Cronaca » Politica

Giovedì 09 Novembre 2017 - ore 22:01

Dal Consiglio Comunale / Polo Manfredini: ''Demolizione o serve un mix di destinazione''

L’assessore Vandelli ha risposto all’interrogazione di Venturelli (Pd). “Spetta al privato presentare proposte, ma la soluzione va cercata nelle sue caratteristiche”

Salvo che la proprietà non decida di demolire, la soluzione per il Direzionale Manfredini va cercata nelle sue caratteristiche originarie, con interventi per un possibile mix di destinazioni tra loro interconnesse: direzionale, ricettività, commerciale, salute. Attualmente non ci sono pervenute nuove proposte che spettano comunque al privato”.

Lo ha detto l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli nella seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 9 novembre, rispondendo all’interrogazione della consigliera Federica Venturelli (Pd), firmata anche da Chiara Susanna Pacchioni, sul futuro del Direzionale Manfredini.

La consigliera ha chiesto “se la società proprietaria abbia già proposto qualche soluzione per il recupero e il riutilizzo dello stabile in passato e nel presente o annunciato per un prossimo futuro”, e di riferire in Consiglio comunale su quali opportunità potrebbe offrire alla città la rivalorizzazione dello stabile “o comunque quali possibilità ci siano, seppur in divenire, affinché la nuova legge urbanistica regionale e il prossimo piano urbanistico generale della città possano offrire prospettive a situazioni come quella in oggetto”.

Vandelli ha sottolineato che “il processo di rifunzionalizzazione del Direzionale Manfredini, come di altre strutture simili, è complesso: dipende in primo luogo dai privati proprietari e non può avere nella sola Municipalità un referente operativo. Come Comune – ha proseguito – possiamo e dobbiamo accompagnare questi processi fornendo regole e tempi certi per la disamina di progetti. Attraverso il nuovo Piano urbanistico dobbiamo fornire certezze: procedure e tempi sicuri per garantire la trasformazione e il riuso”.

L'assessora ha ricordato che “il direzionale ha una superficie utile di oltre 20.000 mq, è facilmente raggiungibile con mezzi privati e di trasporto pubblico, e si colloca in un’area dove sono presenti altri importanti direzionali. Per contesto – ha aggiunto – potrebbe quindi rimanere un direzionale, ma manca la domanda per la funzione originaria. Potrebbe certamente essere riconvertito a funzione residenziale, presente nella zona, ma siamo in presenza di un oggetto rigido, monolitico, e una riconversione ad altre funzioni si potrebbe realizzare solo attraverso una sostituzione edilizia, con costi significativi che annullerebbero il valore della nuova struttura”.

L’assessora ha precisato che “il bene è stato conferito ad un fondo che ha come scopo quello di valutarne ipotesi di valorizzazione, operazione molto complicata. Se oggi i margini sono stretti – ha affermato – lo scenario potrebbe cambiare con la trasformazione dell’area dell’ex Ottavo Campale, ma i tempi non sono brevi. Occorre poi saper cogliere alcuni importanti movimenti che stanno attraversando l’Europa con la Brexit: l’Italia potrebbe accogliere importanti multinazionali che stanno cercando di collocare filiali in Europa. Per fare questo occorre una governance nuova dei processi, che veda protagonisti non solo gli enti pubblici e che si faccia carico dei grandi contenitori. La città di Modena – ha proseguito – se riesce ad accrescere la sua attrattività per nuove funzioni direzionali e della ricerca può dare soluzione anche al Manfredini. La competizione internazionale è aggressiva: vanno costruite le precondizioni per la ricollocazione sul mercato di questo oggetto come di tanti altri che presentano analoghe rigidità. Deve esserci un sistema di agevolazioni, prima di tutto sociali, con l’offerta di alloggi di qualità e servizi sanitari all’avanguardia e infrastrutturali”.

Sul tema è intervenuta Elisabetta Scardozzi del M5s che ha chiesto, “vista la posizione comoda con ogni mezzo di trasporto e considerati gli elementi caratteristici funzionali ad altri servizi, se l'Amministrazione abbia mai pensato di spostare in questa sede il Tribunale o uffici comunali”.

Marco Chincarini di Art.1-Mdp-Per me Modena ha espresso la speranza che la struttura “non sia soggetta a degrado esagerato. In passato, l'ex assessore Poggi aveva pensato a spostare lì delle funzioni, ma il Patto di stabilità e altro non hanno permesso di portare avanti questo progetto”. Il consigliere ha inoltre chiesto se, “in attesa che qualcuno abbia voglia di acquistare il complesso, venga rimesso a posto il parcheggio, ora lasciato in abbandono e degrado, che potrebbe essere funzionale alla piscina dei vigili del fuoco lì a fianco”.

Fabio Poggi del Pd ha precisato che “spostare in quella sede il Tribunale vuol dire svuotare un pezzo importante di centro storico di una funzione fondamentale. Va considerato inoltre che, fino a poco tempo fa, le spese di manutenzione del Tribunale sono state a carico del Comune, proprietario dell'edificio, mentre lì la proprietà è privata. Un complesso di quelle dimensioni – ha proseguito – si riempie se ci entra un soggetto con un peso specifico, perché pensare di rivitalizzare la struttura un pezzo alla volta sarebbe complesso”. Il consigliere ha concluso che “è giusto occuparsi di quello che è un problema di non facile soluzione per Modena, ma la soluzione non dipenderà solo dal Comune; l'interesse è in primis del privato”.

Nella replica, la consigliera Venturelli ha ringraziato per la risposta, precisando che “l'obiettivo dell'interrogazione era stimolare l'impegno a trovare possibili soluzioni. Sappiamo che l'immobile è di proprietà privata – ha aggiunto – però è comunque parte del patrimonio dei modenesi. Prendo atto che la strada per la riqualificazione del complesso sia lunga, nonostante ciò credo che il riuso potrebbe diventare un'opportunità per la città”.

In chiusura di dibattito, l'assessora Vandelli ha precisato che “spostare funzioni importanti anche in termini di identità per il centro storico di Modena, come il Tribunale e l'indotto che vi è attorno, creerebbe nuovi vuoti. Occorre piuttosto migliorare l'attrattività della città per entrare in circuiti internazionali, creare le condizioni per attrarre sul territorio ulteriori attività bancarie, assicurative, dei servizi e dell'innovazione tecnologica”.

IL MUTUO SI “ALLUNGA” E NEL 2018 SI RISPARMIANO 90 MILA EURO

Rinegoziazione con Cassa depositi e prestiti: gli interessi aumentano di circa 27 mila euro da spalmare in 21 rate fino al 2028. Ok del Consiglio comunale

Il Comune di Modena coglie l’opportunità offerta dalla Cassa depositi e prestiti di rinegoziare un mutuo aperto con l’istituto, l’unico attivo con scadenza successiva al 2021 come richiesto dalla Cassa, e ottiene di prolungarlo di due anni (dal 2026 al 2028) con un aumento degli interessi complessivi di circa 27 mila euro, da spalmare su 21 rate a partire dal prossimo anno, ma con un risparmio di oltre 90 mila euro nel giugno del 2018 quando non si pagherà la prevista quota capitale. L’operazione finanziaria è stata approvata dal Consiglio comunale oggi, giovedì 9 novembre, prevedendo che “il risparmio dovuto alla rinegoziazione del debito venga destinato il prossimo anno a spese non a natura ricorrente, ma al fondo di riserva”, come ha specificato l’assessore al Bilancio Andrea Bosi illustrando il provvedimento. Si sono espressi a favore Pd, Art.1-Mdp-Per me Modena e M5s, astenuti Idea popolo e libertà e FI.

Il mutuo che viene rinegoziato è relativo alle scuole Mattarella, con un debito residuo di due milioni e 24 mila euro e una rata annuale di 200 mila euro (178 mila di quota capitale e 22 mila di quota interessi) con scadenza al 2026. Il tasso di interesse variabile è riferito all’euribor sei mesi più lo spread di 0,633. La rinegoziazione avviene prolungando il piano di ammortamento di due anni, modificando lo spread che sale a 0,852 e definendo una quota capitale costante di 88 mila euro per 21 rate.

Siamo consapevoli che la rinegoziazione genera una maggiore spesa per interessi sulle rate future – ha spiegato Bosi – ma si tratta di un costo ampiamente sostenibile alla luce dell’indebitamento del Comune che, compreso il recente mutuo per il Braglia, al 31 ottobre era di ‘soli’ nove milioni di euro. Tutte le simulazioni effettuate, inoltre, portano a stimare in circa 27 mila euro l’aumento complessivo degli interessi, da spalmare nelle 21 rate previste fino al 2028, una cifra ampiamente compensata da risparmio che avremo il prossimo anno – ha concluso l’assessore – non pagando la quota capitale di 90 mila e 617 euro”.

Sul tema è intervenuto il consigliere Marco Forghieri (Pd) che ha precisato: “In un quadro come il nostro, in cui abbiamo dovuto aumentare l'indebitamento di quasi il 50 per cento, risulta evidente la bontà di questa iniziativa. È un'operazione ancor più strutturale, che insiste nella direzione dei vincoli legati al Patto di stabilità che, pur non essendo l'elemento decisivo su cui impostare la programmazione, vanno tenuti in considerazione”.


PARCO FERRARI, “Sì A EVENTI, MA DEVE RIMANERE UN PARCO”

L’assessore Guerzoni ha risposto in Consiglio all’interrogazione di Pellacani (FI). “Valuteremo proposte, servono soggetti affidabili”

 Il parco Ferrari deve continuare ad essere il più grande parco della città, che oltre a ospitare numerose iniziative conta una dimensione di presenze rilevantissima in termini di frequentazioni da parte di cittadini che utilizzano lo spazio pubblico per tempo libero, sport, giochi o area dove portare animali”.

Lo ha detto l’assessore all’Ambiente Giulio Guerzoni rispondendo in Consiglio comunale, nella seduta di oggi, giovedì 9 novembre, all’interrogazione di Giuseppe Pellacani (FI) sui progetti per il Parco Ferrari dopo Vasco.

Il consigliere ha evidenziato che “il concerto di Vasco ha dimostrato che il parco Ferrari ha grandi potenzialità” e che “spazi così importanti alle porte del centro storico e in grado di ospitare eventi di grandi dimensioni non possono restare inutilizzati”. Ha quindi chiesto se, “pur nel rispetto di un’area che costituisce un importante polmone verde, sia stata avviata una riflessione su come utilizzare al meglio uno spazio così importante, alle porte del centro storico e in grado di ospitare eventi di grandi dimensioni, come il Parco Ferrari, per fare del Parco Ferrari un’area viva, vitale e funzionale al rilancio di Modena”.

L’assessore ha convenuto sul fatto che “il parco Ferrari ha rilevantissime e variegate potenzialità sulle funzioni pubbliche e sugli eventi. Potenzialità – ha precisato – note all’Amministrazione comunale e alla città già da tempo, ben prima del concerto di Vasco Rossi che, lo dico subito a scanso di equivoci, rimane un qualcosa di storico, unico e irripetibile”. Il parco “non è, come si legge nell’interrogazione, ‘uno spazio di grandi dimensioni alle porte del centro storico che rischia di essere inutilizzato’. Da una primissima ricognizione, nell’ultima primavera-estate, mettendo assieme le iniziative del Comune, quelle dei soggetti privati e quelle del gestore del punto bar, ci sono stati oltre 150 appuntamenti spalmati su tutte le giornate feriali e festive”. Tra queste, giusto per dare un’idea, Mutina Boica, Scuola sport, Festa dell’acqua, Ambiente e altra economia, Festa finale dell’attività motoria per la terza età, Parkinson in park, Yoga al parco, Run to night, Corsa cross e campestre agonistiche La Fratellanza, Un mondo a 4 zampe.

Guerzoni ha precisato come sia “totalmente e pienamente confermata la funzione a verde pubblico degli oltre 44 mila metri quadrati esistenti, con tutte le conseguenti positive connotazioni ambientali e con la sua particolare conformazione che vede una parte più boscata ed una piana, senza ostacoli. Tra le connotazioni ambientali del parco – ha aggiunto – anche la sua utilità negli schemi dei piani di Protezione Civile, soprattutto in casi emergenziali”. Sul tema del verde, l’assessore ha ricordato che, “entro la fine di novembre, un po’ in ritardo a causa del clima caldo di ottobre, si completerà il Piano Operativo Verde legato al concerto di Vasco Rossi”. Dopo la recinzione e i nuovi cancelli, i tecnici rimetteranno a dimora le piante che erano state invasate e salvaguardate (circa 40 esemplari) nel lato di via Emilia-viale Autodromo; rivisiteranno le piantumazioni e l’irrigazione della zona parcheggio (35 esemplari); piantumeranno un nuovo filare di circa 60 querce più cespugli di alloro nella zona del lago, seguendo proprio il profilo dello specchio d’acqua.

L’assessore ha poi evidenziato come alcune attività possano avere nel parco una sede e possano svolgersi in maniera rispettosa della funzione ambientale del parco: “Il punto bar attrezzato – ha affermato – è un riferimento stabile che deve essere confermato e, se le risorse mai lo consentiranno, potenziato; la riqualificazione dell’ex Torre Autodromo come sede di associazioni e della banda cittadina è un esempio calzante di una buona politica; ora il Comune sta lavorando con l’Associazione dei Vigili del Fuoco e con il Comando per riqualificare lo spazio oggi esistente (lato viale Autodromo) per incrementare ancora di più le attività formative verso le scuole e verso la città”.

Infine, per l’assessore “il parco Ferrari può ospitare anche grandi eventi sportivi, musicali o qualunque altra forma di pubblico spettacolo, comprese grandi celebrazioni nazionali (es. l’adunata degli Alpini a cui ci eravamo candidati). I grandi eventi – ha aggiunto – sono un valore aggiunto per una città e, come dimostrano tantissime esperienze europee, non solo delle metropoli, sono perfettamente compatibili con il verde urbano attraverso le giuste precauzioni e le giuste tecnologie. Il concerto Modena Park ha dimostrato che al parco Ferrari esistono le condizioni per curare nei minimi dettagli e in piena sicurezza eventi di grandissime dimensioni, con una durata di uno o più giorni. Per questo motivo – ha concluso – come l’Amministrazione ha più volte dichiarato, se capitasse una opportunità di livello nazionale o internazionale, organizzata da soggetti affidabili, siamo pronti a sederci al tavolo senza alcuna preclusione e coinvolgendo tutta la città”.

Nella replica, il consigliere Pellacani ha evidenziato che “quelle citate sono iniziative di livello locale e qualche altra iniziativa in grado di valorizzare l'area sarebbe opportuna. Il concerto di Vasco – ha proseguito – è stata una cassa di risonanza importante, ma al momento in termini di ricadute turistiche c'è stato poco. In generale, comunque, il parco Ferrari si inserisce in una zona – con l'Ottavo campale, la Diagonale e la zona della Fratellanza – che merita un particolare rilancio e credo sia opportuna una riflessione anche in Consiglio comunale su come valorizzarla al meglio. Saremo ben lieti – ha concluso - di ascoltare ulteriori proposte concrete che l'Amministrazione vorrà portare in Aula”.

“PLAUSO ALLE FORZE DELL’ORDINE PER IL LORO IMPEGNO”

Il Consiglio approva un odg di FI che invita il sindaco a ringraziare i vertici locali

Il Consiglio comunale di Modena invita il sindaco a formulare personalmente ai vertici locali della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanzia e della Polizia locale un plauso per l'abnegazione ed il senso del dovere che gli uomini e le donne in divisa quotidianamente esprimono a tutela dei diritti costituzionalmente sanciti”.

Lo fa con l’approvazione di un ordine del giorno, nella seduta di giovedì 9 novembre: a favore si sono espressi Pd, FI e Idea popolo e libertà, mentre Art.1 – Mdp – Per me Modena e Giulia Morini del Pd si sono avvalsi del non voto. Il documento, presentato in Aula da Adolfo Morandi di FI, chiede inoltre “di adottare iniziative, anche in collaborazione con la presidente del Consiglio comunale, che valorizzino il lavoro e l'esempio delle Forze dell'ordine”.

La mozione, in particolare, fa riferimento all’episodio dello scorso 11 marzo in cui “la città di Napoli ha vissuto scene di vera e propria guerriglia urbana ad opera di sedicenti ‘antifascisti’ che, in tute nere e con caschi integrali, hanno messo a ferro e a fuoco proprio quella città che ritenevano voler tutelare, provocando viceversa ingenti danni all'intero quartiere di Fuorigrotta, distruggendo auto, vetrine di esercizi commerciali ed arredo urbano”. Il documento ricorda che “numerosi sono stati i tutori dell'ordine che, nei violenti scontri, sono risultati colpiti e feriti” ed esprime “riconoscenza e gratitudine” nei confronti delle Forze dell’Ordine che si spendono per la difesa del “diritto sancito dall’art.21 della Costituzione italiana ‘di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione’”.

MIGRANTI, IL CONSIGLIO RESPINGE UN ODG DI FORZA ITALIA

Il documento chiedeva al sindaco di farsi promotore di una serie di proposte. Prima del voto sono intervenuti diversi consiglieri

Il Consiglio comunale di Modena, nella seduta di giovedì 9 novembre, ha respinto un ordine del giorno di FI che chiedeva al sindaco di farsi promotore presso il Consiglio dei Ministri e in tutte le sedi competenti di una serie di proposte e soluzioni in relazione al fenomeno dei migranti. A favore della mozione si è espresso il solo gruppo proponente, contrari Pd e Art.1-Mdp-Per me Modena e astenuto Idea popolo e libertà.

Il documento, illustrato dal consigliere Adolfo Morandi, chiedeva, tra l’altro, di “mettere in atto la fase 3 della missione Eunavfor Med che presuppone il consenso dei governi costieri e consente il controllo delle coste dei Paesi da cui partono le imbarcazioni dei migranti”; di “proporre alla Libia aiuti economici per accogliere in campi di accoglienza appositi i migranti, nel rispetto della loro dignità umana”; di “controllare tramite i sistemi satellitari in dotazione a ciascuna unità navale la movimentazione delle Navi delle ONG che fanno la spola tra le coste italiane e la costa libica, andando a raccogliere i migranti direttamente a 20 miglia dalla costa libica e, anziché portarli entro il raggio di 70 miglia nel porto più vicino, nel rispetto delle norme internazionali, li portano ad oltre 200 miglia sulle coste italiane” e di “sanzionare pesantemente le suddette ONG che non rispettano le regole internazionali, fino al sequestro della nave stessa”.

Prima del voto sono intervenuti alcuni consiglieri. Elisabetta Scardozzi del M5s ha precisato che “il tema è di notevole sensibilità e abbiamo parlamentari votati e legittimati per fare dichiarazioni e leggi in merito. Secondo noi queste questioni e quelle degli ordini del giorno futuri con impegni simili, seppur le preoccupazioni siano legittime anche in quest’Aula, non sono di competenza del Consiglio comunale. Per questa ragione non parteciperemo al voto”.

Per Tommaso Fasano del Pd “è importante parlare anche di questi temi, quindi chiedo ai colleghi presenti in Aula di partecipare alla discussione perché ci sono ricadute anche a livello locale. L’afflusso di migranti in Italia – ha proseguito il consigliere – si è ridotto rispetto allo scorso anno. Sebbene questo sia un risultato ottenuto da questo Governo, che ha messo in atto misure in grado di ridurre il numero di persone, non abbiamo risolto il problema delle migrazioni. È un problema che non si può accollare solo l’Italia, ma l’Europa ha sempre messo la testa sotto la sabbia”. Il consigliere ha infine chiesto “come si dovrebbero comportare queste persone che sono vittime di guerra o condizioni economiche devastanti e cercano di spostarsi per necessità”. Secondo Giulia Morini “i nostri figli e nipoti un giorno ci giudicheranno per queste stragi e sarà molto triste e difficoltoso per quelli che hanno abbandonato l'Aula rispondere. Se vogliamo aiutare queste persone ‘a casa loro’ – ha continuato la consigliera – siamo i primi noi in Italia a dover fare la nostra parte e questo costa un sacco di soldi: bisogna rinunciare alla vendita di armi e a finanziare classi dirigenti corrotte che fanno gli interessi della finanza globale, si deve interrompere lo sfruttamento delle risorse naturali dell'area medio africana, è necessario investire nello sviluppo locale e va affrontato seriamente il tema del cambiamento climatico, perché se non hai acqua potabile sei spinto a scappare”.

Per FI, il capogruppo Andrea Galli ha parlato di temi legittimi per il Consiglio: “Provo stupore per il comportamento dei colleghi del M5s. Quest’Aula ha titolo di affrontare temi amministrativi o politici e quello dell’immigrazione lo è. Si tratta di un argomento assolutamente centrale e vedere i colleghi del M5s che scappano e rifiutano il dibattito fa pensare che non abbiano argomenti, capacità o che siano tra loro molto divisi. In tutti i casi, è un bruttissimo modo di comportarsi che rende difficile qualsiasi collaborazione con loro oggi o in futuro”. Adolfo Morandi ha evidenziato come la situazione si sia modificata da quando presentò l'odg, “e nella direzione auspicata dal documento. Anche il decreto Minniti sul Regolamento delle Ong mira a fermare un fenomeno che stava prendendo dimensioni importanti: c'è di mezzo probabilmente un traffico umano con Ong che prendevano denaro per portare in Italia queste persone. Non si può continuare a chiudere gli occhi di fronte a questo fenomeno e va fermato là dove partono, perché se non si interviene i morti nel Mediterraneo continueranno ad esserci”.

Per Art. 1 – Mdp – Per me Modena, Marco Cugusi ha detto di “non apprezzare l’odg di FI. Siamo in un momento in cui le politiche di accoglienza presentano problemi: si sta facendo una politica rischiosa che fa leva sulle paure delle persone e non tiene conto della realtà ma cerca di lavorare sulla pancia delle persone per ottenere consenso elettorale. Non siamo d'accordo di barattare i diritti umani con il consenso elettorale. L'immigrazione non è solo un problema – ha precisato – ma anche una risorsa per questo Paese la cui popolazione sta invecchiando. È necessario un intervento legislativo e ottemperare all'articolo 10 della Costituzione”. Per il capogruppo Paolo Trande “in questo Consiglio si può discutere di tutto, anche di questioni apparentemente lontane. Quindi trovo incomprensibile l’atteggiamento dei colleghi del M5s”. Rispetto ai migranti, il consigliere ha definito “fuorviante” l’impostazione “data dalla destra: la differenza non passa tra essere favorevoli e contrari all’immigrazione. Da una parte c’è chi cerca di gestire con difficoltà un fenomeno epocale, che dura da anni, e dall’altra chi prova a fare basse strumentalizzazioni elettorali, agitando paure e soluzioni non sostenibili o non efficaci. È un tema che non si affronta con proclami ma bisogna fare una politica seria e metterci le risorse che servono”.

CLIMA, “PRESSIONI PER FAR RIENTRARE GLI USA NELL’ACCORDO”

Lo chiede il Consiglio di Modena approvando all’unanimità un odg che esprime preoccupazione per la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dagli accordi di COP21

Il Consiglio comunale esprime grande preoccupazione per la decisione degli Usa di ritirarsi dall'accordo internazionale di COP21 sui cambiamenti climatici (Parigi 2015) e invita i ministri e delegati del G7 Ambiente di Bologna ad attuare tutte le possibili forme di pressione affinché possa rientrare nell'accordo.

Nella seduta di giovedì 9 novembre è infatti stato approvato all’unanimità un ordine del giorno del Pd illustrato da Simona Arletti che chiede inoltre alla Giunta di proseguire “con convinzione le azioni e i progetti di mitigazione del cambiamento climatico dando attuazione piena al Piano d’azione per l’energia sostenibile sottoscritto a Bruxelles nell’ambito del Patto dei Sindaci.

Il documento evidenzia che “i rischi concreti che gli effetti dell’impatto umano e delle attività produttive stanno avendo sul nostro pianeta non possono lasciarci indifferenti: Stati, Regioni, Comuni e cittadini singoli o associati hanno il dovere di agire per contenere gli effetti negativi del cambiamento climatico” e sottolinea che “gli accordi di COP21 sono un passaggio fondamentale verso l'attuazione di politiche ambientali ed economiche che mettano al centro la sostenibilità, ovvero la possibilità di crescere e sviluppare comunità rispettose degli equilibri naturali avendo anche la possibilità di crescere e di migliorare il proprio stile di vita”.

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