Cronaca » Politica

Giovedì 23 Novembre 2017 - ore 18:17

Dal Consiglio Comunale / Droga e giovani, Sindaco: ''Serve sforzo educativo''

Attività anche nelle scuole: sia teoria che con i cani. “Axel in pensione ma troveremo altre soluzioni”. Muzzarelli risponde all’interrogazione di Morandi (FI)

Il contrasto alla diffusione delle sostanze stupefacenti tra i giovani “è sostenuto da una continuativa opera di prevenzione, anche attraverso l’educazione che viene svolta in tutte le scuole, con lezioni teoriche affiancate negli ultimi anni da visite in aula con l’ausilio di un’unità cinofila. Ed è positivo che in queste situazioni nelle aule scolastiche non siano mai state trovate sostanze stupefacenti. Ora Axel, il cane antidroga della Polizia municipale di Sassuolo che era utilizzato anche a Modena in queste operazioni, va in pensione, ma troveremo altre soluzioni per continuare queste attività che fanno parte di un percorso educativo sviluppato in collaborazione con l’Azienda sanitaria nell’ambito della Rete di prevenzione per la promozione del benessere dell’adolescenza”.

Lo ha annunciato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli rispondendo in Consiglio comunale all’interrogazione di Adolfo Morandi (Forza Italia) sullo spaccio di droga in città, un fenomeno considerato in aumento a danno soprattutto dei giovani che, secondo il consigliere, sempre più spesso vengono avvicinati e convinti allo “sballo” facile. In particolare, Morandi si è soffermato sulla situazione del Novi Sad, dove si segnalano situazioni di spaccio nell’orario precedente all’inizio delle lezioni scolastiche, e ha chiesto la convocazione del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica per affrontare il tema del contrasto alla diffusione delle sostanze stupefacenti, soprattutto tra gli studenti.

Il sindaco ha risposto ricordando che “il fenomeno dello spaccio e del consumo di stupefacenti è stato ed è ovviamente al centro dell’attenzione di diversi Comitati per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e continuerà a essere monitorato e contrastato dagli organi dello Stato e dalle istituzioni locale. Ma serve conoscenza del fenomeno e presa di coscienza: c’è chi spaccia e c’è chi consuma. E’ importante, quindi, continuare lo sforzo sul versante dell’educazione, anche rispetto all’abuso di alcolici, come stiamo facendo – ha ricordato Muzzarelli –coinvolgendo pure i genitori insieme ai gestori dei locali, per esempio, negli appuntamenti di Buonalanotte”.

Nella risposta il sindaco ha fornito alcuni dati sulle attività di controllo del Novi Sad: 2.141 interventi della Polizia municipale dal 2015 a oggi, con 1.309 servizi di controllo pianificato, 62 identificazioni e una serie di arresti, grazie anche all’utilizzo della videosorveglianza, l’ultimo dei quali proprio ieri, mercoledì 22 novembre. Il Novi Sad, insieme alla stazione autocorriere, inoltre è stato inserito nell’elenco dei luoghi dove sono applicabili i nuovi strumenti previsti con l’entrata in vigore del Decreto Sicurezza e recepiti in luglio dal Regolamento di Polizia urbana per contrastare condotte antisociali. “Nell’attività generale di controllo – ha spiegato il sindaco – in questi mesi sono stati redatti 74 verbali di contestazione per 113 diverse violazioni che hanno portato a 58 ordini di allontanamento emessi dalla Polizia municipale, di cui cinque proprio nella zona tra Novi Sad e autostazione”.

Nella replica, Morandi, dopo aver ribadito che il fenomeno è in aumento (“lo dimostra lo stesso elenco di operazioni e i dati della risposta”) ha giudicato positiva l’opera di conoscenza ed educazione ma, ha affermato, serve “un maggior controllo del territorio: chi spaccia andrebbe punito in modo adeguato e se si tratta di extracomunitari devono essere rimandati al loro Paese e sparire dal territorio modenese e italiano”. Per il consigliere di Forza Italia, infatti, “l’allontanamento temporaneo e il foglio di via non servono a nulla e se il problema va risolto a livello più alto questo non significa che non si debba mettere in atto un controllo più stringente del territorio”.

RESIDENZE PER UNIVERSITARI, CAVAZZA: “SOLUZIONI STRUTTURALI”

L’assessore ha risposto all’interrogazione di Venturelli, Pd. “Affrontata l’emergenza, si lavora a una piattaforma informativa: la vetrina degli alloggi disponibili”

L’Università rappresenta un motore importante dello sviluppo del nostro territorio e sono quindi fondamentali le politiche in grado di svilupparne l’attrattività e di aumentare l’offerta abitativa agli studenti fuori sede che costituiscono una percentuale significativa degli iscritti. È per questi motivi che, dopo aver fornite alcune risposte all'emergenza che si era aperta nelle scorse settimane, il Comune sta lavorando insieme a Università, Er.Go, San Carlo, San Filippo Neri, CambiaMo e Acer per offrire soluzioni strutturali a situazione che si è presentata per la prima volta quest’anno. Lo ha annunciato l’assessore alla Scuola Gianpietro Cavazza rispondendo in Consiglio comunale, giovedì 23 novembre, all’interrogazione presentata da Federica Venturelli, Pd, sulle soluzioni abitative per risolvere il disagio degli studenti universitari fuori sede. Facendo riferimento all’aumento del numero degli iscritti all’Ateneo modenese, che per l’anno accademico 2017/2018 ha immatricolato quasi seimila nuovi studenti, e alla crescita delle domande di accesso ai benefici legati al diritto allo studio, Venturelli ha chiesto all’Amministrazione quali collaborazioni siano state attivate per trovare una rapida soluzione al problema contingente di chi è rimasto escluso e individuare soluzioni strutturali per l’accoglienza degli studenti fuori sede.

Dopo aver ricordato che lo scorso anno c’erano 150 posti letto vuoti e che quello in corso “è il primo anno accademico in cui si registra un esubero delle richieste di alloggio, anche grazie all’ampliamento della platea dovuta all’innalzamento della soglia Isee”, l’assessore Cavazza ha annunciato che si sta lavorando per dare una risposta di medio e lungo periodo attraverso vari strumenti tra i quali “una piattaforma informativa, già in uso a Ferrara, che offra una vetrina di tutti gli alloggi disponibili sia nell’ambito della residenza collettiva sia offerti da privati ma con standard minimi garantiti e per la quale sono già iniziati gli incontri operativi”.

Ricostruendo la situazione, Cavazza ha spiegato che, dei 1138 studenti fuori sede che hanno fatto richiesta a ErGo, 569 hanno trovato un alloggio mentre 281, pur essendo entrati in graduatoria, non hanno potuto avere risposta per mancanza di posti. Di questi, 163 hanno trovato casa e ottenuto il contributo per l’affitto da ErGo e 60 non risultano iscritti. Rimangono quindi privi di una soluzione abitativa 58 studenti che, ha specificato Cavazza, sono stati contattati singolarmente da ErGo e solo due di loro hanno accettato il posto letto proposto. Sul totale degli studenti fuori sede, inoltre, 288 non hanno fatto richiesta di un alloggio ErGo e, di questi, 146 hanno trovato casa autonomamente. Dei 142 rimasti “potenzialmente sul mercato”, solo 84 risultano iscritti a UniMoRe.

“Appena informati dell’emergenza – ha spiegato Cavazza – l’Amministrazione, con la collaborazione degli assessorati alla Scuola, al Welfare e all’Urbanistica, si è attivata trovando in emergenza i posti necessari per i 15 studenti provenienti dall’Africa e rendendo disponibili altri dieci alloggi per oltre trenta posti”. Cavazza ha poi sottolineato che il Comune può mettere a disposizione un numero importante di alloggi a prezzi accessibili, anche attraverso la ristrutturazione di alloggi Acer ma che occorrono anche “politiche previste nel prossimo Piano urbanistico che consentano di accompagnare nel tempo le dinamiche di domanda degli alloggi”.

Dopo aver chiesto la trasformazione in interpellanza, Luca Fantoni, M5s, ha affermato che la piattaforma “è forse uno dei pochi strumenti utili per lavorare anche con i privati. Dopo le case di Vaciglio costruite per i giovani ingegneri – ha proseguito – forse sarebbe il caso di costruire anche case per gli studenti fuori sede”. Il consigliere ha concluso lanciando una sfida: valutare il cambio di destinazione d’uso di capannoni sfitti per trasformarli in residenze universitarie.

Intervenendo per il Pd, Marco Forghieri ha ricordato che “fino a pochissimo tempo fa l’Università di Modena aveva il problema opposto, quello di trovare il modo di attirare studenti”. Dopo aver osservato che il problema dell’emergenza di chi è rimasto senza alloggio si è ridimensionato, si è augurato “che lo Stato faccia la sua parte riprendendo in mano il tema dell’edilizia universitaria perché le competenze e gli strumenti dei Comuni da soli non sono sufficienti”. Ribattendo che “progettare abitazioni per giovani già entrati nel mondo del lavoro è cosa diversa dal pensare alloggi per gli studenti”, Fabio Poggi ha affermato che, più che i capannoni industriali, la parte di città “vocata alla residenza studentesca è il centro storico dove bisognerebbe cercare di recuperare tutto il possibile ma senza dimenticare che di proprietà pubbliche ne sono rimaste poche e che per riqualificare e mantenere costi accessibili agli studenti ci vogliono grandi investimenti”.

In replica, Federica Venturelli ha affermato che è “urgente una sinergia tra tutti i soggetti coinvolti”. La consigliera ha affermato che la difficoltà di accedere a un’abitazione “mina il diritto allo studio” auspicando quindi che “la cooperazione iniziata continui e cresca perché servono strategie di medio e lungo periodo per fare di Modena una città universitaria e non una città con un’università”.

“CAMBIAMO” SOGGETTO ATTUATORE DEL PROGETTO PERIFERIE

La convenzione approvata dal Consiglio affida alla società di trasformazione urbana la realizzazione dei principali interventi di riqualificazione dell’area nord

Nei giorni scorsi ha ottenuto l’incarico di realizzare i primi lavori sulla viabilità previsti dal Progetto Periferie, ora la società di trasformazione urbana CambiaMo diventa vero e proprio soggetto attuatore di alcuni tra i principali interventi previsti nell’area nord nell’ambito del Programma di riqualificazione urbana e sicurezza che ha ottenuto un finanziamento dal Governo di 18 milioni di euro con il Bando per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie. Lo prevede la convenzione approvata dal Consiglio comunale oggi, giovedì 23 novembre, con il voto a favore di Pd e Art.1 – Mdp – Per me Modena, e il voto contrario di FI, M5s, Idea Popolo e libertà, e CambiaModena.

La convenzione, dopo aver ricordato che tra i compiti di CambiaMo c’è il completamento degli interventi relativi al Contratto di Quartiere II finalizzato alla riqualificazione urbanistica e sociale del comparto R-Nord, inserisce come ulteriore ambito di lavoro una serie di iniziative del Progetto Periferie: dalla palazzina con alloggi a canone calmierato e centro diurno per disabili (già prevista la gara nei prossimi mesi per un investimento di 6,2 milioni di euro) al Data Center-Modena Innovation Hub, dalla realizzazione della nuova sede di Medicina dello sport all’R-Nord, fino alla riqualificazione del sistema della mobilità stradale e ciclopedonale e al prolungamento del sottopasso ferroviario.

In convenzione, inoltre, si precisa che potranno essere inseriti anche ulteriori interventi di riqualificazione urbana in altri comparti del territorio comunale da individuarsi successivamente e che siano finalizzati “al superamento di elementi di degrado fisico e sociale”

Il provvedimento è stato illustrato dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli sottolineando come l’esperienza della società si sia sviluppata proprio nel quartiere (in particolare, nel comparto R-Nord ma anche realizzando le palazzine di via Forghieri) offrendo garanzie di affidabilità e di razionalizzazione degli interventi anche potendo contare su di un modello organizzativo snello, caratterizzato dall’autonomia gestionale, che consente di agire con efficacia e rispettando i tempi.

Per le gare comunque è prevista l’applicazione del Codice dei contratti pubblici con i medesimi vincoli imposti alle pubbliche amministrazioni. Quindi stesse garanzie di trasparenza e i controlli tipici delle procedure di evidenza pubblica. Sulla società, inoltre, con la convenzione e i relativi protocolli attuativi sono previsti ulteriori controlli interni che si affiancano a quelli relativi alle società controllate.

Per Mario Bussetti del M5s “non è ben chiaro il senso di Cambiamo né si capisce perché debba diventare un mezzo assessorato ai Lavori pubblici. È un contenitore a totale controllo pubblico, che forse può portare a una maggiore velocità di esecuzione, ma in alcuni casi anche a una minore trasparenza. I risultati ottenuti da Cambiamo all’Errenord – ha proseguito – non sono all’altezza delle aspettative e riteniamo che quel modello non è quello da replicare per tutto il resto delle attività previste: le iniziative edili hanno ruolo importante ma senza un coinvolgimento dal basso dei cittadini non sono in grado di scalfire il problema, come dimostrano i movimenti in viale Gramsci”.

Per il Pd, Antonio Carpentieri ha evidenziato che “riqualificazione urbanistica ed edilizia non è solo risistemare un palazzo che era un problema per la zona” e “i movimenti in viale Gramsci sono proprio il risultato del fatto che se si sistema un punto, l’illegalità si sposta. L’edificio è stato oggetto di sistemazione fisica e sociale con varie azioni: ha ripreso tante funzioni pubbliche, dalla Croce Rossa al Portierato sociale, ospita alloggi occupati da studenti e famiglie. La strada dell’abbattimento non è stata possibile per la presenza di molti proprietari: la scelta era tenere la situazione come era oppure operare una riqualificazione”. Fabio Poggi ha fatto presente che “tutte le volte che l'Amministrazione comunale vuole comprare qualcosa deve passare dal Consiglio attraverso Cambiamo si sono evitate oltre 100 delibere per l’acquisto di appartamenti all’Errenord. Si tratta di un aspetto molto operativo, che però ha un senso. Faccio fatica a vedere gli aspetti negativi – ha aggiunto – e se vogliamo misurare l’efficacia sulla riqualificazione dell’Errenord vanno valutati tutti i singoli progetti portati avanti. Non si tratta solo di progetti edilizi e urbanistici ma sono state usate strumentalmente l'edilizia e l'urbanistica per portare avanti progetti sociali. Cambiamo – ha detto infine il consigliere è uno strumento utilizzato per riqualificare l’Errenord che va sfruttato in modo più ampio”.

Vincenzo Walter Stella di Art.1 - Mdp - Per me Modena ha sottolineato che “il percorso Errenord è iniziato proprio come percorso partecipato; non è stata una attività calata dall’alto. Inizialmente sono state considerate due direzioni: demolire o intraprendere un percorso di riqualificazione e lo sforzo maggiore è stato acquisire la maggioranza della proprietà dell’edificio”. Il consigliere ha ricordato che “Cambiamo è una società gestita a titolo gratuito, quindi un’attività meritevole” e ha evidenziato che “il processo di riqualificazione non si può concentrare solo sull’Errenord, ma deve estendersi sull’intera zona, come previsto dal Progetto periferie”.

Anche il sindaco Muzzarelli, in chiusura di dibattito, ha espresso il medesimo concetto: dobbiamo allargare il perimetro per arrivare a riqualificare non solo l’Errenord, ma l’intera area nord, che oggi ha dei problemi ma che da domani diventerà una delle aree più belle e inclusive di Modena. È una scelta politica, per sostenere la quale siamo stati in grado di ottenere risorse importanti, che consentiranno di cambiare faccia a una parte di città attraverso il più grande progetto di rigenerazione urbana, pari a 500 mila metri quadrati. Stiamo facendo gli interessi della città”.

CATTIVI ODORI A MODENA EST, “NON RISULTANO SEGNALAZIONI”

L’assessore Guerzoni ha risposto all’interrogazione del consigliere Carpentieri (Pd). “Se si avvertono odori, segnalarlo al Comune o al Pronto intervento di Arpae”

Nel corso del 2017 non risultano pervenute al Comune da parte di residenti di Modena est segnalazioni ufficiali di cattivi odori che siano riconducibili alla Bitem Srl. Si ritiene quindi che gli odori di plastica bruciata avvertiti dagli abitanti del quartiere possano essere attribuiti a eventi sporadici ma se dovessero verificarsi di nuovo è opportuno effettuare una segnalazione formale al Comune, che provvederà ad attivare le procedure del caso, o contattare direttamente il numero di pronta emergenza di Arpae per un intervento immediato dell’Agenzia.

Lo ha spiegato l’assessore all’Ambiente Giulio Guerzoni rispondendo oggi, giovedì 23 novembre, in Consiglio comunale all’interrogazione proposta da Antonio Carpentieri, Pd, sugli odori di emulsioni bituminose percepiti dagli abitanti di Modena est, “la cui origine viene attribuita all’azienda Bitem srl, unica nella zona a trattare queste sostanze”.

In caso i cittadini avvertano cattivi odori, ha sottolineato l’assessore nella risposta, devono contattare il Comune o direttamente il Pronto intervento di Arpae (tel. 059 433958, da lunedì a venerdì dalle 08 alle 18; tel. 800841050 fuori orario di lavoro, sabato, domenica e festivi).

Nell’interrogazione il consigliere Carpentieri ha ricordato che i cattivi odori avvertiti “hanno creato preoccupazione e allarme tra i cittadini coinvolti”, chiedendo quindi se la situazione risulta vera, se vi siano pericoli per la salute e se Arpae e Ausl siano state coinvolte per individuare la fonte degli odori ed eventuali azioni da intraprendere.

Guerzoni ha riferito che nel corso del 2017, escludendo le segnalazioni per le problematiche dovute all’attività della ditta Biagini Tempra Metalli, già affrontate e risolte nella scorsa primavera, c’è stata un’unica segnalazione di “plastica bruciata”, risalente al 7 novembre, proveniente da un’abitazione di via Maestri del Lavoro, che i tecnici di Arpae, effettuati i sopralluoghi non hanno ricondotto alla Bitem Srl. Anche l'Ausl non ha ricevuto segnalazioni ufficiali in questo senso. L’azienda, che si trova in via dell’Industria 81, produce emulsioni bituminose e utilizza gli impianti nel rispetto delle condizioni e delle prescrizioni contenute nell’Autorizzazione Unica Ambientale rilasciata da Arpae-Sac il 3 maggio 2017.

Soddisfatto per la risposta “rapida” e per l'attivazione dei controlli, il consigliere Carpentieri che ha definito “un buon segnale per la collettività il fatto che l'Amministrazione e i soggetti preposti si rendano immediatamente disponibili alle verifiche richieste. Prendo atto con soddisfazione – ha concluso – che in questo caso non c'è un problema strutturale e tanto meno di salute”.

IL TURISMO CRESCE, FERRARI: “OCCASIONE DI SVILUPPO”

Da Expo a Vasco e oltre.

L’assessore alla Promozione rispondendo all'interrogazione del consigliere Pellacani (FI) sulle prospettive del dopo Modena Park “Attento, sensibile ai nostri valori, positivo sia in quantità che in qualità, soprattutto che ci consenta di preservare la nostra qualità della vita”. Ha queste caratteristiche il turismo che si intende sviluppare nel territorio modenese sulla base della pianificazione coordinata che Ludovica Carla Ferrari, assessora a Promozione della città e Turismo, ha delineato rispondendo in Consiglio comunale all’interrogazione di Giuseppe Pellacani (Forza Italia) che chiedeva come l’Amministrazione intendesse mettere a frutto la notorietà giunta con il concerto di Vasco Rossi e quella acquisita negli anni con Festival filosofia e con le eccellenze locali. Pellacani, inoltre, chiedeva di conoscere le caratteristiche del rapporto con la Destinazione turistica Città Metropolitana di Bologna e suggeriva un investimento in un progetto di marketing territoriale.

L’assessore ha ricordato l’incremento di turisti e visitatori percepibile nelle piazze e nelle strade della città, che ha portato i turisti a Modena a crescere fra il 2014 e il 2016 del 31,2 per cento per gli arrivi e del 21,3 per cento nei pernottamenti nelle strutture ricettive, con un trend crescente confermato dai dati 2017, con Modena e provincia prime in regione per crescita del turismo con soggiorno di almeno una notte: un incremento del 12,5 per cento, il doppio rispetto alla media regionale. Lo sviluppo turistico di questi anni, ha sottolineato Ferrari, è iniziato con il percorso avviato in occasione di Expo caratterizzato dal coordinamento delle iniziative e dalla collaborazione tra i diversi soggetti impegnati nel settore. Tra le iniziative realizzato, il Calendario degli appuntamenti, il Biglietto unico del sito Unesco, il Discover Ferrari and Pavarotti Land e il sito internet di promozione turistica e culturale Visitmodena (www.visitmodena.it), curato dal Comune, con le proposte turistiche di città e provincia, i calendari degli eventi aggiornati e consultabili con mappa interattiva. “Siamo sulla buona strada, i dati lo dimostrano – ha sottolineato l'assessora - ma occorre impegnarsi per consolidare i risultati: il turismo rappresenta per Modena una straordinaria occasione di sviluppo sociale della nostra città e del territorio. Uno dei tratti distintivi della nostra attività deve avere come caratteristica intendere il turista come ‘cittadino temporaneo’ con la tipica ospitalità del modenese che ci è stata riconosciuta proprio in occasione di Modena Park, un evento che ha certamente rafforzato il brand Modena nel panorama nazionale, e non solo”. Ferrari ha poi ricordato come oltre il 70 per cento delle scelte e degli acquisti sul turismo si effettui on-line, mettendo gli strumenti dell'innovazione tecnologica e della comunicazione al centro della programmazione, ma “è necessario continuare a lavorare anche sui canali tradizionali - ha aggiunto l’assessora – come, per esempio, la rete della segnaletica in città, che deve essere arricchita e tradotta in inglese; così come è importante potenziare il sistema della ricettività, coinvolgere gli esercenti dei ristoranti e dei locali tipici affinché siano aperti anche la domenica, e soprattutto definire con chiarezza e semplicità la proposta turistica attorno ad alcuni pilastri, quali l'enogastronomia, i motori, il bel canto e naturalmente l'arte, la storia e l'architettura di Modena per sviluppare itinerari di turismo culturale di città d'arte, che analisi effettuate ci indicarono come assi di sviluppo per internazionalizzare il nostro territorio grazie alla collaborazione fra pubblico e privato". Nella replica il consigliere Pellacani ha affermato che è un bene che anche Modena cavalchi l’onda di un turismo italiano in ripresa. “È necessario però lavorare su una programmazione che consenta di mantenere un flusso costante per tutto l’anno. Eventi come il concerto di Vasco Rossi – ha sottolineato l’esponente di Forza Italia – hanno un impatto enorme nel breve periodo ma è difficile che portino frutti nel tempo. Lavorare per mantenere i flussi, targettizzare il pubblico e le iniziative in modo da spalmare gli effetti benefici su tutte le tipologie commerciali è cruciale per la sopravvivenza delle nostre strutture turistiche”.

EX MOI, OK AL DIRITTO DI SUPERFICIE PER "CASA&BOTTEGA;"

Il Consiglio ha approvato la delibera che concede i locali per 30 anni all’associazione di promozione sociale Il Tortellante con corrispettivo ridotto al minimo

Il Consiglio comunale ha dato il via libera alla concessione in diritto di superficie per 30 anni di alcuni locali dell’ex Mercato ortofrutticolo di Modena, in via Ciro Menotti, a favore dell’associazione di promozione sociale Il Tortellante per la realizzazione del progetto “Casa&Bottega”.

Nella seduta di oggi, giovedì 23 novembre, infatti, dopo l'intervento di diversi consiglieri, l'Aula ha approvato la delibera, illustrata dall’assessore al Patrimonio Gabriele Giacobazzi, con il voto favorevole di Pd, Art.1 – Mdp – Per me Modena, M5s e i consiglieri Giuseppe Pellacani e Adolfo Morandi di FI, e con l'astensione del capogruppo di FI Andrea Galli.

Il progetto “Casa&Bottega” nasce dalla necessità di sviluppare ulteriormente l’iniziativa de Il Tortellante, Aps costituita dalla onlus Aut Aut, associazione di famiglie di persone con autismo, che nella sede della onlus a Cognento ha attivato già da alcuni anni un laboratorio didattico per la produzione di pasta fresca e un centro abilitativo-terapeutico. Le attività sono rivolte in particolare a ragazzi e giovani adulti con l’obiettivo di migliorare la loro autonomia e, in prospettiva, offrire anche uno sbocco lavorativo. Attraverso il progetto “Casa&Bottega” l’associazione mira a permettere un maggiore e crescente livello di autonomia, oltre al coinvolgimento attivo in attività professionali e lavorative, ma in un ambiente che consente di avere anche spazi per il riposo e la socializzazione.

I locali individuati nel complesso ex Moi, all’angolo tra via Tagliazucchi e via Borelli, oggi solo parzialmente utilizzati, consentono di realizzare sia la zona laboratorio a piano terra sia un’area riposo al primo piano con interventi di manutenzione di cui si occuperà direttamente l’associazione. In considerazione delle finalità di interesse pubblico e di evidenza sociale del progetto, l’Amministrazione comunale ha previsto l’abbattimento massimo possibile in base al Regolamento comunale del corrispettivo richiesto per la concessione trentennale che sarà complessivamente di 71 mila e 800 euro, con rate biennali di 4.786 euro.

IN CONSIGLIO COMUNALE LA DELEGAZIONE DELLA CITTÀ DI LINZ

Il sindaco di Modena Muzzarelli e il sindaco della città austriaca Klaus Luger hanno presentato il gemellaggio appena riconfermato a 25 anni dalla prima sottoscrizione

Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli e il sindaco di Linz Klaus Luger, che guida la delegazione austriaca a Modena in questi giorni, hanno presentato insieme in Consiglio comunale, nella seduta di oggi giovedì 23 novembre, la conferma del gemellaggio che lega le due città da 25 anni e che entrambi hanno annunciato di volere consolidare e arricchire ulteriormente.

Dopo aver ricordato di aver condiviso con il sindaco di Linz “il grade valore del territorio e del ruolo fondamentale dei Comuni, prima casa della comunità”, Muzzarelli ha affermato che sono tante le cose che accomunano le due città a partire dall’impegno a promuovere valori come il dialogo, la tolleranza e la solidarietà come pilastri della convivenza pacifica tra i popoli, e l’obiettivo di “creare opportunità di lavoro con la crescita di imprese di qualità e di rafforzare il benessere assicurando un’equa redistribuzione sociale”. Alla base del gemellaggio, ha ricordato ancora il sindaco, i temi dell’innovazione produttiva, tecnologica, culturale e sociale, “che rappresentano una grande occasione di sviluppo e benessere”.

Gli stessi temi sono stati ripresi dal sindaco di Linz Klaus Luger che ha sottolineato come “negli ultimi 25 anni il mondo e l’Europa sono stati oggetto di notevoli cambiamenti che ci hanno messi davanti a sfide notevoli. La nostra città – ha detto – ha come obiettivo di dare più prospettive ai nostri cittadini offrendo lavoro, formazione e futuro, come fate anche voi a Modena con l’innovazione e la digitalizzazione. Mi ha colpito – ha proseguito – che, come da noi, lo sviluppo economico vada di pari passo con la creazione di infrastrutture culturali. Le nostre città devono quindi continuare a promuovere non solo l’economia ma la coesione sociale e la cultura”.

Alla conclusione dell’incontro il sindaco Muzzarelli ha donato alla delegazione di Linz una statuetta della Bonissima, ricevendo in cambio un libro sulla città austriaca.




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