Cronaca » Politica

Domenica 13 Maggio 2018 - ore 11:21

Dal Consiglio Comunale / ''Favorire la partecipazione dei cittadini alla vita politica''

Il Consiglio ha approvato l’ordine del giorno di Art.1-Mdp-Per me Modena per concedere a titolo gratuito l’uso delle sale civiche ai gruppi politici e ai comitati. Riassunto dei temi trattati nell'ultimo Consiglio

Consentire l’utilizzo delle sale civiche, a titolo gratuito, non solo ai gruppi presenti in Consiglio comunale ma ai partiti politici del territorio collegati a un gruppo parlamentare, ai comitati locali o nazionali attivi per proposte di legge o referendum, a liste o partiti che abbiano superato l’1 per cento nell’ultima tornata elettorale e alle liste e ai partiti che partecipino formalmente alle elezioni locali. Lo propone l’ordine del giorno presentato in Consiglio Comunale da Marco Chincarini per Art.1-Mdp-Per me Modena e approvato dall’assemblea con il voto a favore di Art.1-Mdp-Per me Modena, Pd, M5s e CambiaModena (astenuta FI) nella seduta di giovedì 10 maggio. L’ordine del giorno è stato approvato dopo essere stato emendato su proposta del M5s, illustrata da Mario Bussetti, che ha chiesto e ottenuto di togliere dall’elenco dei beneficiari le associazioni di volontariato e di promozione sociale, inizialmente presenti, “in quanto godono già di benefici e gratuità proprio per il fatto di essere senza scopo di lucro”.

Il documento chiede inoltre che la revisione del regolamento di concessione dell’uso delle sale civiche sia uniformata al rispetto dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione secondo quanto prescritto dalla mozione approvata dallo stesso Consiglio lo scorso febbraio.

Presentando l’ordine del giorno Marco Chincarini ha evidenziato che l’obiettivo è “favorire la partecipazione dei cittadini alla vita politica e democratica” e ricordato che fin dall’inizio del mandato il Consiglio comunale “ha avviato un processo di riforma e agibilità degli istituti di partecipazione diretta dei cittadini, tra i quali il referendum abrogativo, consultivo e propositivo. In questo lavoro il Consiglio – ha sottolineato – non ha contrapposto democrazia rappresentativa e diretta ma, e qui sta la novità, ha inteso renderle cooperative con l’unico obiettivo di allargare la base sociale delle scelte cittadine”.

Nel dibattito, Caterina Liotti, Pd, ha riconosciuto che “concedere gratuitamente le sedi va nella direzione di allargare la partecipazione dei cittadini già intrapresa dal Consiglio con la riforma del regolamento. Ma – ha aggiunto – avrei preferito avere dati concreti per capire che peso avrà questa voce sul bilancio del Comune”. Antonio Carpentieri ha messo in evidenza che l’ordine del giorno riguarda sia i partiti che i comitati “e questo riprende la filosofia alla base dello statuto e dei regolamenti a cui stiamo lavorando che tengono insieme la democrazia diretta e quella rappresentativa, riabilitando la figura dei partiti e la loro funzione imprescindibile, in controtendenza alla vulgata generale”.

Paolo Trande, Art.1-Mdp-Per me Modena, ha spiegato che l’ordine del giorno ha l’obiettivo di “eliminare le difficoltà che possono rendere complicato ai comitati e ai gruppi politici accedere a spazi dove avere un confronto diretto con i cittadini”. Sui possibili costi per il Comune, il consigliere ha commentato che “si parla di cifre molto basse ma, se anche fossero più alte, stiamo investendo su quel bene preziosissimo per la democrazia che è la partecipazione”.

MODENA DIVENTI SEMPRE DI PIÙ UNA CITTÀ UNIVERSITARIA

Sì unanime del Consiglio a un odg dei gruppi di maggioranza che chiede azioni sistematiche su affitti per gli studenti, reti infrastrutturali, luoghi di ritrovo

Rendere Modena una città sempre più universitaria attraverso una serie di azioni che riguardano, tra le altre, l’affitto di appartamenti ma anche il potenziamento della rete infrastrutturale e la creazione di luoghi fruibili dagli studenti è quanto chiede all’Amministrazione modenese un ordine del giorno presentato dai gruppi di maggioranza e approvato all’unanimità dal Consiglio comunale nella seduta di giovedì 10 maggio.

Il documento, illustrato da Federica Venturelli del Pd, chiede di prevedere incontri periodici con la rappresentanza studentesca universitaria per confrontarsi e condividere le scelte e aggiornare sulle azioni avviate in Consiglio comunale; di proseguire con controlli serrati a garanzia del rispetto delle regole nell’affitto di appartamenti; di stipulare convenzioni con i privati e proseguire negli investimenti per potenziare la rete infrastrutturale; di favorire la nascita di luoghi dove giovani e studenti possano vivere la città, esprimendo forme artistiche e culturali, e di investire nelle aree dismesse per renderle fruibili agli studenti. La mozione chiede inoltre di “valutare la possibilità di un periodico prolungamento oltre le 20 dell’orario pomeridiano della biblioteca Delfini e garantire almeno l’accessibilità alle sale studio attraverso cicliche aperture domenicali, come già successo in passato e come approvato in Consiglio comunale con un ordine del giorno”, e di cercare “forme sostenibili di mobilità notturna, tenendo conto delle necessità della popolazione studentesca”.

L’ordine del giorno domanda infine di potenziare la rete wi-fi cittadina, concentrandosi sui luoghi più frequentati sia per questioni di studio che ludiche; di favorire una semplificazione nell’accesso alle informazioni utili per vivere pienamente la città; di farsi promotore con l’Università di Modena e Reggio Emilia per favorire azioni che sostengano gli studenti stranieri in entrata e che migliorino i servizi d'accoglienza; e di “promuovere, in collaborazione con Unimore, anche attraverso Agenzia Casa o Acer, sul modello dei patti concordati tra proprietari e sindacati, forme contrattuali legali e regolate tra studenti, italiani e stranieri e proprietari di case o società di gestione di alloggi.

Aprendo il dibattito, Giuseppe Pellacani di Energie per l’Italia ha suggerito di tenere in considerazione anche il tema delle mense, “che a Modena sono più care della media nazionale”, e sulla questione degli alloggi per i fuori sede ha sollecitato l’Amministrazione “a immaginarsi iniziative per sollecitare l’offerta da parte dei privati”.

Paolo Trande, Art.1-Mdp-Per me Modena ha esordito affermando che “c’è differenza tra città sede di università e città universitaria e Modena deve trasformarsi sempre di più nella seconda. L’ordine del giorno fa una serie di proposte che vanno in questa direzione e quella più importante – ha detto – è la proposta di costituire un tavolo permanente di confronto con gli studenti per costruire insieme un progetto di città universitaria”. Sugli affitti il consigliere ha sostenuto che è necessario trovare “un modo per dare dei contributi o proporre affitti calmierati, sul modello di quanto abbiamo già fatto con l’Agenzia casa”.

Per il Pd, Marco Forghieri ha messo in evidenza che la discussione sugli alloggi per gli universitari “cade nel momento più opportuno perché si inserisce in quella più ampia e già iniziata sul tema abitativo che prevede, appunto, anche questo ambito”. Il consigliere ha poi sottolineato che la trasformazione in città universitaria significa anche “miglioramento della qualità della vita quotidiana degli studenti e quindi anche dei servizi e della vita culturale”.

Annunciando il voto a favore, Luca Fantoni, M5s, ha sostenuto che “però sarebbe opportuno approfondire la questione in commissione”, ricordando poi che il tema della mobilità notturna sostenibile per gli studenti era già stato affrontato in Consiglio su nostra sollecitazione e ci era stato risposto che non c’erano gli strumenti economici per sostenerla”.

Concludendo il dibattito l’assessore alla Scuola Gianpietro Cavazza ha dato la disponibilità della Giunta a incontri sistematici con la rappresentanza degli studenti universitari per affrontare tutte le questioni che li riguardano e ha ricordato che è in fase di elaborazione avanzata un progetto, condiviso con la stessa Unimore, San Filippo Neri e Fondazione San Carlo, per affrontare in modo organico e strutturato la questione abitativa, coinvolgendo gli enti pubblici ma anche i privati.

PERCORSI DIDATTICI IN MEMORIA DI PEPPINO IMPASTATO, SÌ A ODG

Approvazione unanime del Consiglio comunale per il documento presentato da Federica Venturelli, Pd, e sottoscritto anche da Art.1-Mdp-Per me Modena

Dedicare percorsi didattico-culturali alla figura e all’impegno di Peppino Impastato, assassinato per ordine della mafia il 9 maggio di quarant’anni fa. È quanto chiede l’ordine del giorno presentato dai gruppi consiliari Pd e Art.1-Mdp-Per me Modena e illustrato dalla prima firmataria Federica Venturelli, approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Modena nella seduta di giovedì 10 maggio.

L’ordine del giorno chiede inoltre all’Amministrazione di valutare la possibilità di inserire questi percorsi anche nella programmazione di Memo e di considerare l’ipotesi di creare progetti strutturati e continuativi per diffondere la conoscenza dei fenomeni legati alla criminalità organizzata. Questi progetti, specifica il documento, dovranno essere accessibili alle scuole, alle associazioni e ai singoli cittadini “e sarebbe molto significativo – proseguono i proponenti – che potessero trovare una sede nell’immobile confiscato alle mafie che si trova in via Anderlini e per il quale il Comune ha già richiesto la possibilità di riutilizzo a fini sociali”.

Nel presentare l’ordine del giorno, Federica Venturelli ha ripercorso la vita di Peppino Impastato, fondatore nel 1977 di Radio Aut attraverso la quale denunciava gli affari e i delitti dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, sottolineando che la sua storia “è molto significativa perché, pur provenendo da una famiglia mafiosa, Impastato decise di diventare un’attivista antimafia, preferendo la giustizia sociale e la lotta ai legami di sangue. La mafia e le organizzazioni criminali – ha detto ancora la consigliera – devono essere combattute oltre che sul piano penale su quello culturale e sociale e in quest’ottica l’esempio di Peppino Impastato ha una grande importanza etica e civile perché è una testimonianza di legalità, giustizia sociale e impegno politico non violento”.

Nel dibattito, Marco Cugusi, Art.1-Mdp-Per me Modena, ha ribadito che quella di Radio Aut fu un’esperienza “non solo politica ma anche culturale: era una radio libera che, scegliendo lo strumento dello sberleffo e dell’ironia, aveva dato molto fastidio alle cosche mafiose e ai politici che rovinavano quei luoghi con la speculazione edilizia”. Dopo aver ricordato il depistaggio che fece passare l’omicidio di Impastato per suicidio e gli anni trascorsi prima di arrivare alla condanna del boss Gaetano Badalamenti, identificato come mandante, Cugusi ha sottolineato “che l’impegno di Peppino Impastato non è andato perduto perché oggi ci sono tantissime esperienze analoghe a quella di radio Aut, tra le quali la web tv Corto circuito di Reggio Emilia”.

Marco Bortolotti, M5s, ha affermato che, “come dimostrano il processo Aemilia e anche la recente aggressione al pentito, non siamo esenti dalle infiltrazioni mafiose e il tema della contrapposizione alla mafia è quindi molto attuale. Ed è un argomento – ha proseguito – nel quale coinvolgere i ragazzi per ricordare gli eventi passati e costruire a Modena una società civile che abbia sempre più coscienza di ciò che accade”.

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