Cronaca » Politica

Giovedì 28 Giugno 2018 - ore 19:51

Dal Consiglio Comunale / Memo, il servizio resta del Comune

L'ASSESSORE ALLA SCUOLA CAVAZZA

“Numerose le convenzioni con scuole ed enti. Riorganizzazione a sostegno del servizio”: l’assessore Cavazza ha risposto all’interrogazione di Scardozzi (M5s). Il riassuto dell'assemblea del 28 giugno.

“Non si è mai pensato a una gestione non diretta di Memo né tantomeno di esternalizzare un servizio che è invece parte integrante del Comune di Modena che sostiene lo sviluppo educativo dei sui cittadini da 0 a 18 anni. E non è intenzione dell’Amministrazione ridurre il personale del Multicentro educativo che è invece interessato da una riorganizzazione, che passa anche attraverso l’inserimento di figure qualificate di categorie superiori, finalizzata a valorizzare il servizio a sostegno all’autonomia scolastica, in relazione della mutate esigenze delle scuole”.

Lo ha affermato l’assessore alla Scuola Gianpietro Cavazza rispondendo all’interrogazione consiliare illustrata da Elisabetta Scardozzi del Movimento 5 stelle su “gestione e organizzazione Memo”. La consigliera ha ricordato l’eccellenza del Multicentro educativo in campo educativo-didattico e, dall’altra parte, la vertenza sindacale in atto. Ha quindi chiesto “quali scelte sono state effettuate in materia di coordinamento, riorganizzazione, ridefinizione di Memo e San Filippo Neri”; quali i criteri che hanno portato a scegliere l’attuale responsabile e chiarimenti sul passaggio di consegna al prossimo; come si pensa di sopperire alla riduzione di personale, informazioni su convenzioni in essere e nuovo Patto per la scuola e se l’amministrazione intende mantenere la gestione diretta dei servizi offerti da Memo.

L’assessore ha spiegato che il San Filippo Neri è una fondazione di diritto privato che svolge attività a favore dei minori in ambito provinciale e insieme al quale Memo svolge diverse attività regolate da un accordo di rete contro la dispersione scolastica e da un protocollo per l’attivazione di una rete provinciale dedicata ai servizi di orientamento. Memo ha inoltre in essere diverse convenzioni con l’Università e in fase di elaborazione una con gli Atenei di Modena e Reggio e quello di Bologna con l’USR Ufficio 8 e 23 Autonomie Scolastiche della Città di Modena negli ambiti potenziamento delle competenze di cittadinanza, inclusione, orientamento e prevenzione della dispersione scolastica, nuovi linguaggi (digitale -coding-nuove tecnologie), didattica innovativa, ambiente di apprendimento, curricolo verticale, valutazione formativa e sistema integrato di educazione ed istruzione; nell’ambito della quale si prevede che ogni anno vengano individuati gli argomenti di ricerca che dovranno essere approfonditi con la supervisione di un gruppo lavoro. Obiettivo della ricerca è di consentire al sistema educativo e scolastico modenese di mantenere un costante confronto con i sistemi nazionali ed europei più avanzati e di sperimentare modelli che favoriscano il successo scolastico includendo tutti.

“La riorganizzazione di Memo - ha precisato l’assessore - già avviata prima dell’arrivo dell’attuale responsabile, per altro scelto in base alle precedenti esperienze, al titolo di studio e alla sua disponibilità - ha portato a avviare una modifica della pianta organica che si è concretizzata anche trasformando, già alla fine del 2017, due qualifiche di istruttore C in un D1 e un D3: quest’ultimo è un coordinatore pedagogico in staff al personale assegnato a novembre, inoltre sono previsti due istruttori educativi direttivi D1 che saranno assegnati rispettivamente all’area Formazione ed Itinerari, e a quella Documentazione comprensiva della biblioteca e a ognuna delle due aree saranno assegnati quattro istruttori. Confermata anche una piccola unità amministrativa composta da tre unità, un istruttore direttivo D1 e due istruttori amministrativi, oltre a tre commessi. Dunque, “nessuna volontà di ridurre il personale che, nel rispetto dei vincoli di legge, sarà sostituito come avviene in ogni altro settore dell’ente”, ha detto l’assessore sottolineando però anche come negli ultimi tre anni il personale di Memo sia rimasto invariato, mentre quello dell’amministrazione comunale nel suo complesso è diminuito del 10 %.

In merito ad altre questioni specifiche, Cavazza ha spiegato che per quanto riguarda le figure apicali, il  metodo utilizzato non identifica la necessità di fare affiancamento, anche perché tali processi comportano esigenze riorganizzative; che sin da quando si è avviata la riorganizzazione, è stato coinvolto il responsabile attuale e che per la valutazione della proposta avanzata si è preferito aspettare l’arrivo del nuovo responsabile.

Infine, per quanto riguarda il percorso verso il nuovo il Patto per la Scuola, “poiché i regolamenti relativi ai decreti attuativi non sono ancora stati pubblicati, sono stati nel frattempo condivisi con le autonomie scolastiche accordi, protocolli e convenzioni. Inoltre, per l’assessore si deve arrivare “alla condivisione da parte di tutte le 23 istituzioni scolastiche autonome, prevedendo un importante coinvolgimento delle scuole superiori con cui si sono già fatti accordi per l’alternanza scuola-lavoro”.

IL CONSIGLIO: CHIARIRE E RAFFORZARE LA MISSION

Il dibattito consiliare scaturito dall’istanza riguardante il Multicentro educativo del Comune

“Prendo atto dell’impegno con cui l’assessore Cavazza ha risposto alle questioni sul tappeto”, ha affermato il consigliere Domenico Campana per Art.1-Mdp-Per me Modena aprendo il dibattito scaturito dalla trasformazione dell’interrogazione di Elisabetta Scardozzi (M5s) in interpellanza. “Da quanto detto dall’assessore si evince che il Comune intende svolgere ancora un ruolo da protagonista nel percorso educativo dei giovani – ha continuato Campana - ma Memo è stato trascurato perché non si improvvisa chi vuole occuparsi del sistema educativo e formativo. Oggi le scuole hanno maggiore autonomia, occorre vedere come sostenerle. Analizzare le dinamiche demografiche, culturali, interculturali e interlinguistiche del territorio è compito nostro e lo dobbiamo fare affiancando le scuole”. E Marco Cugusi parlando di “forte sofferenza di Memo”, ha osservato che “dobbiamo tendere affinché i cambiamenti in atto siano positivi; un’agenzia educativa come Memo non va indebolita ma rafforzata anche se certamente va ripensata. Sul fronte del personale ha continuato: “abbiamo investito molto sulle assunzioni della Municipale, forse è venuto il momento di guardare ad altri settori”, mentre per quanto riguarda “il ruolo di coordinamento al san Filippo Neri in materia di orientamento”, si è chiesto “perché non guardare agli uffici scolastici provinciali piuttosto che a un ente di diritto privato” e ribadendo il ruolo centrale che Memo deve assumere nel sistema dell’istruzione cittadino, ha concluso: “Mi interessa che il personale abbia continuità e qualità”.

Per il Pd Simona Arletti ha sottolineato che “Memo è un ente simbolo del valore che questa città dà alla formazione”, pur riconoscendo che “nel frattempo il mondo è cambiato, tanto e oggi sono le scuole stesse che accompagnano i docenti nella crescita personale. Per quanto riguarda il personale ha precisato: “La situazione è decisamente critica in tanti settori del Comune e oggi da parte del personale del Memo viene espresso un forte disagio che va rispettato, il fatto però che l’amministrazione confermi 18 persone e abbia scelto sostituzioni di un certo tipo sono segnali di non disinvestimento. Se il dialogo è mancato va ripreso”, ha aggiunto suggerendo di portare le linee strategiche di Memo in Commissione servizi. Per Grazia Baracchi “Memo ha rappresentato una politica innovativa e lungimirante, all’avanguardia che ha investito su educazione e formazione. Quell’esperienza va messa a valore e non dispersa, ma dobbiamo cercare di guardare avanti. Quando parliamo di educazione e formazione dobbiamo guardare ai bisogni sempre nuovi di ragazzi e famiglie. La mission di Memo deve essere chiarita sia al personale che ai docenti da coinvolgere nella riflessione per capire come rilanciare con forza Memo guardando alle esigenze educative della città: intercultura, nuove forme di disabilità e disturbi apprendimento. Occorre capire come diverse esperienze si possono integrare per diventare più forti”.

Nella replica la consigliera Elisabetta Scardozzi ha sottolineato che anche “i consiglieri della maggioranza hanno fatto emergere la sofferenza che c’è in Memo, dovuta a un calo di personale che mi risulta differente da quanto descritto dall’assessore. Oggi abbiamo tanti capisquadra – ha detto - ma manca la squadra che fa ed è il cuore e il braccio di Memo. Se consideriamo i quattro pensionamenti previsti entro la fine dell’anno, il personale passerà da 24 persone del 2004 alle 13 della fine del 2018. Se l’amministrazione non ha mai pensato di togliere servizi, mi domando con quale progettualità si vuole mantenere e andare avanti. Si dovrebbe invece consolidare l’esperienza acquisita per farne la base del cambiamento e rafforzare la mission da condividere con il personale”.

In chiusura di dibattito l’assessore Gianpietro Cavazza ha precisato che “un coordinamento organizzativo non vuol dire demandare le politiche a un soggetto terzo” e ha parlato di “grave scorrettezza nell’attribuzione strumentale di intenzioni opposte”. “Non abbiamo mai preso in considerazione l’idea di esternalizzare il servizio – ha ribadito - sono state diffuse notizie non vere. Memo non si chiude e il numero dei dipendenti rimane invariato e le persone in pensione saranno sostituite secondo la normativa vigente. Quindi la mission a sostegno delle autonomie scolastiche è confermata e tutti gli accordi di rete attivati vanno in quella direzione. Sono d’accordo di parlare di Memo, ma facciamolo mettendo a tema le esigenze della città dal punto di vista formativo e scolastico. Occorre costruire un sistema di relazioni costante, trasparente, reciproco, collettivo per fuggire alla tentazione dell’autoreferenza e al rischio di perseguire interessi particolaristici. Stiamo provando a mettere in moto dinamiche e mutamenti: ci vuole tempo e anche la passione e la testa delle persone”.

OK ALL’AVVISO SULL’URBANISTICA, PROPOSTE ENTRO IL 14 SETTEMBRE

Via libera del Consiglio allo strumento previsto dalla nuova legge regionale per la fase di transizione. Sì a mozione della maggioranza che chiede percorso di condivisione con i Quartieri

Ci sarà tempo fino a venerdì 14 settembre per presentare la propria manifestazione d’interesse ad attuare lo sviluppo di comparti che hanno potenzialità edificatorie negli attuali strumenti urbanistici.

La delibera che dà il via libera all’Avviso pubblico, predisposto dal Comune di Modena a conclusione della fase di ricognizione effettuata durante la sospensione dei procedimenti per consentire di gestire la fase di transizione prevista dalla nuova normativa regionale, è stata approvata dal Consiglio comunale nella seduta di giovedì 28 giugno. Si sono espressi a favore Pd, Art.1-Mdp-Per me Modena (eccetto Marco Chincarini astenuto); contrario M5s; astenuto CambiaModena.

Prima dell’approdo in Consiglio, l’Avviso è stato oggetto di diversi momenti di approfondimento in Commissione Seta e di incontri al Tavolo per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, così come con gli Ordini professionali. Il documento è stato emendato prima del voto su proposta della maggioranza (è stato inserito in vari punti, come criterio preferenziale di interesse pubblico nella valutazione delle proposte, la presenza di elementi di ricucitura della città), mentre sono stati respinti due emendamenti presentati da FI. Insieme alla delibera è stato approvato (favorevoli Pd, Art.1-Mdp-Per me Modena; contrario M5s; astenuto CambiaModena) anche un ordine del giorno della maggioranza illustrato da Diego Lenzini del Pd che chiede alla Giunta di “attuare un percorso di ascolto e condivisione con i Quartieri di quanto ottenuto dall’analisi della ricognizione delle aree pianificate, al fine di avere un quadro conoscitivo più ampio nel momento in cui si dovrà dare seguito all’avviso con la delibera di indirizzo”.

“Tutte le aree F e G i cui accordi di perequazione non sono ancora stati recepiti in variante – ha affermato l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli illustrando il documento – vengono eliminate dalle aree di possibile trasformazione in residenziale e, per le aree che hanno possibilità di sviluppo, avranno una corsia preferenziale le proposte più in linea con i principi di rigenerazione urbana, contenimento del suolo, anche attraverso desigillazioni, e interventi di riqualificazione di aree dismesse o a rischio degrado”. Spariscono così dalla programmazione una sessantina di aree, tra le quali le F di via Aristotele, via Forlì e San Cataldo, mentre mantengono la possibilità di trasformazione in residenziale, in quanto sono già state approvate le varianti, la F di via Fratelli Rosselli, una in Santa Caterina e quella di Strada Formigina. Via libera, con un occhio di riguardo all’occupazione, anche per le proposte di insediamenti produttivi di carattere non commerciale, mentre verranno valutate le situazioni di chi propone comparti in espansione, di chi non ha mantenuto impegni e obbligazioni con il Comune o non ha attuato Piani già convenzionati.

“I criteri inseriti – ha proseguito Vandelli – puntano a una pianificazione che tenga conto dei bisogni effettivi del territorio, ponendo al centro qualità e trasparenza, ed elemento fondamentale nella valutazione delle proposte sarà l'interesse pubblico. Stiamo chiedendo uno sforzo ai soggetti privati – ha precisato – che non devono più vedere il loro intervento in un'ottica individuale, legata al semplice profitto, ma devono considerare quanto la loro iniziativa apporta in termini di interesse pubblico. L’urbanistica non può cambiare senza che cambi anche il mondo esterno ed è necessario facilitare una modifica delle scelte individuali: bisogna ingranare la marcia verso una responsabilità collettiva, per una nuova mobilità e un nuovo modello di abitare”. Vandelli ha

aggiunto che “uno degli elementi principali sarà la fattibilità degli interventi: si chiede un Piano economico-finanziario (quindi stop ai cantieri infiniti), ma si offre l’opportunità di migliorare la progettualità di iniziative magari ferme da anni, si insiste sulla sostenibilità ambientale e sulla riduzione del consumo di suolo. E, anche pensando all’occupazione, si apre a tutto ciò che riguarda gli interventi in espansione per insediamenti produttivi, ma di carattere non commerciale”. L'assessora ha infine sottolineato che “il Consiglio comunale, attraverso questo Avviso, avrà l’occasione di decidere quali interventi potranno essere realizzati, in che tempi e con quali garanzie di sostenibilità ambientale”.

La mozione approvata, in particolare, “esprime forte intenzione di assumere come criterio dirimente nell’approvazione del documento di indirizzo il rispetto delle indicazioni” dei criteri individuati per la valutazione delle proposte, “con particolare riferimento al saldo zero delle emissioni inquinanti, al riutilizzo delle acque meteoriche per usi non potabili, all’inquinamento acustico e alla desigillazione”. Il documento chiede di stimare, per la presentazione della delibera di indirizzo, la variazione del gettito Imu derivante da eventuali stralci rispetto a quanto previsto dagli strumenti urbanistici vigenti e chiede infine di sollecitare la Provincia “ad aprire un tavolo di confronto con tutti i Comuni, in particolare con Modena e i Comuni limitrofi alla città, al fine di uniformare le logiche di redazione dei documenti di indirizzo e di conseguenza dei nuovi Piani urbanistici generali dei vari Comuni”.

VALORIZZAZIONE DEI MUSEI DEL DUOMO, CONVENZIONE APPROVATA ALL'UNANIMITÀ

Racconteranno con nuove tecnologie il sito Unesco. Più spazi in via Lanfranco in cambio di un deposito alternativo per gli Archivi notarili. Ora si attende la firma del ministero

“La cura del nostro sito Unesco passa attraverso una buona gestione, un'accurata conservazione e attività di valorizzazione, ma anche attraverso importanti azioni di miglioramento degli spazi, dell’accoglienza e della accessibilità ai visitatori”. Lo ha detto il vicesindaco e assessore alla Cultura Gianpietro Cavazza nel Consiglio di giovedì 28 giugno, presentando la delibera approvata all’unanimità con la convenzione per la valorizzazione dei Musei del Duomo e per la conservazione degli immobili dell'amministrazione degli archivi notarili, che sarà poi firmata dal ministero della Giustizia. La stessa delibera comprende anche il contributo dalla legge 77/2006 sui siti Unesco, per il progetto “Nuove tecnologie per la conoscenza e la tutela del sito Unesco di Modena”.

In sintesi, ha sottolineato Cavazza, “l'operazione che proponiamo ha l'obiettivo di migliorare l'accoglienza e la diffusione della conoscenza del sito Unesco, a partire dalla predisposizione di spazi adeguati e strumenti tecnologicamente avanzati di comunicazione e coinvolgimento. Perché approvando la delibera e la convenzione potremo ampliare e riqualificare i Musei del Duomo. Un progetto al quale lavoriamo da tempo (è di giugno 2017 il protocollo di intesa che ha tracciato le prime basi) e che ha messo d'accordo Basilica Metropolitana e Ministero della Giustizia, grazie all'azione del Comune di Modena e ai finanziamenti di Unicredit Banca, Fondazione Cassa di risparmio di Modena e Ministero dei Beni Culturali”.

L'ampliamento dei Musei si otterrà utilizzando una porzione di immobile di proprietà degli Archivi Notarili ai quali, per consentire l’operazione, il Comune di Modena metterà a disposizione, come deposito alternativo, un immobile nell'area delle ex ferrovie provinciali. L'utilizzo degli spazi in un progetto di lungo respiro, per 20 anni con possibilità di rinnovi successivi, avverrà gratuitamente all’insegna della condivisione dell'obiettivo comune di valorizzazione del sito.

La ristrutturazione degli spazi e il riallestimento dei musei si farà grazie a 498.000 euro stanziati da Unicredit, 200.000 euro di Fondazione Cassa di risparmio di Modena, 140.000 euro del Ministero dei Beni Culturali. Con altri 200.000 euro Fondazione Cassa di Risparmio di Modena finanzierà l'adeguamento dell'edificio per il deposito degli archivi notarili. Le spese di mantenimento e di gestione degli spazi una volta ristrutturati e riallestiti saranno poi a carico di ciascun utilizzatore.

Il progetto di riallestimento degli spazi, illustrato nel dettaglio in commissione, prevede che i Musei del Duomo diventino sempre più il luogo dove raccontare la storia della Cattedrale e del sito Unesco, con installazioni multimediali e interattive, laboratori didattici, sale per mostre temporanee, sale tematiche, e comprende la riqualificazione del verde e del cortile che si affaccia su via Lanfranco.

“Andiamo verso un ulteriore salto di qualità del nostro sito Unesco, con un'operazione che porterà a una migliore accoglienza di turisti, visitatori e scuole”, ha concluso il vicesindaco dopo ricordato che i visitatori dei Musei del Duomo sono passati da 4.517 del 2008 a 10.305 del 2017 più circa 7 mila studenti che hanno frequentato le attività di Laboraduomo nell’anno scolastico 2017-2018 e che gli stessi Musei ora aprono in sintonia con gli altri tesori culturali del sito Unesco di piazza Grande tutti i giorni tranne il lunedì, e sono compresi nel biglietto Unico a 6 euro con Ghirlandina, Sale Storiche e Acetaia di Palazzo Comunale.

Intervenendo per il Pd prima dell’approvazione della delibera, Chiara Susanna Pacchioni ha sottolineato che “gli investimenti in cultura come questo sono utili per mantenere viva la memoria delle nostre radici ma allo stesso tempo producono un ritorno economico che si è già cominciato a vedere. Si tratta quindi di investimenti economici tanto impegnativi quanto opportuni perché Modena sia sempre più un centro di attrazione turistica: il legame tra cibo, tecnologia e cultura rappresenta un elemento distintivo dell’identità modenese e rappresenta un vantaggio competitivo da utilizzare con intelligenza e rispetto”.

SETTEMILA STUDENTI A LABORADUOMO

Aumentano le classi, da Modena e provincia ma anche da fuori, che partecipano ai laboratori didattici “A scuola con l’Unesco: Duomo, Torre e piazza Grande raccontano”

Il “Laboraduomo”, il laboratorio didattico del sito Unesco nei Musei del Duomo, con la fine dell’anno scolastico tira le somme su un periodo denso di attività.

Nel 2017 / ‘18 si sono svolti 294 incontri, mentre sono 225 le classi e ben 7 mila tra ragazzi e bambini gli studenti che hanno partecipato con entusiasmo al progetto didattico “A scuola con l'Unesco: il Duomo, la Torre e Piazza Grande raccontano...”

Si è trattato per lo più di scuole di Modena e provincia ma ne sono arrivate anche da altre province e da altre regioni.

Il progetto didattico è nato nel 2013 per accrescere la conoscenza e condivisione dei valori tutelati dall’Unesco e quella dell’eccezionale patrimonio storico artistico di Modena, con il sito monumentale di Cattedrale, Ghirlandina e piazza Grande dichiarato dall'Unesco nel 1997 Patrimonio dell'Umanità.

Il complesso, infatti, è un capolavoro dell'arte Romanica europea e offre un esempio significativo d’insediamento urbano legato ai valori della civiltà comunale.

I Musei civici, sede del Coordinamento Unesco, e i Musei del Duomo, inaugurati nel perimetro del sito Unesco con un protocollo d'intesa nel 2.000 in occasione del Giubileo, perseguono come obiettivi principali quelli di formare futuri cittadini orgogliosi del bene che sono chiamati a preservare e valorizzare per i cittadini di tutto il mondo presenti e futuri, e di sostenere i valori legati al dialogo tra le nazioni e alla convivenza pacifica che l’Unesco ha il compito di promuovere.

Il progetto “A scuola con l'Unesco”, che via via si è arricchito sempre di nuove proposte didattiche, è rivolto a tutte le scuole di ogni ordine e grado, compresa la scuola d’infanzia, ed è costituito da numerosi percorsi che affrontano contenuti diversi, con metodologie e modalità di realizzazione differenti: visite guidate, lezioni, giochi, animazioni, travestimenti, sperimentazione di tecniche antiche, che permettono riflessioni sulle idee e i pensieri degli uomini del Medioevo, e di capire l'organizzazione delle attività che si svolgevano in un cantiere di quel tempo, di conoscere i materiali e gli strumenti che venivano utilizzati. Sempre con un approccio e un'impostazione che prevede l'intervento attivo dei partecipanti.

Ogni percorso è corredato da schede e quaderni didattici che ogni classe può utilizzare per riprendere e rafforzare le esperienze e i contenuti trattati durante l'esperienza svolta durante la visita al sito Unesco.

Il progetto didattico, che raggiunge una buona percentuale di copertura dei costi, ha potuto giovarsi nei primi anni del sostegno di Unicredit (ora impegnata a sostenere il progetto di ampliamento e riqualificazione dei Musei del Duomo), e a partire da quest’anno ha due nuovi sostenitori: Piacere Modena e il Consorzio Zampone e Cotechino Modena Igp che hanno donato a “A scuola con l’Unesco” i proventi dell’iniziativa “Gusti.a.Mo la Solidarietà”, tenutasi a dicembre 2017 in piazza Roma con tema “Il cibo nell’arte e l’arte del cibo”. Cultura ed eccellenze agroalimentari modenesi si uniscono così per sostenere un importante progetto di valorizzazione del Sito Unesco di Modena.


VIA CORLETTO SUD, “NON C’È ALCUN CAMPO NOMADI”

La roulotte e il camper segnalati sono parcheggiati in un’area privata e la famiglia che vi abitava non risulta più presente. Il sindaco ha risposto all’interrogazione di Morandi, FI

In strada Corletto sud a Cognento non c’è alcun campo nomadi. Come accertato dalla Polizia Municipale nel corso dei controlli effettuati a partire dallo scorso dicembre, in un’area privata concessa regolarmente dal proprietario in comodato d’uso abitava una famiglia di nomadi residente. Nonostante il camper e la roulotte nei quali vivevano si trovino ancora parcheggiati nell’area, la famiglia non risulta più presente e dalla fine di gennaio è in corso la procedura di cancellazione della residenza per irreperibilità”.

Lo ha chiarito il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli rispondendo oggi, giovedì 28 giugno, in Consiglio comunale all’interrogazione del consigliere Adolfo Morandi, FI, che chiedeva chiarimenti su “un campo nomadi abusivo a Cognento”. Citando il Regolamento di Polizia municipale che vieta lo stazionamento e l’occupazione di spazi pubblici, il consigliere ha chiesto se sia vero che, come riportato dalla stampa locale, “da un paio di mesi un camper e una roulotte di nomadi sono parcheggiati in un’area di strada Corletto sud”, se sia vero che nonostante le segnalazioni “la Polizia municipale non è intervenuta e se non si ritiene che le norme stabilite dal Regolamento di Polizia municipale debbano essere applicate in ogni caso senza incertezza”.

Nella risposta il sindaco ha precisato che la Polizia Municipale di Modena, intervenuta in seguito alle segnalazioni della presenza di un camper e di una roulotte di nomadi in strada Corletto sud a Cognento, ha accertato che sono collocati su un’area privata. Non si configura quindi la violazione del Regolamento di Polizia urbana e, di conseguenza, non è possibile un allontanamento arbitrario. Come risulta dalle informazioni raccolte dalla Municipale che ha interrogato i nomadi presenti e verificato con la figlia del proprietario dell’area, il terreno è stato concesso fin dall’inizio degli anni Duemila in comodato d’uso gratuito a una famiglia di origine nomade che vi risultava residente. Dal 7 dicembre 2017 la Corte d’appello di Venezia ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari a carico di un nipote della signora che ha dichiarato il proprio domicilio presso la zia, nel camper e nella roulotte parcheggiati nell’area a questo scopo. La misura cautelare è cessata lo scorso 13 maggio. Alla fine di gennaio la figlia del proprietario dell’area, contattata dalla Polizia Municipale, ha dichiarato ai Servizi demografici del Comune che la famiglia non abita più all’indirizzo indicato. Di conseguenza è stata attivata la procedura anagrafica della cancellazione degli interessati per irreperibilità. La procedura si perfezionerà trascorso un anno dalla formalizzazione della richiesta, dopo tre diversi sopralluoghi per verificare l’effettiva assenza degli attuali residenti.

Nella replica il consigliere Morandi ha giudicato “esauriente la risposta che mette in evidenza che la Polizia municipale fa il suo dovere”. Commentando che l'informazione di partenza “probabilmente non era del tutto corretta dato che le roulotte sono su terreno privato e non pubblico”, il consigliere ha quindi affermato che “forse la normativa nazionale è insufficiente a gestire queste situazioni di degrado e servirebbero leggi più efficaci che permettano interventi diversi”.

NOMINE, CONFERMA PER RAZZOLI PRESIDENTE DI CAMBIAMO

Era stato nominato lo scorso anno. Anche Corsini designato per essere confermato al Mef. Il sindaco Muzzarelli ha comunicato le decisioni al Consiglio comunale

Giorgio Razzoli viene confermato alla presidenza di Cambiamo spa, la società di trasformazione urbana che, tra le altre attività, ha il ruolo di soggetto attuatore delle opere del Progetto Periferie nell’area nord di Modena. Lo ha comunicato al Consiglio comunale il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ricordando che Razzoli, 50 anni, commercialista, già vicepresidente di Hera e, in precedenza, assessore provinciale e comunale, era stato nominato alla presidenza di Cambiamo spa lo scorso anno, con un incarico gratuito, quando emerse la necessità, in base alla nuova normativa nazionale, di sostituire i dipendenti pubblici che ricoprivano incarichi nelle società partecipate, pur se a titolo gratuito.

Confermata in consiglio d’amministrazione anche Brunella Piccinini, 60 anni, responsabile del servizio Bilancio dell’Unione Comuni del Sorbara, anche lei nominata nel cda lo scorso anno.

Per il collegio sindacale della società di trasformazione urbana è stato nominata alla presidente Francesco Bacchiega, mentre Silvia Zucchelli è stata designata come sindaco effettivo e Silvana Grillenzoni nominata sindaco supplente.

Anche per Fondazione Democenter-Sipe il sindaco ha confermato in consiglio d’amministrazione la stessa componente nominata lo scorso anno: Barbara Bulgarelli, 56 anni, dirigente della Cna con il ruolo di responsabile del settore Produzione, che rappresenta le imprese associate dell’ambito manifatturiero.

All’insegna della continuità anche le designazioni per la Fondazione Casa di Enzo Ferrari museo, con le nomine che dovranno poi essere decise dall’assemblea dei soci: il sindaco ha indicato il presidente uscente Fabrizio Corsini, avvocato, 50 anni, in carica dal 2015, oltre a Giulia Severi, dirigente comunale del settore Cultura e Sport.

Per l’Agenzia per la mobilità e il trasporto pubblico locale, al Comune spetta la designazione dei componenti del collegio sindacale che dovrà poi essere nominato dall’assemblea dei soci. Il sindaco ha indicato Luisa Renna come presidente, Gilbetro Colistra e Umberto Vaccari come sindaci effettivi, Angelica Ferri Personali e Massimiliano Baraldi come sindaci supplenti.

Il sindaco ha quindi annunciato anche la nomina del nuovo componente del consiglio di amministrazione della Fondazione Cresci@mo in rappresentanza dei genitori che si è resa necessaria a causa dell’automatica decadenza del consigliere precedente in quanto il figlio ha concluso il percorso scolastico nelle scuole della struttura. Nell’ambito della rosa proposta dagli stessi genitori, è stata nominata Valeria Righi, 39 anni, ricercatrice al dipartimento di Scienze per la qualità della vita dell’università di Bologna.

Nel consiglio di amministrazione della fondazione Scuola materna Guglielmo Raisini, a seguito di avviso pubblico in risposta al quale sono giunte due candidature, è stata nominata la commercialista Antonella Scaglioni.

 

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