Cronaca » Politica

Giovedì 20 Dicembre 2018 - ore 17:15

Dal Consiglio Comunale / Il garage Ferrari dichiarato ''di interesse pubblico''

approvata la delibera: niente demolizione, verrà utilizzato come parcheggio pubblico nell’ambito del Piano urbano della mobilità sostenibile

L’edificio di via Trento Trieste a Modena che ospita il Garage Ferrari è considerato di “prevalente interesse pubblico”, proprio per la funzione che svolge per la mobilità della città, e per questo motivo non verrà demolito. Verrà destinato a parcheggio pubblico e a ospitare anche servizi complementari alla mobilità nell’ambito del Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile, mentre i tecnici comunali saranno incaricati di sviluppare uno specifico progetto per la “realizzazione degli interventi necessari all'adeguamento dell'immobile alle nuove destinazioni e del frazionamento delle opere in stralci funzionali, previa verifica dell'attuale stato di locazione”.

Lo ha stabilito il Consiglio comunale approvando oggi, giovedì 20 dicembre, la delibera che, dopo aver preso atto dell’insussistenza di elementi ostativi di natura urbanistica, ambientale e idrogeologica, dichiara, appunto, il “prevalente interesse pubblico al mantenimento, nella sua attuale integrità, dell'immobile” che nei mesi scorsi è entrato a far parte gratuitamente del patrimonio comunale dopo che la proprietà (la società B.A. service) non ha ottemperato agli obblighi scaturiti dalle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato, al termine di un complesso iter giudiziario durato una trentina d’anni che ha portato all’annullamento del titolo edilizio.

La delibera, presentata dall’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli, è stata approvata con il voto della maggioranza (Pd, Articolo 1 – Mdp – Per me Modena), di Forza Italia ed Energie per l’Italia; l’astensione di Lega nord; il voto contrario del Movimento 5 Stelle e Modena bene comune.

Insieme alla delibera è stato approvato anche un ordine del giorno, presentato da Art.1-Mdp-Per me Modena e Pd e illustrato in aula da Vincenzo Walter Stella, che, ribadendo l’evidenza del rilevante interesse pubblico della struttura, invita l’Amministrazione a far sì che, con l’obiettivo di disincentivare il ricorso alla mobilità privata, i 360 posti auto contenuti nel garage Ferrari “non aggiungano potenzialità di parcheggio nella fascia adiacente il centro storico” e siano utilizzati in maniera diretta o indiretta “per scambi e compensazioni per la mobilità dolce all’interno del prossimo Pums”. L’ordine del giorno è stato approvato con il voto a favore dei proponenti (Art.1-Mdp-Per me Modena e Pd), l’astensione di M5s e Modena bene comune e il voto contrario di FI, Lega nord ed Energie per l’Italia.

Nel provvedimento si ricordano le norme, nazionali e regionali, che prevedono espressamente come, in questi casi, l’opera acquisita al patrimonio pubblico vada demolita “a spese dei responsabili dell’abuso, salvo che con deliberazione consiliare non si dichiari l’esistenza di prevalenti interessi pubblici e sempre che l’opera non contrasti con interessi urbanistici e ambientali”. Alla delibera, inoltre, sono allegati i pareri acquisiti sull’insussistenza “di elementi ostativi alla pronuncia in ordine al ricorrere o meno di interesse pubblico al mantenimento del manufatto” sia sotto il profilo urbanistico sia per quello ambientale e anche per ciò che riguarda gli aspetti strutturali e impiantistici: “Il manufatto si presenta integro e idoneo a ospitare le funzioni insediate”.

Il servizio Mobilità e traffico, inoltre, evidenzia come già oggi il Garage Ferrari rappresenti “una risorsa rilevante” per la sosta a ridosso del centro storico, in posizione diametralmente opposta al Parcheggio del Centro del Novisad, e nella prospettiva del nuovo Pums rappresenta un’opportunità per ridurre i parcheggi su strada, a favore di spazi di pubblica fruizione oppure, per esempio, per la realizzazione di piste ciclabili o percorsi dedicati al trasporto pubblico.

Nella delibera si ricorda anche che all’interno dell’edificio sono presenti ampi spazi concessi in locazione, con funzioni diversificate: un istituto di credito, due strutture sanitarie private convenzionate, un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande, esercizi commerciali. In un caso il termine della locazione è fissato alla fine del 2019, negli altri nel 2023.

Il provvedimento sottolinea che esiste anche un interesse pubblico, quantomeno sino al termine dei contratti di locazione, riferito sia alle strutture sanitarie (per il “principio di sussidiarietà concorrono alla tutela della salute e, dunque, al perseguimento di finalità di primario interesse pubblico, costituzionalmente riconosciute”) sia allo sportello bancario (pur venuta meno la qualificazione normativa, mantiene comunque “un importante ruolo di servizio in favore della collettività”). In ogni caso, argomenta la delibera, “la demolizione del manufatto verrebbe comunque a ledere gli interessi di operatori economici terzi non coinvolti nell’abuso edilizio”.

IL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE

Numerosi gli interventi dei gruppi consiliari prima dell’approvazione della delibera

La delibera che definisce di “prevalente interesse pubblico” l’edificio di via Trento Trieste a Modena che ospita il garage Ferrari per la funzione che svolge per la mobilità della città, è stata approvata oggi, giovedì 20 dicembre, dal Consiglio comunale di Modena. L’edificio non sarà quindi demolito e verrà destinato a parcheggio pubblico e a ospitare anche servizi complementari alla mobilità nell’ambito del Pums. Il provvedimento, presentato dall’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli, è stato approvato con il voto della maggioranza (Pd, Articolo 1 – Mdp – Per me Modena), di Forza Italia ed Energie per l’Italia; l’astensione di Lega nord; il voto contrario del Movimento 5 Stelle e Modena bene comune.

Aprendo il dibattito, Adolfo Morandi ha concordato sul fatto che l’interesse pubblico nel mantenere la struttura “è evidente e va letto in un’ottica di miglioramento del servizio alla mobilità per chi si reca in centro. È un fatto positivo che venga assunto nel patrimonio pubblico e assurdo pensare di demolirlo, anche perché ospita attività che pagano un affitto rilevante e quindi l’Amministrazione ha anche un interesse economico a conservarlo”. Il consigliere ha poi dichiarato il voto contrario all’ordine del giorno perché “utilizzando i parcheggi del garage Ferrari come sostitutivi di quelli in strada perderemmo l’opportunità di un servizio parcheggi più efficiente”.

Mario Bussetti, per il M5s, ha definito la delibera “pesante perché ricopre una vicenda nella quale ci sono stati diversi pronunciamenti legali per la demolizione dell’edificio. Ci viene chiesto di prenderci una responsabilità molto grande perché la questione è ancora contendibile legalmente. Inoltre, da una parte c’è un vulnus di legalità conclamato e dall’altra una dichiarazione generica sul fatto che l’edificio sarà utilizzato per attività legate alla mobilità: non c’è corrispondenza tra il peso delle due cose”. Per il consigliere, inoltre, non è ben chiara la posizione dell’Amministrazione sulle responsabilità del proprietario e manca anche una precisa valutazione di costi e benefici. “Manca una visione strategica ampia che solo se tradotta concretamente giustificherebbe la copertura di un edificio abusivo”.

Per Luigia Santoro, Lega nord, la controversia sul garage Ferrari “è stata portata avanti con forzature da tante amministrazioni Pd e anche questo sindaco ha lasciato che seguisse il suo corso. Sarebbe bastato – ha affermato – eseguire la prima sentenza che eliminava l’ultimo piano. Invece si è voluto obiettare con arroganza fino ad arrivare alla richiesta di demolizione. Poi si è resistito anche a questo e oggi siamo a qui a decidere se tenerlo. Sicuramente il parcheggio, se ben utilizzato, sarà una cosa buona ma va contro i cittadini che volevano demolirlo e che avevano le loro ragioni”.

Per il Pd, Marco Forghieri ha osservato che l’Amministrazione “ha fatto di necessità virtù, ma è stata fortunata: abbiamo un edificio che insiste su un’area congestionata e avremo l’opportunità di trovare soluzioni che consentiranno di migliorare la situazione in una zona difficile”. Per liberare le strade, in modo da agevolare il trasporto pubblico e costruire ciclabili, “abbiamo la necessità – ha affermato Diego Lenzini – di costruire parcheggi o sottoterra, ma a Modena è difficile, o in edifici. Sarebbe dunque controsenso avere un parcheggio come il garage Ferrari e dire che non è di interesse pubblico. Il quadro complessivo di come utilizzarlo l’avremo con il Pums ma la decisione la dobbiamo prendere ora e anche se non sappiamo con precisione cosa potremo farne, sappiamo che senza la situazione sarebbe peggiore”.

Marco Chincarini, Modena bene comune, ha ricordato che “dopo insistenze, in commissione sono arrivati i conti su costi e benefici: a fronte di entrate dagli affitti per circa trecentomila euro all’anno, il costo per demolire l’edificio sarebbe di circa due milioni di euro, che oggi sarebbero a carico del proprietario. Ma quello che non sappiamo, visto che ci sono dei ricorsi ancora pendenti, è quanto è alto il rischio che quei due milioni ce li debba mettere l’amministrazione, nel caso in cui venga confermata la demolizione, se nel frattempo noi dichiariamo l’immobile di pubblica utilità”.

Vincenzo Walter Stella, Art.1-Mdp-Per me Modena, ha ribadito che “l’interesse pubblico in questo caso è l’agevolazione della mobilità dolce e del trasporto pubblico e la disincentivazione del trasporto privato, come abbiamo sottolineato con l’ordine del giorno”, evidenziando poi che la presa in carico della struttura “è positiva anche per gli introiti derivanti dagli affitti per attività che sono di servizio al pubblico”. Per Paolo Trande chi ha costruito quell’edificio “ha commesso un abuso grave”, ma, ha proseguito il consigliere, come accade anche con altri beni nati nell’illegalità e confiscati per essere restituiti alla società, “in questo caso ci sono tutte le condizioni perché il vulnus iniziale si possa compensare conferendo il parcheggio alla città e utilizzandolo secondo criteri di mobilità sostenibile. Non va sottovalutato l’interesse economico degli affitti ma anche in caso di abbattimento non è detto che si riesca a vedersi restituiti i soldi”.

Giuseppe Pellacani, Energie per l’Italia, ha ricordato che il Consiglio di Stato, nella sua sentenza, diceva che “demolire il garage avrebbe potuto procurare un danno grave alla città. La zona est – ha quindi spiegato – è carente di parcheggi ed è molto complessa dal punto di vista della circolazione. Abbattere un parcheggio che porta oggi quasi 400 posti è sprecare un’opportunità”. Il consigliere si è poi dichiarato perplesso sull’idea di bilanciare l’acquisizione dei nuovi parcheggi con l’eliminazione di quelli su strada: i parcheggi non sono brutti e cattivi, sono un’esigenza per i cittadini e in quella zona in particolare, anche se si potrebbero eliminare quelli che creano più problemi al traffico”. 

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