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Venerdì 26 Ottobre 2018 - ore 07:23

Dal Consiglio Comunale / Muzzarelli: ''Il San Filippo Neri prosegua con serenità''

Il sindaco ha risposto alle interrogazioni di Lega e 5 Stelle. “Verifiche continuano, ma si può girare pagina. Tesauro? Avrebbe potuto e dovuto farle, ma ha lasciato”. Approvata la delibera di ratifica sul via libera urbanistico della conferenza dei servizi. Ora parere della Soprintendenza su demolizioni e progetto edilizio. Regolamento dehors: Sì del Consiglio alle modifiche. Fioriere ammesse, si potrà scegliere i periodi d’apertura, c’è un anno di tempo in più per adeguarsi. Percorso con associazioni e Soprintendenza.

Sulla base degli elementi già accertati, ci sono “tutte le condizioni affinché il San Filippo Neri, il suo consiglio di amministrazione e il personale, possano recuperare la necessaria serenità per proseguire nel loro prezioso lavoro al servizio delle istituzioni, della scuola e delle nuove generazioni” della comunità modenese. Gli approfondimenti continueranno, ma è giunto il momento di “girare pagina rispetto a una discussione che ha assunto contorni scandalistici impropri” andando a scalfire l’immagine e il lavoro della Fondazione, con l’intento di colpire il presidente della Provincia e sindaco di Modena”; controlli e critica sono un diritto e un dovere delle forze politiche e dei mezzi d’informazione, ma è necessario “riportare i problemi alle loro giuste dimensioni”.

Lo ha affermato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli rispondendo in Consiglio comunale oggi, giovedì 25 ottobre, alle interrogazioni presentate da Lega Nord e Movimento 5 Stelle sulle dimissioni di Mauro Tesauro dalla presidenza della Fondazione, su nomina della Provincia, e sulle sue critiche avanzate rispetto all’organizzazione dell’ente.

In particolare, la capogruppo della Lega Luigia Santoro ha presentato due interrogazioni (più una terza alla quale ha risposto l’assessore all’Istruzione Gianpietro Cavazza) chiedendo conto anche del furto del computer della direttrice della Fondazione Cristina Cavani.

Nell’interrogazione del Movimento 5 stelle, illustrata dal capogruppo Mario Bussetti, invece, ci si sofferma sugli “incarichi incrociati” tra Fondazione e associazione San Filippo Neri International e sulla dotazione organica dell’ente.

Il sindaco Muzzarelli ha prima di tutto precisato che la scelta di nominare Tesauro alla presidenza nasceva dalla consapevolezza della rapida crescita dell’ente (passato negli ultimi anni da un bilancio di 350 mila euro ad oltre un milione) che richiedeva “una guida politicamente esperta e amministrativamente solida”. Muzzarelli ha spiegato di “non aver posto vincoli di alcun genere” a Tesauro che gli presentava critiche alla direttrice appena un mese dopo averle assegnato i più ampi poteri con una delega sottoscritta dal notaio: “Gli ho raccomandato prudenza e seri approfondimenti, per non compiere scelte affrettate o scarsamente giustificate “ ha spiegato il sindaco sottolineando come era inevitabile porsi la domanda se fosse stato troppo precipitoso l’atto di delega o il successivo, opposto, orientamento.

Muzzarelli, dopo aver ribadito di non aver mai posto al presidente il problema degli incarichi politici della direttrice (tema per il quale non sono stati riscontrati, neanche da Tesauro, “conflitti di interesse né ragioni di opportunità e trasparenza” non essendovi rapporti tra i due ambiti), ha spiegato che le questione poste nella lettera di dimissioni rientravano nelle competenze del consiglio di amministrazione: la denuncia del clima pesante tra il personale, una gestione aziendale disordinata, l’esistenza di un’associazione mai comunicata al cda, il contratto della direttrice.

Con le sue dimissioni “il dottor Tesauro – ha affermato il sindaco – ha ritenuto di non potere o volere affrontare” queste questioni. Per Muzzarelli, infatti, si tratta di verifiche che lui “avrebbe potuto e dovuto fare e che ha preferito lasciare ad altri”. Verifiche che – ha sottolineato il sindaco – sono state immediatamente attivate con la nomina alla presidenza della dottoressa Luciana Borellini.

“Successivamente – ha aggiunto Muzzarelli - il dottor Tesauro, sui mezzi d’informazione, ha spiegato che il suo scopo era quello di cambiare la classe dirigente locale. Obiettivo legittimo, naturalmente, ma che altrettanto ovviamente colloca la polemica che ne è seguita più nell’ottica della prossima campagna elettorale che dei problemi di gestione del San Filippo Neri. Personalmente posso solo aggiungere che con me il dottor Tesauro non ne ha parlato e che le sue uscite mi hanno profondamente sorpreso e addolorato”.

Il mandato alla presidente Borellini prevedeva di effettuare gli approfondimenti e i chiarimenti richiesti da Tesauro, nonché di rilanciare l’attività dell’ente e di chiedere al cda di insediare rapidamente un revisore dei conti, che è poi stato individuato nel commercialista Giorgio Razzoli. I primi risultati sono stati inviati alla Provincia il 10 agosto e subito trasmessi a tutti i componenti del Consiglio provinciale, altri chiarimenti sono stati forniti con interviste e lettere agli organi di informazione, anche da parte della vicepresidente Elena Gazzotti, mentre “la dottoressa Borellini ha confermato che invierà alla Provincia ulteriori aggiornamenti sulle verifiche in corso”.

LE RISPOSTE: DAL BILANCIO AI QUADRI

Il sindaco è intervenuto su movimenti finanziari e associazione, contratto della direttrice e furto del computer, questioni del personale e affitti

Dal bilancio della Fondazione ai movimenti finanziari, dall’associazione San Filippo Neri International alle questioni di personale, fino al contratto della direttrice, al furto del suo computer, agli affitti e ai quadri. Sono i temi su cui si è soffermato puntualmente il sindaco Gian Carlo Muzzarelli rispondendo alle interrogazioni.

Bilancio – Al momento, ha spiegato il sindaco, “non risultano movimenti di bilancio che non siano attinenti alle finalità della Fondazione e non conformi allo statuto”, rispettando le norme e le linee guida di trasparenza e certezza adottate dal cda lo scorso marzo. Proprio il cda presieduto da Tesauro, inoltre, ha approvato all’unanimità il 23 aprile il consuntivo 2017 e il preventivo 2018, mentre il consulente della Fondazione ha confermato recentemente alla presidente Borellini di aver fornito allora ai consiglieri tutte le informazioni e le spiegazioni richieste.

In particolare, la somma di 55 mila euro destinata a “SFN International” è stata inserita correttamente a bilancio (per natura e non per nominativo del creditore, come è previsto per la classificazione dei debiti) senza “occultamenti né spostamenti impropri di fondi né tentativi di elusione fiscale”. Una prima parte (28.680 euro) è già stata erogata e tutto il progetto “Diritto al Futuro” verrà correttamente rendicontato. “La possibilità di erogare (o anticipare, come in questo caso) contributi a soggetti terzi per realizzare progetti comuni e condivisi – ha spiegato Muzzarelli - è del tutto normale e coerente con le finalità e lo statuto dell’ente. Probabilmente una relazione al bilancio più approfondita e dettagliata o, per contro, una lettura meno frettolosa dei documenti, avrebbero ricondotto subito il tema alla sua reale dimensione”.

Associazione - SFN International è un’Associazione di promozione sociale costituita nel 2014 con la finalità di promuovere i valori di solidarietà ed eguaglianza fra i giovani, per contrastare ogni tipo di discriminazione e per aiutare i giovani in condizioni di disagio. L’associazione è presieduta dalla responsabile del personale del San Filippo Neri e fino a luglio la vice-presidenza è stata ricoperta dalla direttrice. Tali funzioni sono svolte a titolo rigorosamente gratuito. “Naturalmente – ha affermato Muzzarelli - si può discutere se l’associazione svolga bene il suo ruolo, se i risultati la giustifichino e se non si possano assegnare le cariche ad altri soggetti, ma illazioni e sospetti sulla sua natura e sulla trasparenza della gestione e dei rapporti con la Fondazione sono destituiti di ogni ragionevole fondamento”.

Nell’ottobre 2016 l’associazione ha partecipato al bando nazionale sull’Adolescenza al quale non poteva essere ammessa la partecipazione della Fondazione. Il progetto “Diritto al futuro”, elaborato insieme ai Comuni, agli istituti scolastici e agli enti di formazione professionale, ha consentito di ottenere un contributo di 470 mila euro, con i cofinanziamenti locali si supera il milione. “Per sostenere la fase preparatoria del progetto – ha spiegato Muzzarelli - la Fondazione ha anticipato 55 mila euro, che, come detto, saranno restituiti e rendicontati. Né le finalità del progetto, né la procedura seguita presentano profili di illegittimità o inopportunità. L’Associazione agisce al servizio delle istituzioni locali e del sistema scolastico, non ha fini di lucro e i responsabili svolgono la loro attività a titolo volontario”.

Personale – L’attività dell’ente è passata da 350 mila euro all’anno a oltre un milione e alcune funzioni comportano il il ricorso ad assunzioni a termine: dai 15 dipendenti del 2016 si è passati, con nove cessazioni e 17 assunzioni, ai 23 del 2017. Oggi i dipendenti sono 22, di cui di cui tre a tempo determinato e 19 a tempo indeterminato. Rispetto alle dimissioni, solo in quattro casi si sono registrate divergenze di vedute con la direzione o distanze non colmabili fra le aspirazioni di ruolo e carriera e le opportunità offerte dalla Fondazione. In uno di questi quattro casi, la dipendente ha intentato e vinto un contenzioso monetario e professionale, ma in base a quanto la stessa persona ha scritto al presidente della Provincia, tramite avvocato, le dimissioni, successive alla vertenza, non sono ad essa collegate, ma “frutto di una personale e libera scelta di un differente percorso professionale”.

Contratto della direttrice – Per il sindaco sia nelle critiche di Tesauro che nelle interrogazioni “c’è un evidente equivoco fra il contratto di lavoro a tempo indeterminato della dottoressa Cavani e l’incarico di direttrice della Fondazione. Si fa cioè confusione fra il contratto di lavoro, che è una cosa, e l’incarico di direttore, che è un’altra”. La dottoressa Cavani – ha spiegato Muzzarelli - è stata assunta dalla Fondazione il 1° ottobre 2008, con contratto a tempo indeterminato e inquadrata nella categoria di quadro con mansioni direttive. Tra la durata del suo contratto di lavoro e le scadenze statutarie per il direttore non c’è dunque relazione: anche senza la nomina a direttore, la dottoressa Cavani resterebbe dipendente a tempo indeterminato della Fondazione. La nomina a direttrice arriva il 15 dicembre 2008, per la durata di quattro anni, come previsto dallo statuto. “Nel 2012 il consiglio di amministrazione – ha precisato il sindaco - ha probabilmente ritenuto che l’incarico potesse proseguire di fatto con un tacito rinnovo, una scelta da un punto di vista formale sicuramente opinabile e che, pur non avendo inciso sull’attività della Fondazione, non dovrà ripetersi. Anche se è bene ribadire con nettezza che tutto ciò non si configura come un’automatica promozione a direttore a tempo indeterminato. Nemmeno il consiglio presieduto dal dottor Tesauro ha adottato provvedimenti in merito e, anzi, ha fatto ricorso alla procura notarile” attribuendole ulteriori poteri. Per Muzzarelli “è evidente che il nuovo consiglio, nei tempi che riterrà necessari per completare le verifiche in corso e tenuto conto delle esigenze di sviluppo della Fondazione, dovrà assumere le decisioni conseguenti rispetto alla direzione dell’ente, in conformità a quanto previsto dallo Statuto”.

Quadri - I 17 quadri della Fondazione di cui ha parlato Tesauro sulla Gazzetta di Modena del 12 ottobre scorso “sono in deposito presso i Musei Civici, in base a un comodato gratuito di tre anni, tacitamente rinnovabile”, ha annunciato il sindaco aggiungendo che “13 di tali dipinti sono stati inseriti e riprodotti nel catalogo dell’otto-novecento pubblicato a cura della stessa Fondazione San Filippo Neri”.

Affitti - La crescita di attività del San Filippo Neri ha imposto di passare da un ufficio amministrativo di circa 35 metri quadri ai 300 metri quadri della Camera di Commercio, essendo altri locali della Fondazione destinati, in accordo con il Comune, all’Asp Minori e alla Cyber Academy dell’Università, con una entrata annua di 30 mila euro. “I locali presso la Camera di Commercio – ha precisato Muzzarelli - sono affittati al prezzo di 20 mila euro l’anno, comprensivo di arredi, manutenzioni ordinarie e straordinarie, utenze e pulizie. La cifra risulta dunque equa e giustificata”.

Furto del computer – Per il sindaco il furto del computer della direttrice “si presta a supposizioni di varia natura e, nel contesto delle polemiche politiche che hanno investito la Fondazione, non si può escludere che l’autore o gli autori abbiamo pensato di rinvenire informazioni utili a rinfocolarle. Vedremo se ci saranno sviluppi. Le indagini sono in corso e noi speriamo che presto, grazie alla videosorveglianza della Camera di Commercio, giungano in porto e permettano di individuare i colpevoli o il colpevole”. Nessuna ricaduta negativa sulla conduzione dell’ente, comunque, ha rassicurato il sindaco, visto che dati, documenti e atti necessari all’amministrazione del San Filippo Neri sono disponibili in formato elettronico e cartaceo. Non c’è quindi motivo di assumere le ipotesi di censura della direttrice avanzate dall’interrogazione della Lega.

Il sindaco ha concluso il suo intervento ribadendo che ci sono tutte le condizioni affinché il San Filippo Neri possa recuperare la necessaria serenità per proseguire il prezioso lavoro al servizio delle istituzioni, della scuola e delle nuove generazioni e ha ringraziato la vice presidente Elena Gazzotti e gli altri componenti del consiglio che sono rimasti in carica per garantire la continuità dell’amministrazione della Fondazione, oltre alla nuova presidente Luciana Borellini “per la significativa responsabilità che si è assunta e per lo scrupolo e la competenza con cui sta lavorando al servizio delle istituzioni”.

SAN FILIPPO NERI – CAVAZZA: “ENTE DI SUPPORTO AI COMUNI”

L’assessore ha risposto all’interrogazione della Lega sui rapporti con Memo: “Mai pensato all’esternalizzazione del centro comunale”. “Nessun conflitto d’interesse”

Mai si è pensato da parte del Comune a una gestione non diretta di Memo, il Multicentro educativo modenese, mentre il San Filippo svolge, con competenze di carattere pedagogico, psicologico e sociologico, un ruolo di supporto agli enti locali, anche tecnico e gestionale, su diversi progetti a carattere provinciale, tra i quali anche quelli che riguardano le azioni di contrasto al fenomeno della dispersione scolastica e per favorire il successo formativo.

Lo ha spiegato l’assessore alla Scuola Gianpietro Cavazza rispondendo in Consiglio comunale all’interrogazione di Luigia Santoro (Lega Nord) sui rapporti tra Memo e Fondazione San Filippo Neri smentendo anche ogni conflitto di interesse della dirigente del Comune chiamata in causa nell’interrogazione per aver sottoscritto un incarico di 18 mila euro all’impresa Zeroseiup per poi partecipare come relatrice a un convegno organizzato dalla stessa società. “Al convegno la dirigente è stata inviata dall’Università di Pavia – ha precisato Cavazza – e vi ha partecipato senza compenso, nell’ambito del proprio orario di servizio, presentando l’esperienza dei servizi del Comune di Modena. Esiste una lunga storia di collaborazione tra il Comune e l’Università di Pavia che ha realizzato diverse ricerche con contributi significativi del coordinamento pedagogico comunale”. L’incarico da 18 mila euro, inoltre, era relativo a un viaggio-studio di quattro giorni a Barcellona, con lezioni e seminari, che ha coinvolto una ventina di coordinatori pedagogici del territorio provinciale ed è stato finanziato con le risorse regionali destinate a questo tipo di attività.

Cavazza ha risposto a tutte le 12 domande contenute nell’interrogazione di Santoro. Rispetto ai risultati conseguiti con i 38 mila euro assegnati dal Comune alla Fondazione per la formazione degli insegnanti, Cavazza ha spiegato che le attività sono in corso, visto che riguardano questo anno scolastico, e sono dirette da Memo con il supporto tecnico gestionale del San Filippo Neri. E’ Memo, infatti, insieme al Coordinamento pedagogico provinciale, che si occupa della progettazione delle attività.

Sul Multicentro educativo modenese, inoltre, non è in discussione nessuna esternalizzazione, come ha precisato Cavazza: “Mai pensato a una gestione non diretta di Memo, si è sempre pensato, invece, al Comune, con i suoi diversi servizi di cui Memo è quello a supporto dell’autonomia scolastica e del sistema educativo, come un Comune che sostiene lo sviluppo dei suoi cittadini a partire dai più piccoli fino ad accompagnarli all’età adulta come cittadini consapevoli, democratici e preparati”.

Cavazza ha quindi descritto la riorganizzazione del servizio che ha portato alla riqualificazione di due posti di categoria C in un D1 e un D3, con funzioni anche progettuali. Si è assegnato, inoltre, un coordinatore pedagogico D3 e si è istituito un posto C per rafforzare l’ufficio amministrativo. Sono stati previsti, inoltre, due uffici retti da due istruttori educativi direttivi D1 (formazione e itinerari, documentazione e biblioteca). A ogni area si è pensato di assegnare quattro istruttori di categoria C, per un totale complessivo di otto operatori. Confermata la struttura amministrativa composta da tre persone: un istruttore direttivo D1 e due amministrativi di categoria C.  “Insomma, abbiamo mantenuto i 18 operatori – ha sottolineato Cavazza – rafforzando anche alcuni ruoli, mentre nella precedente consigliatura erano passati da 25 a 18”.

L’attività della San Filippo Neri a supporto delle azioni di contrasto al fenomeno della dispersione scolastica e per favorire il successo formativo si è concretizzata con il supporto tecnico al Tavolo di Coordinamento provinciale con i referenti degli Enti Locali e delle Scuole, lo Sportello sperimentale di accoglienza e orientamento di alunni e genitori stranieri che arrivano in corso d'anno, l’organizzazione del Salone dell'orientamento per alunni e famiglie, incontri formativi per dirigenti scolastici e insegnanti.

I corsi di formazione previsti nell’anno scolastico 2016\2017 si sono svolti presso Memo o in sedi individuate da Memo e vi hanno partecipato 619 utenti.

IL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE

Le interrogazioni relative alla Fondazione sono state trasformate in interpellanze

Le interrogazioni relative alla Fondazione San Filippo Neri sono state trasformate in interpellanze e sono stata l’occasione per aprire un dibattito sul tema durante la seduta del Consiglio comunale di giovedì 25 ottobre.

Marco Cugusi di Art.1 – Mdp – Per me Modena ha ringraziato il sindaco per le risposte puntuali e l’ex presidente della Fondazione Mauro Tesauro per le questioni sollevate: “Ho piena stima in lui e non credo abbia detto queste cose a cuor leggero”, ha affermato. “Il fatto che ci siano queste relazioni ci impone di rendere tutto il quadro il più trasparente possibile e auspico che questa vicenda si chiuda nel più breve tempo possibile con la massima trasparenza e chiarendo tutte criticità che sono emerse”. Marco Chincarini ha ripercorso gli episodi che si sono verificati e ha chiesto al sindaco, “non appena ci sarà il nuovo presidente della Provincia, che questo metta all’ordine del giorno il monitoraggio della situazione. Dobbiamo affrontare seriamente la questione – ha proseguito – perché ritengo che Tesauro sia una persona che non interviene a caso. Continuiamo con questa attenzione perché forse non è tutto così chiaro”.

Grazia Baracchi del Pd ha ricordato i servizi che vengono portati avanti dalla Fondazione san Filippo Neri, dagli incontri organizzati all’apertura serale delle sale studio alla mission educativa per il contrasto dell’abbandono scolastico. “È importante per la nostra città sapere cosa rappresenta questa Fondazione – ha commentato – e mi auguro che la discussione di oggi possa restituire la necessaria serenità e tranquillità a tutto il personale, così come ai membri del cda, del San Filippo Neri in modo da consentire loro di continuare a lavorare”.

Nella replica, Luigia Santoro della Lega nord ha espresso stima per Tesauro: “Non metto in discussione le finalità del San Filippo Neri – ha aggiunto – ma probabilmente le cose sono uscite fuori poco per volta e il presidente pian piano è arrivato a capire come era la situazione: un gioco di scatole cinesi. Saranno coincidenze, ma il modo in cui sono andate alcune situazioni fa pensare e desta qualche perplessità, ad esempio la creazione della San Filippo Neri International per fare quello che con la Fondazione non si poteva fare”.

Mario Bussetti del M5s, sempre in sede di replica, ha osservato: “Mi sarei aspettato che, a fronte dei primi colloqui con Tesauro, venisse approfondita la questione. La prima cosa fatta è stato nominare un revisore dei conti, quindi forse qualcosa di non chiaro c’era. Sulla legalità siamo dentro al confine, ma non mi sembra una grande operazione di trasparenza dar vita a una associazione come la San Filippo Neri International per aggirare i limiti, né la modalità delle assunzioni”. Il consigliere ha infine toccato il tema del rapporto con Memo: “Il rischio – ha detto – è svuotare un ente come questo a favore della Fondazione”.

In chiusura di dibattito, l’assessore all’Istruzione Gianpietro Cavazza: “Dire che stiamo depotenziando i nostri servizi non è rispettoso nei confronti di coloro che stanno facendo il loro lavoro”, ha affermato. “Gli atti dicono invece che siamo dentro questi processi e ci siamo dati un assetto organizzativo che prevede il coordinamento di politiche, di strategie e di professionalità condivise a livello provinciale”.

SANT’AGOSTINO, IN CONSIGLIO OK ALL’ACCORDO DI PROGRAMMA

Approvata la delibera di ratifica sul via libera urbanistico della conferenza dei servizi. Ora parere della Soprintendenza su demolizioni e progetto edilizio

Approvando la delibera di ratifica del risultato unanime della Conferenza dei servizi del Sant’Agostino, il Consiglio comunale di Modena oggi, giovedì 25 ottobre, ha condiviso i contenuti dell’Accordo di programma sottoscritto nelle scorse settimane che prevede sostanzialmente l’ok agli aspetti urbanistici del progetto, con la Variante al Piano strutturale comunale (Psc) e al Regolamento urbanistico edilizio (Rue) del complesso dell’ex ospedale nonché il programma di riqualificazione urbana (Pru) in variante al Piano operativo comunale (Poc).

Per procedere, però, ora servono anche le autorizzazioni sul progetto edilizio-architettonico, relative sia alle demolizioni sia ai nuovi interventi, che competono agli organismi territoriali del ministero, il Segretariato regionale e la Soprintendenza, che non hanno ancora concluso l’istruttoria. Il tema, infatti, avrebbe dovuto esser affrontato in Conferenza dei servizi ma, come ha sottolineato l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli presentando la delibera, “i tempi lunghi della Soprintendenza hanno convinto il Comune a chiedere di sottoscrivere l’Accordo rimandando alla procedura ordinaria gli aspetti sul progetto”. Nessuna “tirata d’orecchi” dal ministero, quindi, ma una decisione assunta per evitare ulteriori allungamenti delle procedure.

La delibera è stata approvata con il voto della maggioranza (Pd e Art.1 – Mpd – Per me Modena, con Marco Chincarini che si è astenuto) e l’astensione degli altri gruppi.

“C’è chi non condivide lo strumento della conferenza dei servizi – ha commentato l’assessora Vandelli – che invece, così come è disciplinata dalle norme, dovrebbe essere usato con maggiore frequenza per favorire il dialogo e il confronto tra enti. Ma se non si condivide uno strumento, non per questo lo si può ostacolare con inerzia o inattività. In ogni caso, ora si chiude la fase dell’interlocuzione diretta, ma non è che i pareri dati nel chiuso degli uffici di una Soprintendenza non debbano essere adeguatamente motivati. Anche se non c’è interlocuzione diretta – ha sottolineato l’assessora – l’esigenza rimane, pur se con modalità meno trasparenti. Ma i nuovi vertici della Soprintendenza offrono garanzie per una collaborazione responsabile”.

Il percorso che ha portato all’Accordo di programma era stato avviato con la sottoscrizione nel febbraio 2016 dell’accordo procedimentale da parte del ministero dei Beni e delle attività culturali, del Comune di Modena e della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

I provvedimenti urbanistici rappresentano il via libera necessario alla realizzazione dell’intervento sull’ex ospedale Sant’Agostino di Modena nell’ambito del nuovo Polo della Cultura che comprende anche Palazzo dei Musei e l’ex ospedale Estense, sulla base di un unico Progetto culturale e di una progettazione integrata dagli interventi finanziati con il progetto “Ducato Estense” del ministero dei Beni culturali.

L’Accordo di programma è stato sottoscritto da Sabrina Magrini per il ministero dei Beni e delle attività culturali – Segretario regionale, dal direttore generale del Comune di Modena Giuseppe Dieci, dal direttore generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena Luigi Benedetti e dalla dirigente del servizio Pianificazione territoriale e Urbanistica della Provincia Antonella Manicardi. Dopo la ratifica è prevista anche la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione.

REGOLAMENTO DEHORS, SEMPLIFICAZIONE E PIÙ FLESSIBILITÀ

Sì del Consiglio alle modifiche. Fioriere ammesse, si potrà scegliere i periodi d’apertura, c’è un anno di tempo in più per adeguarsi. Percorso con associazioni e Soprintendenza

Introdotta la possibilità di utilizzare fioriere a delimitazione dell’occupazione di suolo pubblico o come elemento di arredo, con modalità diversificate per chi è dentro o fuori del Centro storico, e con previsione di sanzioni per mancata manutenzione.

E per gli esercenti non è più obbligatorio tenere i dehors solo durante il periodo marzo/novembre: potranno scegliere liberamente qualunque periodo, purché l'area rimanga libera almeno per tre mesi nell'anno solare.

Più semplificazione e maggiore flessibilità sono l’obiettivo delle modifiche al regolamento sui dehors, frutto di un percorso di confronto con associazioni di categoria e Soprintendenza, approvate dal Consiglio, giovedì 26 ottobre, con il voto a favore di Pd, Art.1-Mdp-Per me Modena, M5s, CambiaModena (astenuti FI, Energie per l’Italia, Lega nord). La delibera è stata illustrata dall’assessora alle attività economiche Ludovica Carla Ferrari, che ha ricordato e sottolineato come “fin dal momento dell'approvazione in Consiglio, l'amministrazione comunale aveva preso l'impegno di un monitoraggio e di una verifica del nuovo regolamento, il primo mai adottato in città su questo tema, cosa che è avvenuta con continuità permettendo quindi di arrivare a decidere una serie di miglioramenti condivisi con gli operatori”.

Tra le altre novità nelle modifiche c’è il prolungamento di un anno, fino a maggio 2020, del periodo transitorio per l’adeguamento delle strutture, in considerazione delle difficoltà manifestate dalle imprese. Inoltre, è prevista la possibilità di autorizzare le botteghe storiche con i medesimi arredi e le medesime tempistiche dei pubblici esercizi di somministrazione alimenti e bevande.

Il percorso di monitoraggio dell’applicazione del regolamento, che ha portato alle modifiche, è iniziato già nel 2017, a circa un anno dall’entrata in vigore. Contestualmente è stata avviata un’attività di confronto con le associazioni di categoria e la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, per apportare correttivi che recepissero indicazioni derivanti dall’esperienza, sempre con l’obiettivo di una migliore fruibilità dello spazio pubblico, nel pieno rispetto e tutela del Centro storico.

Nel dibattito, Luca Fantoni, M5s, ha apprezzato la proroga dei termini per l’adeguamento “che consente di ammortizzare gli investimenti fatti appena prima del regolamento. Però bisogna che gli esercenti si adeguino, anche perché ormai i progetti sono tutti delineati e passano rapidamente e forse riusciremo ad avere gli stessi dehor in tutto il territorio”. Bene per il consigliere anche il fatto che il regolamento non sia “scritto sulla pietra, così, se emergeranno problemi o esigenze nuove, il regolamento potrà essere ulteriormente modificato”.

Per Adolfo Morandi, FI, il regolamento “è molto complesso e articolato e prevede adempimenti che possono mettere in grande difficoltà i piccoli esercenti. Sono state accolte alcune richieste, come la possibilità di collocare le fioriere, come è giusto lasciare agli esercenti libertà sulla scelta delle dotazioni, per quanto nell’ambito di una omogeneità. Rimangono però molte regole troppo stringenti come quella di rimuovere tutte le sere le strutture per il consumo sul posto”.

Marco Forghieri, Pd, ha sottolineato le modalità seguite per elaborare il regolamento e le successive modifiche, “tenendo conto degli effetti concreti dell’applicazione e raccogliendo proposte e cambiamenti emersi nel tempo. Quindi non sarà difficile continuare a modificarlo sulla base delle esigenze che emergeranno in futuro”.

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