Cronaca » Politica

Giovedì 30 Novembre 2017 - ore 19:24

Dal Consiglio Comunale / In variazione un piano per oltre 2.5 km di piste ciclabili

Investimenti per almeno 1,5 milioni di euro grazie anche a risorse europee. Si interviene in via Emilia Est, a Ganaceto e in via Montecuccoli. Ok del Consiglio.

Il completamento della ciclabile di via Emilia Est a Modena, nel tratto tra via San Giovanni Bosco e via del Pozzo, con 350 mila euro già nel bilancio 2017, a cui si aggiungono altre piste ciclabili da finanziare nel 2018 con un Piano per realizzare più di due chilometri e mezzo di percorsi accedendo a risorse europee per oltre 750 mila euro, con un investimento complessivo di almeno un milione e mezzo di euro.

E’ una delle principali iniziative previste con la variazione di bilancio approvata oggi, giovedì 30 novembre, dal Consiglio comunale con il voto di Pd, e Articolo Uno-Mdp-Per me Modena; contrari invece Movimento 5 stelle, CambiaModena, Forza Italia, Idea-PeL ed Energia.

L’ultima manovra finanziaria dell’anno, illustrata dall’assessore al Bilancio Andrea Bosi, è caratterizzata da storni per esigenze gestionali, rimodulazione di spese, maggiori entrate vincolate di parte corrente per circa 980 mila euro, diverse contabilizzazioni patrimoniali e alcuni interventi sugli investimenti, tra cui il Piano delle ciclabili.

Nei prossimi giorni, infatti, il Comune presenterà i progetti da realizzare con fondi assegnati dalla Regione sulla misura del Por Fesr 2014-2020 che si occupa di mobilità sostenibile (Asse 4 – “Promozione della low carbon economy nei territori e nel sistema produttivo”). Il contributo massimo possibile è di 768 mila euro e può rappresentare non più del 70 per cento dell’investimento complessivo per realizzare almeno 2,64 chilometri di piste ciclabili.

Il Piano modenese, oltre al tratto di via Emilia Est tra San Giovanni Bosco e via del Pozzo di circa 400 metri, già tra gli investimenti previsti, proporrà per il 2018, con un impegno di un milione e 250 mila euro, altri due tratti di via Emilia Est oltre la tangenziale (590 metri da via Fusco a via Caduti sul lavoro, 350 metri da Fossalta a via Scartazza), il collegamento tra Ganaceto e Appalto di Soliera (480 metri), il completamento della segnaletica della pista ciclabile dei Torrazzi e un nuovo investimento per il collegamento ciclabile Montecuccoli-Monte Kosika: un chilometro a lato della ferrovia per andare a collegarsi con la ciclabile della rotatoria della Diagonale.

Tra le maggiori entrate di parte corrente, inoltre, sono previsti i contributi del ministero dell’Ambiente per il progetto Bike to work che prevede incentivi economici per l’utilizzo della bicicletta negli spostamenti casa-lavoro e che nel 2018 sarà sperimentato su un campione di cinquecento lavoratori con la collaborazione di diverse aziende. Il contributo ministeriale (Modena si è classificata al quarto posto nella graduatoria nazionale) è di oltre 600 mila euro: 182 mila nel 2017, 152 mila nel 2018 e 274 mila nel 2019.

Nella parte corrente anche maggiori accertamenti per verbali della Polizia municipale destinati a maggiori spese postali per le notifiche (315 mila euro), maggiori contributi ministeriali per l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati (224 mila euro) e l’accantonamento previsto dal Comune per la cosiddetta vacanza contrattuale da corrispondere una volta chiuso il contratto nazionale dei dipendenti pubblici. Nel 2017 l’accantonamento si assesta sui 924 mila euro a cui si aggiungono i 400 mila accantonati nell’avanzo 2016.

Con gli storni di bilancio si prevedono le risorse per l’istituto Tonelli (150 mila euro, per circa la metà frutto di un risparmio sul costo dell’energia nel 2016) dovute a seguito del ritardo del processo di passaggio allo Stato.

Tra gli investimenti sono previsti anche 399 mila euro (iva compresa) per l’acquisto degli attuali arredi del Caffè concerto in piazza Grande realizzati a suo tempo sulla base delle indicazioni della Sovrintendenza. “La perizia ha stimato il loro valore in 441 mila euro più Iva – ha spiegato Bosi – e in questo modo si potrà sostituire l’attuale bando per la gestione del locale con un nuovo avviso pubblico che, mettendo già a disposizione gli arredi, renda effettivamente paritarie le condizioni per la partecipazione alla gara. Verrà ovviamente previsto un canone di locazione più alto rispetto a quello indicato nell’attuale bando”.

Con la variazione vengono previsti anche 80 mila euro per l’ampliamento dell’Acetaia comunale che si trova nel palazzo del Municipio, oltre a diverse contabilizzazioni, tra le quali i lavori di manutenzione di alloggi Erp eseguiti da Acer e opere di urbanizzazione.

PER PIAZZA GUIDO ROSSA SERVONO “SOLUZIONI INNOVATIVE”

L’assessore alle Attività economiche Ferrari ha risposto all’interrogazione di Pacchioni (Pd): “Allo studio un progetto coordinato, anche con associazioni”

 "Luoghi come piazza Guido Rossa, e come altri con caratteristiche simili in città, necessitano di soluzioni il più possibile innovative. Dunque non tanto e non solo di finanziamenti quanto di un ripensamento generale della loro funzione e di collaborazione fra pubblico e privato per accrescere l'attrattività di questi luoghi”. Lo ha detto Ludovica Carla Ferrari, assessora alle Attività economiche, rispondendo in Consiglio, nella seduta del 30 novembre, a una interrogazione di Chiara Susanna Pacchioni (Pd). La consigliera chiedeva “se, e nel caso quali, interventi sia possibile attuare per favorire la rigenerazione e l’innovazione delle attività economiche dell’area di piazza Guido Rossa, per valorizzare e rilanciare la piazza e restituirle pienamente la sua funzione come punto d’incontro della comunità”. Questo alla luce anche di spazi ora vuoti dopo la cessazione di alcuni negozi e attività.

Caratterizzata dalla presenza di attività economiche in un ambito più prettamente residenziale, la piazza Guido Rossa ospita una biblioteca e una sala polivalente nella quale di frequente si tengono le assemblee pubbliche; l'area è interessata, soprattutto nei mesi estivi, da un intenso programma di iniziative a cura delle associazioni di volontariato della zona promosse dal Quartiere 4, con il sostegno del Comune. “Piazza Guido Rossa - ha detto l’assessora - è una delle realtà urbane che negli ultimi anni, a seguito della crisi dei consumi e delle rapide trasformazione del commercio, ha subito un'evoluzione rispetto all'impianto originario. In questi casi è importante pensare sia alle attività economiche tradizionali, favorendone però l'evoluzione digitale ad esempio per la promozione e per la commercializzazione di prodotti e servizi, sia ad attività meno convenzionali ma già diffuse come spazi di co-working Lo strumento del contributo, inefficace se distribuito a pioggia - ha spiegato Ferrari - è invece funzionale quando viene erogato a seguito di un'analisi attenta e di una progettualità strategica condivisa, proprio per questo lavoriamo a un'analisi delle centralità urbane caratterizzate da residenziale, commerciale, servizi e presenza di funzioni pubbliche come è, appunto, anche piazza Guido Rossa. Insieme all'assessora Vandelli e alle associazioni di categoria stiamo lavorando a soluzioni integrate per l'attrattività, la sicurezza e la qualità urbana di questi luoghi; nei prossimi mesi intendiamo proporre risposte concrete che possano rivitalizzare questi spazi, mantenerli attivi, attraverso lo strumento del progetto coordinato, della collaborazione pubblico-privata e della semplificazione amministrativa”.

L’interrogazione è stata poi trasformata in interpellanza e sul tema è intervenuta Elisabetta Scardozzi (M5s): “In un quadro di incentivazione dell’apertura di centri commerciali da parte di questa Amministrazione – ha detto – che influenza di conseguenza la chiusura di negozi dei centri di vicinato, un tessuto sociale non può privarsi di attività dinamiche dove si crea un rapporto tra cliente e venditore. La realtà di Modena è un po’ quella che si vede in tutta Italia, ma in America e non solo stanno chiudendo anche centri commerciali. Cerchiamo di avere una visione più ampia – ha concluso - guardando a cosa sta succedendo in realtà più avanti di noi. Serve una politica attiva di contrasto alla dismissione di negozi di quartiere, per noi di fondamentale importanza”.

Soddisfatta della risposta dell’assessora la consigliera Pacchioni (Pd) che ha evidenziato che “questa amministrazione non si è distratta sull’argomento, non si è dimenticata dei cittadini, e di questa criticità fa oggetto di studio e di interesse. Lodevole – ha proseguito - la strategia che si vuole portare avanti: analisi non solo dal punto di vista del commercio, ma anche urbanistica e di altro genere prima di proporre possibili soluzioni. La richiesta che avanziamo è valorizzare negozi di vicinato utili alla fascia più anziana e ai disabili, ma comodi in generale per tutti. Quelli della periferia in particolare, all’interno di una visione più ampia e strategica che comprende anche centri di medie e grandi dimensioni, magari con fondi dedicati come ad esempio mi risulta accada in Francia”.


 


ROTATORIA PROVVISORIA MODENA EST, IL DIBATTITO IN CONSIGLIO

Diversi consiglieri sono intervenuti sull’interrogazione di Marco Rabboni (M5s)

Sono diversi i consiglieri intervenuti nel dibattito sulla rotatoria provvisoria di via Emilia est scaturito dall’interrogazione del consigliere Marco Rabboni (M5s), trasformata in interpellanza, nella seduta del Consiglio comunale di giovedì 30 novembre.

Il capogruppo di FI Andrea Galli, annunciando di aver presentato una interrogazione e un ordine del giorno sul tema, ha precisato: “Non voglio dare colpe all’Amministrazione per quanto successo, ma la risposta dell'assessore è debole. L’area non può essere in sicurezza - ha aggiunto - sono state depositate sotto la rotatoria dismessa circa 17 mila tonnellate di materiale ofiolitico e immagino che materiali analoghi siano stati impiegati anche per la rotatoria realizzata”.

Marco Chincarini di Art.1 - Mdp - Per me Modena ha chiesto perché, “se abbiamo pagato i 12 milioni all’impresa, non sono state fatte le opere di rimozione che erano comprese?”. Il consigliere ha inoltre domandato: “Andando ad acquistare quella parte di terreno, oggi, chi lo fa vi può costruire oppure no? E quale iter ne nasce di conseguenza?”.

Per Carmelo De Lillo del Pd rispetto ai tempi “non si può derubricare tutto dicendo che ci si è dormito sopra. Basta un minimo incidente o qualcosa di non previsto per bloccare tutto per tempi indefiniti”. Il consigliere ha ricordato che “Arpa viene citata due volte rispetto a messaggi diversi e bisogna dargli fiducia sempre: quando dice che c'è materiale inquinante e quando dice che non è pericoloso”, e ha chiarito che “la bonifica costa sicuramente più di quanto previsto”. Antonio Carpentieri ha chiarito che “nel 2008 l’appaltatore chiede al Comune di riconoscere un aumento di risorse perché quantifica più di 3 milioni di maggiori spese per i lavori, chiede inoltre una quota per lo smaltimento della rotatoria. L’aumento andava ben oltre il 10 per cento di quello che la legge prevede - ha precisato - e il Comune chiarisce che le pretese sono generiche e non fondate. Arriva a chiudere un accordo che prevede un versamento di 880 mila euro aggiuntivi, non legati allo smaltimento, ma ai maggiori costi sostenuti dall’azienda”.

Nella replica, il consigliere Rabboni ha ribadito che “l’area deve essere ripristinata alla funzione originaria di terreno agricolo. E’ indubbio che la situazione sia stata gestita malissimo - ha aggiunto - ed è assurdo che, per far luce sulla questione, si debba fare gli investigatori e presentare un’interrogazione in Consiglio dopo aver guardato tutte le carte dal 2004 a oggi. Una Amministrazione - ha concluso -dovrebbe far luce ed essere trasparente su queste cose e la risposta è assolutamente insufficiente”.

VIa libera al frazionamento di un'unità immobiliare in strada Albareto

Il Consiglio comunale ha dato il via libera al frazionamento di un’unità immobiliare in strada Albareto 698 senza alcun aumento di superficie utile.

Nella seduta di giovedì 30 novembre, l’Aula ha infatti approvato con il voto a favore di tutti i gruppi presenti eccetto FI ed Energia, che si sono astenuti, la delibera sul nulla osta al permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici comunali reso possibile grazie allo strumento Sblocca Modena.

L’intervento consiste nel frazionamento dell’alloggio posto al primo piano per ricavare due unità abitative, una di circa 70 metri quadrati e l’altra di circa 75. Il progetto prevede la chiusura di una porta e la realizzazione degli impianti necessari per la trasformazione delle unità abitative. Entrambi gli alloggi saranno dotati di una cantina e nell’area cortiliva saranno predisposti tre parcheggi privati. La dotazione di parcheggi pubblici prevista dalle norme, corrispondente a uno, sarà monetizzata.

“La deroga riguarda la densità edilizia – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli presentando la delibera – intesa come aumento di una ulteriore nuova unità abitativa, in quanto si realizza un alloggio in più rispetto alla capacità insediativa prevista. Viene raddoppiata la densità di alloggi, portata a 34 per ettaro, che resta comunque modesta. Si va nella direzione di un miglior utilizzo del patrimonio edilizio esistente e ne promuoviamo la riqualificazione, perfettamente in linea con gli obiettivi dello Sblocca Modena”.

Oltre al contributo di costruzione previsto per legge, la società Agrifer di Casarini Ottavio e figli srl, proprietaria dell’immobile, verserà all’Amministrazione comunale un contributo straordinario di circa 4 mila 400 euro.

VARIAZIONE DI BILANCIO

L’ultima variazione di Bilancio dell’anno prevede investimenti sul Piano delle ciclabili, con un investimento complessivo di almeno un milione e mezzo di euro, storni per esigenze gestionali, rimodulazione di spese, maggiori entrate vincolate di parte corrente per circa 980 mila euro, e diverse contabilizzazioni patrimoniali. La manovra, illustrata in Consiglio, nella seduta di giovedì 30 novembre, dall’assessore al Bilancio Andrea Bosi, che ha sottolineato che “contiene indicazioni chiare su sociale, mobilità sostenibile e conservazione del patrimonio cittadino”, è stata approvata con il voto di Pd, e Articolo Uno-Mdp-Per me Modena; contrari invece Movimento 5 stelle, CambiaModena, Forza Italia, Idea-PeL ed Energia.

Aprendo il dibattito per Art.Uno-Mdp-Per me Modena, Francesco Rocco ha ribadito ancora una volta che “gli amministratori comunali non hanno una vera autonomia sulla destinazione delle finanze locali perché il Governo ha avocato a sé queste scelte con lo slogan ‘meno tasse per tutti’ che si traduce in realtà in meno welfare per tutti”. Il consigliere ha sottolineato che “l’aumento del fondo crediti di dubbia esigibilità dimostra che le persone sono sempre più in difficoltà e che il disagio sociale coinvolge fasce sempre più ampie di popolazione”, augurandosi poi che l’Anci “faccia sentire la sua voce per una maggiore autonomia finanziaria”. Marco Malferrari ha giudicato “positiva” la variazione, “che continua a perseguire gli obiettivi dell’Amministrazione soprattutto per quanto riguarda il sostegno alle persone più in difficoltà”. Bene, per il consigliere, anche la volontà di sviluppare la mobilità sostenibile investendo in nuovi percorsi ciclabili e nella manutenzione di quelli esistenti, “un tema sul quale dovrebbe però esserci il coinvolgimento attivo degli altri soggetti, anche privati come per il Bike to work, coinvolti”.

Per il Pd, Grazia Baracchi ha ricordato che l’accantonamento per la cosiddetta vacanza contrattuale da corrispondere una volta chiuso il contratto dei dipendenti pubblici, “risponde a un invito espresso in un ordine del giorno del Pd e della maggioranza”. Per la consigliera la variazione ribadisce alcuni degli obiettivi dell’Amministrazione attraverso “i fondi per le politiche di accoglienza dei minori non accompagnati, che permettono a questi ragazzi di costruire veri e propri progetti di vita” e anche con i contributi alla mobilità sostenibile. Marco Forghieri ha messo in evidenza gli 80 mila euro per ampliare l’Acetaia comunale, “un investimento limitato ma che darà buoni risultati”, e la “procedura innovativa e propositiva per il bando del Caffè Concerto: l’acquisizione dei mobili permette infatti di garantire la massima partecipazione mettendo tutti i concorrenti sullo stesso piano”.

D’accordo nel considerare negativo “l’accentramento nelle mani dello Stato”, Mario Bussetti, M5s, ha però confermato che la variazione “non sposta le linee di un bilancio a cui siamo sempre stati contrari”. Interessante per il consigliere l’aumento dei chilometri di piste ciclabili, “ma per valutare l’usabilità non basta la lunghezza, servono manutenzioni e raccordi e di questo si parla poco”. Sul Caffè Concerto, Bussetti si è chiesto “da dove siano state tolte le risorse impegnate per l’acquisto dei mobili”.

SETA, MUZZARELLI A BULGARELLI: “RISPETTO DI TUTTE LE PARTI”

Il sindaco nel dibattito sul Tpl: “Ho espresso le mie riserve sui giudizi politici usciti in risposta ad Art.1 – Mdp – Per me Modena”. Convocata riunione dei soci per l’11 dicembre

“Ho espresso le mie riserve al presidente di Seta Vanni Bulgarelli rispetto ad alcuni giudizi politici usciti sulla stampa in risposta alle preoccupazioni di Art.1 – Mdp – Per me Modena. Per il ruolo e per il momento di forti agitazioni sindacali è necessario chiarire all’opinione pubblica e alle forze politiche il merito dei problemi, ma lo stile e i toni devono essere tali da non inasprire gli animi e pertanto devono essere improntati al rispetto di tutte le parti”.

Lo ha detto il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli nella seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 30 novembre, intervenendo nel dibattito scaturito dall’interrogazione di Art.1 – Mdp – Per me Modena, illustrata da Vincenzo Walter Stella, sulla “persistenza di gravi disservizi e conflitti irrisolti nel Tpl modenese”. Rispondendo all’interrogazione, che è stata trasformata in interpellanza, l’assessore alla Mobilità Gabriele Giacobazzi ha annunciato la convocazione per lunedì 11 dicembre di una riunione dei soci di Seta “nella quale fare una valutazione complessiva dello stato dell’azienda anche rispetto ai possibili interventi”.

Il sindaco ha precisato che “il tavolo di confronto sindacale non si è mai interrotto, nonostante la prosecuzione delle lotte e le differenti posizioni manifestate dalle sigle sindacali, e noi abbiamo raccomandato al presidente di Seta di proseguire ad oltranza compiendo tutti i passi possibili verso una sintesi possibile con le istanze delle controparti. Ma la situazione è molto difficile – ha proseguito –  da un lato per la forte radicalizzazione delle richieste e delle proteste sindacali, non tutte fondate, e dall’altro lato per oggettive condizioni di bilancio e di organizzazione dei servizi nei diversi bacini di riferimento di Modena, Reggio e Piacenza. Pertanto, è opportuna la convocazione dell’assemblea dei soci, per approfondire le informazioni con il Consiglio di Amministrazione e per aggiornare eventualmente gli indirizzi della proprietà e favorire uno sbocco equilibrato verso un recupero di produttività e un contemporaneo miglioramento dell’equità di trattamento fra i lavoratori delle diverse aree della stessa azienda. Ritengo inoltre – ha aggiunto Muzzarelli – che i Comuni soci debbano riaprire con la Regione l’annoso problema dei trasferimenti del fondo trasporti, che era squilibrato a danno di Modena, Reggio e Piacenza e che, a quanto ci risulta, lo è tuttora. Noi non chiediamo distribuzioni a pioggia, comprendiamo che ci siano e ci possano essere differenze fra i diversi servizi, ma le differenze devono essere giustificate, sostenibili, equilibrate e fondate su criteri realmente condivisi. E al momento non è così”.

Replicando punto per punto all’interrogazione, Giacobazzi ha poi precisato che “non sono rilevabili carenze strutturali di personale: se l’incidenza della malattia fosse la stessa degli altri territori su cui opera Seta non ci sarebbero carenze di personale, va verificato se la situazione perdura. L’esito delle verifiche sui picchi di malattie – ha aggiunto – ha rilevato che su 108 controlli 11 dipendenti sono stati trovati assenti e sono stati sanzionati”. L’assessore ha annunciato un “passo avanti notevole” per raggiungere l’accordo sulla remunerazione dei nuovi assunti e ha evidenziato che la gestione dei periodi feriali “oggi è più equa rispetto a prima, anche se il ricorso al sorteggio, in qualche caso, ha lasciato comunque la bocca amara a qualcuno”. Rispetto ai servizi igienici ha poi sottolineato che “non è possibile mettere un bagno a ogni capolinea, ma la realizzazione di alcuni capolinea capisaldi, come in via Leonardo Da Vinci, è confermata: il progetto è pronto, le risorse ci sono e i lavori stanno per essere appaltati”. Giacobazzi ha inoltre espresso favore per un sempre maggior dialogo e anche per il coinvolgimento dell’utenza attraverso un comitato: “Il Consiglio rappresenta la città, ma se provengono proposte per un comitato d’utenti non sono contrario”. Ribadendo le proprie perplessità sulla individuazione di un soggetto terzo da inserire nella trattativa, l’assessore ha infine parlato di “atmosfera più positiva” rispetto al passato nell’ultimo tavolo.

L’interrogazione esprimeva l’auspicio di “una tempestiva ripresa della trattativa fra l’Azienda ed i suoi dipendenti” e chiedeva, in particolare, un aggiornamento puntuale in merito a una serie di questioni “che pare non siano ancora state sostanzialmente risolte”. Il consigliere Stella ha inoltre chiesto “se, quando e in quali termini l’Amministrazione comunale, in quanto socio di rilievo di Seta, intenda affrontare tutte le suddette problematiche con sollecitudine e risolutezza assieme all’Azienda del Tpl e alle rappresentanze dei dipendenti”, e se non sia il caso di coinvolgere una figura terza tra rappresentanti dei lavoratori e dell’azienda “per mediare e trovare soluzioni positive che consentano lo sblocco di questo contenzioso nell’interesse di chi lavora, di chi dirige e dei cittadini”. L’istanza chiedeva inoltre di sollecitare Seta a trovare un sistema per ampliare in città i punti presso i quali potersi rifornire dei biglietti multicorsa e “di chiarire come e dove vengono investiti i 60 euro dei 68 ricavati per ogni contravvenzione incassata e che non entrano nelle disponibilità economiche di Seta per poter essere investite a favore di eventuali migliorie del servizio di Tpl”.

Rispetto a questi ultimi aspetti, Giacobazzi ha precisato che ci si trova in una fase di transizione verso titoli di viaggio più flessibili (“meno carta e più sistemi informatici”) e che i dati sulle multe “sono imprecisi e non ci sono in realtà ricavi: il costo dei servizi tra controllori, annullamento in autotutela, evasione, contenziosi, copre il ricavato. Le sanzioni – ha concluso – non servono a far cassa, ma dovrebbero servire a educare il cittadino a comportamenti virtuosi”.

IN CONSIGLIO COMUNALE NASCE IL GRUPPO “ENERGIA”

Il nuovo gruppo è costituito dal consigliere Giuseppe Pellacani

In Consiglio comunale a Modena nasce il gruppo “Energia” costituito dal consigliere Giuseppe Pellacani, proveniente dal gruppo di Forza Italia.

Nella seduta di oggi, giovedì 30 novembre, la presidente del Consiglio Francesca Maletti ha comunicato che, dalla data odierna, si è formato il nuovo gruppo, composto dal solo consigliere Pellacani che nel 2014 era candidato a sindaco per le tre formazioni poltiche del centro destra e poi formò il gruppo dell'Udc per poi entrare nel gruppo di Forza Italia all'inizio del 2015.

ROTATORIA PROVVISORIA EMILIA EST, “NESSUN RISCHIO PER LA SALUTE”

L’assessore Giacobazzi ha risposto all’interrogazione di Rabboni (M5s): “Abbiamo sempre continuato a imporre all’impresa lo smaltimento e la bonifica”

“Non ci sono rischi per la salute relativi all’area della rotatoria provvisoria di via Emilia est. E, nonostante Arpa e Ausl avessero individuato un’alternativa alla rimozione per la messa in sicurezza del materiale contenente ofiolite lì dov’è, abbiamo sempre continuato a imporre all’impresa lo smantellamento dell’infrastruttura e la bonifica”.

Lo ha detto l’assessore ai Lavori pubblici e Mobilità Gabriele Giacobazzi nella seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 30 novembre, in risposta all’interrogazione, trasformata in interpellanza, del M5s illustrata da Marco Rabboni sulla situazione della rotatoria provvisoria di via Emilia est realizzata con pietra contenente fibre di amianto.

Il consigliere ha chiesto se è vero che il Comune “ha lasciato decadere i termini previsti dalla convenzione iniziale per lo smantellamento della rotatoria, dovendo poi procedere ad una risoluzione di controversia con Cmb”, se ha preservato tutte le azioni legali verso Cmb, perché non pretende la bonifica “come da obblighi previsti da bando di gara e da successiva riconvenzione del 2008” e “non escute la fideiussione da 160.000 euro”. L’interrogazione chiedeva inoltre come mai “l'impresa costruttrice ha fatto ricorso a un materiale contenente amianto per realizzare un'opera provvisoria che doveva essere smantellata”; se il Comune ha pagato ai proprietari l’indennità di occupazione delle aree e, se sì, quanto; se i 12 milioni di euro del maxi appalto della rotatoria di via Emilia est - tangenziale Estense comprendevano anche i costi della dismissione della rotatoria provvisoria; se l’acquisto da parte di un terzo in asta comporta l’obbligo di bonifica o se rimane facoltativa e, se sì, in che tempi; se il Comune ha in previsione qualche intervento in merito nel caso l’asta dovesse andare deserta; cosa pensa “delle parole del curatore fallimentare su un possibile futuro cambio di destinazione urbanistica dell’area in oggetto”.

L’assessore ha spiegato che “è la movimentazione di questo materiale che crea problemi” e che “oltre allo smantellamento è stata considerata anche la sigillatura in loco con le dovute attenzioni per impedire in futuro fuoriuscite di fibre. Quel materiale – ha proseguito – fu accettato dal direttore dei lavori, che accertò anche la provenienza da una cava certificata e in regola con le norme vigenti. Se non fosse stato utilizzabile ai sensi della normativa non sarebbe mai stato impiegato”. Giacobazzi ha spiegato che “si sono svolte tre sedute della Conferenza dei servizi rispetto alla rotatoria provvisoria “e nell’ultima – ha precisato – la Cmb, azienda costruttrice, si è dichiarata intenzionata a raggiungere un accordo. È un onere che hanno cercato di rinviare il più possibile, ma il Comune non ha mai rinunciato alla rimozione: sta agendo per ottenerla il più presto possibile e dovranno risponde di eventuali inadempimenti”. L’assessore ha quindi chiarito che “non si sono lasciati decadere i termini”, che “la fideiussione è di importo assolutamente insufficiente rispetto ai valori necessari per la bonifica” e che “anche se abbiamo già precisato che non vogliamo procedere in quel senso, sull'area, inquadrata come agricola, persiste una previsione urbanistica sovraordinata del Ptcp che prevede la realizzazione di un'arteria della via Emilia, quindi non è considerata edificabile”. L’Amministrazione ha versato al proprietario del terreno un indennizzo per l’occupazione provvisoria di 106 mila euro, ma da luglio 2009 non versa più nulla. E l’opera realizzata è stata pagata per intero all’azienda: nel 2008 è stato fatto un atto transativo che riguarda riserve dell'opera (880 mila euro) nel quale si ribadiva l’impegno dell’impresa a smantellare la rotatoria provvisoria. “Non sono in grado di dire se tra Cmb e proprietà siano stati fatti accordi – ha concluso Giacobazzi – ma l’impegno nei nostri confronti è a carico della Cmb e se vuole farlo ricadere su altri soggetti ce lo deve comunicare e serve il nostro accordo”.

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