di avere prima scritto all’allora Ministro Minniti per sottolineare le condizioni imprescindibili discusse in Consiglio comunale per l’apertura del Cpr in città e per proporre la sottoscrizione di un protocollo fra Governo e Comune. Ha detto quindi che il Ministro uscente aveva fornito una risposta favorevole anche se interlocutoria in cui concordava su alcuni punti fondamentali e affermava che si stavano delineando “concrete ipotesi di rafforzamento della presenza di forze di polizia nonché di personale militare sul territorio, cui rimane subordinata l’attivazione stessa”. Insediato il nuovo Governo, il sindaco ha nuovamente scritto a Roma, ribadendo le posizioni del Comune e aggiungendo: “Non potremmo in alcun modo condividere soluzioni di pura e semplice detenzione e la violazione di fondamentali diritti umani. Alla luce dell’annuncio dell’invio di 30 militari di rinforzo – ha continuato Muzzarelli - abbiamo anche pubblicamente dichiarato la nostra ferma opposizione all’ipotesi che il Cpr sia in realtà un carcere. Non sfuggiamo al tema del governo dei processi migratori – ha osservato - ma riteniamo che la risposta non possa consistere nella criminalizzazione e nella reclusione dei migranti. Si tratta di fenomeni epocali contro i quali l’erezione di muri fisici e ideologici può illudere temporaneamente, ma non costituisce una soluzione. Siamo tutti d’accordo – ha proseguito - che il primo problema è rimuovere le cause belliche ed economiche che generano le migrazioni, con politiche internazionali, intese e aiuti, ma dovrebbe essere altrettanto ovvio che i flussi devono essere regolati, sia perché i movimenti delle popolazioni ci sarebbero comunque, sia per rispondere alle esigenze del mercato del lavoro e al calo demografico. Pertanto il superamento della Bossi-Fini è urgente, come resta urgente l’approvazione dello ‘ius soli’. Nel frattempo, riteniamo che la soluzione vada cercata nell’impiego dei migranti in lavori di pubblica utilità, in attesa delle verifiche di legge sulla loro condizione e della riapertura di flussi regolari”.

Il sindaco ha anche ricordato di avere già invitato a Modena il Ministro Salvini qualora fosse disponibile ad approfondire il tema del Cpr e a sottoscrivere un protocollo. Anche i sindacati della Pubblica Sicurezza Siulb e Silb incontrati in Municipio hanno ribadito che se a Modena dovrà nascere un Cpr, per essere funzionale e non distogliere forze, già numericamente sottodimensionate, al territorio, dovrà essere autonomo in termini di risorse e personale. Infine, ha ribadito che, nel caso, continueremo a chiedere di innalzare di rango la nostra questura

Chiesta la trasformazione in interpellanza Marco Cugusi di Art.1-Sdp-Per me Modena, ha spiegato l’origine di quello che definisce un “orrore giuridico”, cioè “la condizione di clandestinità trasformata da reato amministrativo in penale con la legge Bossi Fini” e i “discorsi fuorvianti da parte della Lega in materia di immigrazione che parlano alla pancia e fomentano l’odio”, per concludere su “l’inefficacia del Cpr, perché sono molte di più di 60 le persone in circolazione senza documenti e perché con molti paesi mancano accordi bilaterali che consentano di accogliere gli espulsi”.

Carpentieri, secondo il quale “bisognerebbe innanzitutto che da Roma chi ha ruoli istituzionali comunicasse a sindaci e prefetti la linea che intende seguire”, ha sottolineato che a Modena la Lega “è stata chiara dichiarandosi contraria all’apertura del Cpr prendendo atto gli attuali organici di polizia sono insufficienti. In questo quadro – ha aggiunto - aspettiamo risposte concrete, mi ritrovo in pieno in ciò che dice il sindaco se non c’è chiarezza sugli organici, su quante le persone potranno essere accolte e sulla possibilità di garantire il controllo democratico di quanto accade nella struttura da parte delle autorità locali e sul fatto che, se la città si fa carico di una struttura regionale, la questura di Modena deve assumere un ruolo diverso per il Ministero ed essere dotata di un organico adeguato”.

Concludendo, il sindaco si è detto d’accordo “nel tener ben presente l’esperienza passata del Cie modenese per evitare che si ripeta. Le forze che governano il paese devono farsi carico anche di questa responsabilità. Siamo istituzioni responsabili, ma vogliamo che la comunità modenese possa esprimere il proprio parere e qualora ci siano forzature, il Consiglio sarà chiamato ad intervenire”.

SALA SCOMMESSE VIA POLETTI: “DOVRÀ CHIUDERE O SPOSTARSI”

L’assessore Bosi ha risposto all’interrogazione del consigliere Carpentieri (Pd)

La sala scommesse di via Poletti “Sisal matchpoint” rientra nell’elenco delle 24 sale gioco e sale scommesse con una distanza inferiore a 500 metri pedonali dai luoghi sensibili mappati dall’Amministrazione comunale. Il Comune di Modena, lo scorso 25 giugno, ha trasmesso la comunicazione alla proprietà Sisal Enterteinment spa, che avrà tempo 6 mesi per cessare l’attività (Natale 2018) e altri due mesi di eventuale deroga massima (febbraio 2019) nel caso intenda delocalizzare l’attività.

Lo ha detto l’assessore alla Promozione della cultura della legalità Andrea Bosi, nella seduta di giovedì 5 luglio, rispondendo all’interrogazione del consigliere Antonio Carpentieri del Pd sulla sala scommesse in via Poletti 78.

Il consigliere ha evidenziato che “tale sala scommesse si trova in una zona residenziale, densamente abitata, che dista 200 metri dalle scuole d’infanzia ‘Montegrappa’, 400 metri dal Liceo scientifico ‘Tassoni’ e 450 metri dalla ‘Parrocchia San Giuseppe – Tempio’”. Ha quindi chiesto quale sia la situazione aggiornata di quella sala scommesse, se per la normativa regionale e comunale possa continuare a restare aperta e “quali azioni di controllo, in ogni caso, intende intraprendere l’Amministrazione comunale per garantire la legalità e la sicurezza della zona”.

L’assessore Bosi ha chiarito che “la normativa regionale sul rispetto della distanza dei 500 metri pedonali dai luoghi sensibili si applica anche alle sale scommesse intese come i punti di raccolta delle scommesse e i punti di vendita con attività di gioco esclusivo o a questi assimilabili, ambito in cui rientra la “Sisal matchpoint” di via Poletti 78”. Ha inoltre precisato che per beneficiare dei due mesi di deroga, i titolari della sala scommesse devono aver presentato domanda al Comune per il rilascio di costruire, oppure la domanda di licenza al Questore per apertura di nuova attività. “L’ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale sul tema – ha aggiunto – insieme all’ordinanza del sindaco e alla mappatura dei luoghi sensibili rappresentano una serie di segnali di volontà di questa Amministrazione di contrastare le azzardopatie e i problemi ad esse connessi. La normativa regionale  sarà determinante per fornire un ulteriore strumento di contenimento dei fenomeni di ludopatia – ha proseguito – in quanto spostare queste sale oltre 500 metri dai luoghi sensibili individuati significa collocarli oltre il perimetro della tangenziale. Ciò renderà più difficile, in particolare per i giovani, imbattersi nelle macchine del gioco d’azzardo che possono creare dipendenze”.

Rispetto alle attività di controllo, l’assessore ha spiegato che “la zona di via Poletti-Borelli viene monitorata quotidianamente con il sistema di videosorveglianza comunale e si continuerà in questo senso. Questa attività continua da anni – ha continuato – e nei report delle attività compiute non vengono rilevate situazioni anomale, salvo sporadiche presenze di persone all'esterno che poi rientrano o si allontanano dal luogo. Anche recentemente sono stati svolti controlli in orari serali che non hanno evidenziato situazioni problematiche”. L’assessore Bosi ha infine comunicato che “ad aprile 2018 è stato fatto un controllo mirato di polizia commerciale, durante il quale sono state rilevate violazioni in merito all’ordinanza del sindaco, in quanto le apparecchiature da gioco erano funzionanti al di fuori degli orari previsti dall’ordinanza. Circa il 50 per cento dei controlli che vengono effettuati – ha aggiunto – portano a una sanzione per mancato rispetto degli orari”.

Nella replica, il consigliere Carpentieri si è detto soddisfatto: “Con questa interrogazione – ha affermato – volevo fosse chiaro ai cittadini che anche le sale scommesse sono oggetto della normativa regionale e che i controlli in queste aree stanno proseguendo. Attraverso l’applicazione della legge e i controlli, l’Amministrazione mette in atto una serie di azioni di contrasto all’illegalità e all’azzardopatia. Non può reggere sulle proprie spalle l’intero problema – ha aggiunto – ma è importante che sia cambiata la sensibilità nel merito”.

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