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Venerdì 06 Aprile 2018 - ore 22:33

dal consiglio comunale / CANONI ERP, SÌ UNANIME DEL CONSIGLIO ALLA RIMODULAZIONE

Nella discussione prima del voto unanime, in evidenza il lavoro comune dei gruppi consiliari per garantire la massima equità e il tema della rateizzazione degli arretrati. L’Assemblea ha approvato anche due ordini del giorno di Art1-Mdp-Per me Modena e del Pd sulla rateizzazione dei maggiori importi arretrati.

Si unanime del Consiglio comunale di Modena al Regolamento per la definizione di calcolo e applicazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp), che recepisce le nuove norme regionali, con decorrenza dall'1 ottobre 2017. La delibera, presentata in aula dall’assessora al Welfare Giuliana Urbelli, è stato approvato dal Consiglio comunale di Modena nella seduta di oggi, giovedì 5 aprile insieme a due ordini del giorno, di Art1-Mdp-Per me Modena e del Pd (quest'ultimo emendato su proposta del M5s), sulla rateizzazione dei maggiori importi arretrati.

Le nuove regole, come emerge dalle simulazioni presentate in Aula, porteranno a un aumento contenuto (3,4 per cento) del monte canone complessivo proveniente dai 2420 alloggi Erp cittadini con riduzioni del canone (-2,1 per cento) per le famiglie più fragili che si trovano nella fascia di protezione e aumenti per chi ha Isee più alta.

La ratio della norma regionale è considerare la casa popolare una risorsa preziosa da attribuire, mantenere e far ruotare in base a criteri oggettivi di equità con un obiettivo contestuale di aumento medio dei canoni per Acer che la Regione fissa fino al 20 per cento: a Modena questo aumento arriverà al 15,5 per cento, e solo per la fascia più alta, quella “di permanenza”, mentre per quella intermedia, chiamata “di accesso”, non raggiungerà il 5per cento.

Insieme alla delibera sono stati approvati anche due ordini del giorno presentati da Art.1-Mdp-Per me Modena e dal Pd che chiedono la rateizzazione dei maggiori importi arretrati per le famiglie nelle situazioni più critiche. Nel dettaglio, il documento del Pd, illustrato da Tommaso Fasano (approvato con il voto a favore di Pd, M5s, FI, CambiaModena e l'astensione di Art.1-Mdp-Per me Modena), invita la Giunta a utilizzare tutti gli strumenti disponibili per perseguire la maggiore equità possibile nell'assegnazione delle abitazioni e nella determinazione del canone e a valutare, per quanto riguarda eventuali arretrati, “la fattibilità di una rateizzazione fino a 18 mesi per gli importi maggiori e le situazioni più critiche anche considerando la possibilità di un sostegno da parte del Comune nei limiti dei vincoli di bilancio”. Il documento è stato approvato dopo essere stato emendato su proposta del Movimento 5 stelle. Nell'emendamento si chiede che venga istituita una commissione per valutare l'impatto del Regolamento “tenendo in considerazione la proposta di maggiore progressività che era stata avanzata attraverso un emendamento alla delibera poi ritirato”.

Approvata all'unanimità, la mozione di Art1-Mdp-Per me Modena, apprezzando la rimodulazione del canone che “tiene conto del disagio della fascia sociale più povera”, chiede di valutare attentamente la questione degli arretrati per gli inquilini che vedrebbero un aumento del canone esaminando “la possibilità di non applicarlo o di sterilizzarne gli effetti o, se inevitabile per ragioni di legge, di rateizzarlo”.

CANONI ERP, IL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE

Nella discussione prima del voto unanime, in evidenza il lavoro comune dei gruppi consiliari per garantire la massima equità e il tema della rateizzazione degli arretrati

Il Regolamento per la definizione di calcolo e applicazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) che, con decorrenza dall’1 ottobre 2017, recepisce le nuove norme regionali è stato approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Modena nella seduta di giovedì 5 aprile. Insieme al regolamento, illustrato in aula dall’assessora al Welfare Giuliana Urbelli, sono stati approvati anche due ordini del giorno presentati da Art1-Mdp-Per me Modena e Pd (quest’ultimo emendato su proposta del M5s) sul tema della rateizzazione dei maggiori importi arretrati per le famiglie nelle situazioni più critiche.

Approvata all’unanimità, la mozione di Art1-Mdp-Per me Modena, apprezza la rimodulazione del canone, che “tiene conto del disagio della fascia sociale più povera”, ma, come ha sottolineato Vincenzo Walter Stella nella presentazione, il “complesso e necessario lavoro di definizione dei nuovi canoni ha portato l’Amministrazione a superare la scadenza dell’1 ottobre generando così degli arretrati che non sono imputabili a mancanze degli inquilini”. L’ordine del giorno chiede quindi di valutare attentamente la questione degli arretrati per gli inquilini che vedrebbero un aumento del canone esaminando “la possibilità di non applicarlo o di sterilizzarne gli effetti o, se inevitabile per ragioni di legge, di rateizzarlo”.

Il documento del Pd, illustrato da Tommaso Fasano (approvato con il voto a favore di Pd, M5s, FI, CambiaModena e l’astensione di Art.1-Mdp-Per me Modena), invita la Giunta a utilizzare tutti gli strumenti disponibili per perseguire la maggiore equità possibile nell’assegnazione delle abitazioni e nella determinazione del canone e a valutare, per quanto riguarda eventuali arretrati, “la fattibilità di una rateizzazione fino a 18 mesi per gli importi maggiori e le situazioni più critiche anche considerando la possibilità di un sostegno da parte del Comune nei limiti dei vincoli di bilancio”. Il documento è stato approvato dopo essere stato emendato su proposta del Movimento 5 stelle. Nell’emendamento si chiede che venga istituita una commissione per valutare l'impatto del Regolamento “tenendo in considerazione la proposta di maggiore progressività che era stata avanzata attraverso un emendamento alla delibera poi ritirato”.

Il consigliere Fasano ha commentato che la delibera “riafferma la centralità dell’Erp all’interno delle politiche abitative del Comune” e il Consiglio ha svolto un buon lavoro “realizzando un regolamento che punta sull’equità, soprattutto rispetto alla prima proposta della Regione oltremodo penalizzante per alcune fasce di inquilini, e alla maggiore progressività possibile. Un regolamento – ha proseguito – che rigetta gli aumenti eccessivi e riduce i canoni per le fasce più basse”.

Per Art.1-Mdp-Per me Modena Paolo Trande ha affermato che non è chiaro il perché la Regione “abbia sentito la necessità di aumentare i canoni di affitto, con una proposta ingiusta e insostenibile. Era molto più ragionevole tenerli invariati o magari diminuirli visto che la crisi per le fasce più deboli della popolazione non è ancora finita”. Per il consigliere, il Comune è riuscito a costruire una “proposta sostenibile che introduce elementi di equità e riesce a mantenere l’idea di un canone sociale il più basso possibile”. Sul pagamento degli arretrati, che “non dipendono dagli inquilini che quindi non dovrebbero pagarli”, è intervenuto in dichiarazione di voto Marco Cugusi che ha motivato l’astensione sull’ordine del giorno del Pd affermando che le opzioni primarie per risolvere il problema sono “non applicare le maggiorazioni dovute agli arretrati o, in subordine, sterilizzarne gli effetti. Solo in via residuale – ha sottolineato il consigliere – proponiamo la rateizzazione. Partire subito da lì non ci convince”.

Luca Fantoni, M5s, ha sottolineato l’importanza del tema, “vitale per tanti cittadini”, invitando a discutere ulteriormente, “una volta che avremo i dati a disposizione, della possibilità di applicare una maggiore progressività nella scontistica già prevista sui canoni in modo da poter fare insieme delle modifiche che migliorino il regolamento”.

ZONA VIALE GRAMSCI/1 – MUZZARELLI: “CONTINUA IL PRESIDIO”

Il sindaco ha risposto all’interrogazione del consigliere Carpentieri (Pd)

La zona di Viale Gramsci è oggetto di particolare attenzione da parte della Polizia Municipale e delle altre Forze di Polizia, che portano avanti una continua opera di presidio del territorio, come definito in diversi tavoli istituzionali (Comitato Ordine e Sicurezza Pubblica, Cabina di Regia, Questura).

Lo ha detto il sindaco, nella seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 5 aprile, rispondendo all’interrogazione trasformata in interpellanza del consigliere Antonio Carpentieri del Pd sulla sicurezza in città con particolare riferimento alla zona di viale Gramsci. Area che, oltre ad essere soggetta a ripetuti controlli, è già stata interessata da interventi di riassetto della viabilità, potenziamento dell’illuminazione e bandi di riqualificazione commerciale, e rientra nell’ambito di azioni del Progetto Periferie (“Ri-generazione e innovazione” per l’area Nord).

Il consigliere ha chiesto in particolare la situazione aggiornata, in termini di sicurezza, relativamente a viale Gramsci e con particolare riferimento a un esercizio commerciale oggetto di segnalazioni per risse, disturbo della quiete pubblica e sottoposto a ripetuti controlli mirati che hanno fatto rilevare una serie di infrazioni sanzionate sotto il profilo amministrativo. Carpentieri ha inoltre domandato quali ulteriori azioni concrete siano state poste in essere dal Comune di Modena, attraverso la Polizia Municipale, e dagli altri soggetti preposti alla sicurezza, per rispondere alle richieste di maggior controllo da parte dei cittadini della zona”.

Il sindaco ha spiegato che nei primi tre mesi del 2018 sono stati 124 i servizi complessivamente svolti, 43 quelli svolti in ausilio o effettuati a seguito di segnalazioni, 42 quelli svolti presso l’esercizio di vicinato.

L’esercizio di vicinato oggetto di segnalazione, nell’ultimo anno, è stato oggetto di diversi accessi ispettivi da parte della Polizia municipale e dell’Ausl che hanno avuto come esiti una violazione al Regolamento di Polizia Urbana poiché alcuni generi alimentari venduti erano esposti senza rispettare le dovute prescrizioni, un sequestro preventivo sanitario di merce alimentare per l’inadeguata conservazione e la non rintracciabilità, con accertamento di violazioni amministrative e trasmissione atti all’Autorità giudiziaria, una nuova contestazione di violazione amministrativa per prodotti in vendita, alcuni sottoposti a sequestro amministrativo, e la segnalazione di scorretta conservazione degli alimenti al Dipartimento di Sanità pubblica, e un ennesimo accertamento delle medesime violazioni. “La Municipale – ha spiegato Muzzarelli – ha stilato un’ampia relazione per documentare la reiterazione delle violazioni amministrative da parte del gestore dell’attività e il settore Economia del Comune ha avviato un’istruttoria amministrativa per giungere alla sospensione dell’attività di vendita per un periodo di 20 giorni. In questi giorni – ha proseguito – sono però pervenuti da parte del legale del gestore, memorie difensive che dovranno essere valutate nel procedimento che quindi non è ancora giunto all’esito finale”.

Sul tema è intervenuto Vincenzo Walter Stella (Art.1 – Mdp – Per me Modena) che ha parlato di “annosa problematica”. Il consigliere ha evidenziato che “c’è ancora uno scarso presidio dovuto alla carenza di organico, quando la necessità espressa dai cittadini è di poter vedere agenti operativi sul territorio in presidio costante. Sul tema  degli organici – ha aggiunto – abbiamo presentato proprio oggi un odg in cui si invita la Giunta a chiedere al Ministero dell'interno di prendere in considerazione il potenziamento del numero di agenti e delle questure”.

Nella replica, il consigliere Carpentieri si è detto “soddisfatto” per il fatto che “a seguito delle segnalazioni sono stati effettuati i controlli. L'Amministrazione, attraverso i suoi strumenti diretti e indiretti, si muove e non è sorda alle segnalazioni ma c’è, ascolta i malumori, verifica ed è capace di prendere provvedimenti”.

Il Regolamento per la definizione di calcolo e applicazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) che, con decorrenza dall’1 ottobre 2017, recepisce le nuove norme regionali è stato approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Modena nella seduta di giovedì 5 aprile. Insieme al regolamento, illustrato in aula dall’assessora al Welfare Giuliana Urbelli, sono stati approvati anche due ordini del giorno presentati da Art1-Mdp-Per me Modena e Pd (quest’ultimo emendato su proposta del M5s) sul tema della rateizzazione dei maggiori importi arretrati per le famiglie nelle situazioni più critiche.

Approvata all’unanimità, la mozione di Art1-Mdp-Per me Modena, apprezza la rimodulazione del canone, che “tiene conto del disagio della fascia sociale più povera”, ma, come ha sottolineato Vincenzo Walter Stella nella presentazione, il “complesso e necessario lavoro di definizione dei nuovi canoni ha portato l’Amministrazione a superare la scadenza dell’1 ottobre generando così degli arretrati che non sono imputabili a mancanze degli inquilini”. L’ordine del giorno chiede quindi di valutare attentamente la questione degli arretrati per gli inquilini che vedrebbero un aumento del canone esaminando “la possibilità di non applicarlo o di sterilizzarne gli effetti o, se inevitabile per ragioni di legge, di rateizzarlo”.

Il documento del Pd, illustrato da Tommaso Fasano (approvato con il voto a favore di Pd, M5s, FI, CambiaModena e l’astensione di Art.1-Mdp-Per me Modena), invita la Giunta a utilizzare tutti gli strumenti disponibili per perseguire la maggiore equità possibile nell’assegnazione delle abitazioni e nella determinazione del canone e a valutare, per quanto riguarda eventuali arretrati, “la fattibilità di una rateizzazione fino a 18 mesi per gli importi maggiori e le situazioni più critiche anche considerando la possibilità di un sostegno da parte del Comune nei limiti dei vincoli di bilancio”. Il documento è stato approvato dopo essere stato emendato su proposta del Movimento 5 stelle. Nell’emendamento si chiede che venga istituita una commissione per valutare l'impatto del Regolamento “tenendo in considerazione la proposta di maggiore progressività che era stata avanzata attraverso un emendamento alla delibera poi ritirato”.

Il consigliere Fasano ha commentato che la delibera “riafferma la centralità dell’Erp all’interno delle politiche abitative del Comune” e il Consiglio ha svolto un buon lavoro “realizzando un regolamento che punta sull’equità, soprattutto rispetto alla prima proposta della Regione oltremodo penalizzante per alcune fasce di inquilini, e alla maggiore progressività possibile. Un regolamento – ha proseguito – che rigetta gli aumenti eccessivi e riduce i canoni per le fasce più basse”.

Per Art.1-Mdp-Per me Modena Paolo Trande ha affermato che non è chiaro il perché la Regione “abbia sentito la necessità di aumentare i canoni di affitto, con una proposta ingiusta e insostenibile. Era molto più ragionevole tenerli invariati o magari diminuirli visto che la crisi per le fasce più deboli della popolazione non è ancora finita”. Per il consigliere, il Comune è riuscito a costruire una “proposta sostenibile che introduce elementi di equità e riesce a mantenere l’idea di un canone sociale il più basso possibile”. Sul pagamento degli arretrati, che “non dipendono dagli inquilini che quindi non dovrebbero pagarli”, è intervenuto in dichiarazione di voto Marco Cugusi che ha motivato l’astensione sull’ordine del giorno del Pd affermando che le opzioni primarie per risolvere il problema sono “non applicare le maggiorazioni dovute agli arretrati o, in subordine, sterilizzarne gli effetti. Solo in via residuale – ha sottolineato il consigliere – proponiamo la rateizzazione. Partire subito da lì non ci convince”.

Luca Fantoni, M5s, ha sottolineato l’importanza del tema, “vitale per tanti cittadini”, invitando a discutere ulteriormente, “una volta che avremo i dati a disposizione, della possibilità di applicare una maggiore progressività nella scontistica già prevista sui canoni in modo da poter fare insieme delle modifiche che migliorino il regolamento”.

ZONA VIALE GRAMSCI/2 – DUE PARCHEGGI E UN NUOVO CICLOPEDONALE

Realizzato un intervento di riassetto della sosta, della viabilità ciclopedonale e della segnaletica oltre a un nuovo impianto di illuminazione. Area nel Progetto Periferie

Un completo riassetto della sosta, della viabilità ciclopedonale e della segnaletica, oltre alla realizzazione di un nuovo impianto d’illuminazione con l’obiettivo di agevolare la soluzione delle criticità della zona, migliorare la percezione di sicurezza e aumentare la fruibilità e vivibilità degli spazi pubblici.

È l’intervento realizzato nell’ambito di lavori di riqualificazione del suolo pubblico e concluso a febbraio, che ha interessato l’area adiacente a viale Gramsci comprendente la rotatoria del cavalcavia Mazzoni, strada Attiraglio, piazza Darsena del Naviglio, via Spaccini e via del Lancillotto.

Agli interventi di presidio da parte di Polizia municipale e altre Forze dell’Ordine, nella zona di via Gramsci si affiancano infatti a una serie di azioni messe in campo dall’Amministrazione per riqualificare l’area da diversi punti di vista: dagli interventi relativi al Progetto Periferie (“Ri-generazione e innovazione” per l’area Nord) al complessivo riassetto della sosta, della viabilità ciclopedonale, della segnaletica, oltre al potenziamento dell’illuminazione.

In particolare, sono stati realizzati due parcheggi in spazi precedentemente utilizzati come sosta non regolamentata: uno ai piedi del cavalcavia Mazzoni a fianco della rotatoria e uno all’angolo delle vie Attiraglio e Spaccini. È stato inoltre realizzato un percorso ciclopedonale di collegamento tra il cavalcavia Mazzoni e via Spaccini, dotato di staccionata in legno e scale di collegamento al nuovo parcheggio adiacente alla rotatoria e al parcheggio di piazza Darsena del Naviglio. Attraversata via Spaccini, il percorso ciclopedonale prosegue lungo strada Attiraglio fino a via del Lancillotto e si ricollega al parco XXII Aprile. A servizio del percorso ciclopedonale è stato realizzato un impianto di illuminazione a cura di HeraLuce, costituito da sette nuovi punti luce con apparecchi dotati di tecnologia a led ad alta efficienza per garantire un alto livello di luminosità contenendo i consumi; sono state piantumate sette nuove piante e si è provveduto alla semina delle aree verdi. Nelle vie interessate dall’intervento è stata rifatta la segnaletica e in strada Attiraglio, in particolare, è stato riasfaltato il tratto di marciapiede adiacente al parco, creato un dosso di attraversamento pedonale all’altezza di via del Lancillotto e sono state eliminate le barriere architettoniche presenti in zona. A completamento dell'intervento, nella vicina via Miglioli è stato realizzato un percorso ciclopedonale nel lato della via che costeggia il parco XX Aprile a collegamento tra il pedonale che attraversa il parco all’altezza di via Donati e la scuola primaria Gramsci, così da consentire il transito in sicurezza dei bambini diretti a scuola.

La zona di viale Gramsci è stata inoltre già oggetto di intervento lo scorso anno, in particolare con il potenziamento dell’illuminazione al parco XXII Aprile, in varie aree verdi, nel parcheggio, sul percorso ciclopedonale già esistente e nell’area retrostante la fermata del bus in fondo a viale Gramsci. È in programma, inoltre, anche un intervento di riqualificazione dell’area in fondo al viale: potenziamento dell'illuminazione, rifacimento della recinzione, sistemazione dei campetti da calcio e basket, realizzazione di un’area cani.

Nell’ambito del Progetto Periferie (Programma di riqualificazione urbana e sicurezza dell'area nord di Modena che ha ottenuto un finanziamento dal Governo di 18 milioni di euro, con investimento complessivo di circa 59 milioni di euro), per gli esercizi commerciali di viale Gramsci e delle aree limitrofe, in particolare, sono state messe a disposizione risorse dall’Amministrazione in due stralci. Con un primo bando in ottobre sono stati assegnati 80 mila euro di contributi a 15 attività già presenti generando circa 200 mila euro di investimenti; con un secondo bando, pubblicato in febbraio, saranno messi a disposizione 110 mila euro di contributi per finanziare interventi di riqualificazione delle attività e 60 mila euro per sostenere nuove aperture di imprese commerciali.

Sono stati avviati i lavori di riqualificazione del sistema della mobilità relativi alla zona di Porta Nord (nuova rotatoria e interventi sul piazzale di accesso alla stazione ferroviaria) ed è stata pubblicata la gara per costruire la palazzina di Abitare sociale in via Forghieri (33 alloggi e un centro diurno per diversamente abili per un valore complessivo dell’intervento di 8 milioni e 100 mila euro), mentre è già in fase avanzata il cantiere della Casa della salute, proprio di fronte a Porta Nord, e sono in corso le procedure per l’assegnazione del Data Center Modena Innovation Hub (costo complessivo di 5 milioni 100 mila euro). Il Programma, inoltre, prevede interventi sulla mobilità pedonale e ciclabile in tutto il quartiere, anche per favorire la ricucitura con il centro cittadino, un’attenzione particolare alla sicurezza, con il potenziamento del sistema di videosorveglianza in tutta l’area, e un’attività di portierato sociale di quartiere che è già iniziata.

VACCINI, “SALUTE DIRITTO INDIVIDUALE E DOVERE DELLA COLLETTIVITÀ”

L’assessorE Urbelli ha risposto in Consiglio all’interrogazione di Fasano (Pd) sull’importanza della copertura vaccinale e sul contrasto a iniziative di disinformazione

“È giusto considerare la salute un diritto individuale ed è giusto che ci sia una libera scelta del cittadino, ma prima di tutto la salute è un dovere di tutta e per tutta la collettività”.

Lo ha detto l’assessorE a Welfare e Sanità del Comune di Modena Giuliana Urbelli nella seduta del Consiglio comunale di giovedì 5 aprile durante la risposta all’interrogazione, trasformata in interpellanza, di Tommaso Fasano (Pd) sul contrasto a iniziative di disinformazione sulle vaccinazioni e sull’importanza della copertura vaccinale.

Il consigliere ha richiamato la proiezione in un cinema di Modena a fine febbraio del documentario “Vaxxed”, che mette in discussione la sicurezza dei vaccini e la loro importanza per la prevenzione delle malattie infettive ed è “definito da numerose autorità scientifiche ed istituzionali come una produzione antiscientifica e di disinformazione”. Ha quindi chiesto “se il Comune di Modena abbia ricevuto dagli organizzatori della proiezione rassicurazioni riguardo ai potenziali rischi di disinformazione sanitaria e scientifica che potrebbero derivare dalla visione”, se la presentazione dell’iniziativa è stata “adeguatamente accompagnata da dati relativi alla sicurezza e all’efficacia dei vaccini”, quale sia lo stato della copertura vaccinale nel Comune di Modena “e quali iniziative l’Amministrazione comunale intenda mettere in pratica per supportare le decisioni nazionali e regionali in termini di obbligatorietà vaccinale” e per promuovere “una cultura della prevenzione delle malattie infettive attraverso la pratica vaccinale, e allo stesso tempo contrastare la disinformazione in ambito educativo e scientifico”.

L’assessorE ha fatto il quadro delle vaccinazioni offerte in età pediatrica 0-7 dalle Aziende sanitarie: “Dal 2017, l’attuazione della delibera di Giunta regionale inserisce a fianco delle vaccinazioni già previste anche una serie di offerte ulteriori: oltre al vaccino trivalente anche il meningococco B e il rotavirus a tutti i nuovi nati, il papilloma virus anche ai maschi e la varicella. La promozione delle vaccinazioni – ha spiegato – viene effettuata dalla pediatria di libera scelta, ma esistono anche altri canali informativi, come i corsi di preparazione al parto, l’invio di materiale in età pediatrica e le pagine istituzionali cartacee e web, oltre ai social media istituzionali. Con la legge 119 del 2017 sono state potenziate tutte le attività ambulatoriali vaccinali e le attività promozionali e, rispetto alla copertura vaccinale, possiamo portare ad esempio quella relativa al morbillo: nel 2016, nel distretto di Modena, la copertura è arrivata all'87 per cento mentre nel 2017 è risalita fino a quasi alla soglia del 90 per cento. Si tratta di un dato da tenere sotto controllo – ha aggiunto – perché ci sono state diverse morti per morbillo nel nostro Paese negli ultimi mesi”. Urbelli ha inoltre chiarito: “Come rappresentanti della sanità modenese riteniamo che siano immensi i benefici delle vaccinazioni negli anni nel mondo, ad esempio la scomparsa del vaiolo e della poliomelite, che sta tornando. La vaccinazione non è indotta da Big Pharma”, ha proseguito. “Per l’industria farmaceutica è molto più proficua la terapia rispetto alla prevenzione e dai vaccini non si traggono gli stessi margini che a volte si traggono dai film, ma la vaccinazione è raccomandata dall’epidemiologia e molti Paesi stanno introducendo (ad esempio la Gran Bretagna) o hanno già introdotto vaccinazioni obbligatorie”.

L’assessorE ha quindi ricordato che la discussione sulla proiezione “risale ad alcune settimane fa, in piena campagna elettorale, ma si tratta prima di tutto di un tema medico-scientifico”. Urbelli ha ribadito quanto affermato dal sindaco a suo tempo sottolineando che “il Comune non ha avuto alcun contatto con gli organizzatori né ha autorizzato la proiezione, perché esiste la libertà di opinione e non rientra nelle competenze dell’Amministrazione né autorizzare né censurare iniziative private. Nel merito tuttavia – ha ribadito – riteniamo che i promotori della proiezione diffondano falsità antiscientifiche e con questa proiezione sollecitino comportamenti dannosi per la salute delle persone e in particolare dei più deboli. Quindi abbiamo colto con favore le manifestazioni di tanti cittadini, come di decine di operatori della sanità e di ordini professionali, che si sono mobilitati contro la proiezione di questo documentario e ringraziamo i professori dell’università di Modena che hanno firmato l'appello pubblicato sui quotidiani in risposta alla proiezione del film il 26 febbraio”. L’assessora ha inoltre ringraziato il presidente dell’Ordine dei medici Zennaro per aver evidenziato, in quei giorni, anche “la fake news apparsa su alcuni cartelloni affissi in città che denunciava 21.658 danneggiati da vaccini in 3 anni. La stessa organizzazione che ha esposto i manifesti – ha precisato – ha dovuto rettificare i giorni successivi sul suo sito, chiarendo di aver scritto una inesattezza: non si trattava di danneggiati ma di segnalazioni di sospette reazioni avverse”.

Citando Wikipedia, Urbelli ha infine richiamato chi è il regista e produttore del film proiettato in città: “Il dottor Wakefield è un ex chirurgo britannico conosciuto per una pubblicazione antiscientifica in cui sosteneva la correlazione - oggi smentita - tra il vaccino trivalente e la comparsa di autismo e malattie intestinali. Lo studio fu presto ritirato e si scoprì che il dottore era stato remunerato per alterare i risultati con l’obiettivo di supportare una serie di cause giudiziarie intentate da un avvocato contro alcune case farmaceutiche produttrici di vaccini e che aveva brevettato un sistema di vaccini separato per sostituire il trivalente. Le falsificazioni non furono subito individuate dal General medical Council britannico né da altri studi o articoli scientifici di case produttrici, ma solo dopo un’indagine giornalistica pubblica del Sunday times”.

Sul tema è intervenuto Vincenzo Walter Stella (Art.1 – Mdp – Per me Modena), che ha parlato di “tematica molto delicata e controversa che ha ripercussioni a livello nazionale e locale. La malainformazione rispetto all'efficacia dei vaccini – ha aggiunto – è un problema molto serio. Mi chiedo se l'agenzia preposta al controllo dei contenuti dei cartelli è tenuta a controllare anche la veridicità dei contenuti esposti. Non doveva essere fatto un controllo preventivo? Le politiche sull'incremento della vaccinazione sono nella direzione giusta – ha concluso – anche a tutela di chi non può vaccinarsi e non può godere di questa immunità”.

Nella replica, il consigliere Fasano ha ringraziato l’assessore Urbelli “per le precisazioni sulla proiezione del film e sulla situazione vaccini” e il consigliere Stella “per l’attenzione sul tema. Ci siamo trovati a confrontarci con una questione paradigmatica – ha continuato – non si capisce da dove arrivi questo timore rispetto a pratiche che hanno consentito un miglioramento complessivo dello stato di salute. È stato sbagliato utilizzare questa questione per la campagna elettorale e la cosa migliore in un'Aula come questa – ha concluso – è essere uniti nel dire che vaccinarsi è una cosa che fa bene a tutti”.

COLONNINE PARCHEGGI, “VALUTARE PIANO PER ADEGUARLE AL POS”

Ok unanime del Consiglio a un ordine del giorno proposto dal Movimento 5 stelle

“Valutare entro l’estate, con la società Modena Parcheggi, un piano con scadenze esplicite per sostituire o adeguare tutte le colonnine per il ticket della sosta, in modo da introdurre la possibilità di pagamento con le carte di credito o di debito”. È la sollecitazione alla Giunta contenuta nell’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Modena, nella seduta di giovedì 5 aprile, su proposta del Movimento 5 stelle.

Presentato da Luca Fantoni, M5s, ed emendato dallo stesso proponente insieme a Carmelo De Lillo, Pd, il documento ricorda che già nel luglio 2015 il Consiglio aveva approvato un ordine del giorno che invitava l’Amministrazione a trovare un accordo con Modena parcheggi per sostituire nel minor tempo possibile gli attuali parcometri con quelli “a consuntivo”, che eviterebbero il proliferare delle multe vista anche l’abolizione del ravvedimento operoso.

Intervenendo prima del voto, il consigliere De Lillo ha sottolineato che l’ordine del giorno chiede “di effettuare una simulazione dei costi per l’adeguamento delle colonnine e valutare se, nell’ambito della convenzione in essere con Modena parcheggi, sia possibile trovare le risorse necessarie senza gravare sulle tariffe o sulla durata della convenzione stessa”.

OK AI PATTI PER IL CONTROLLO PUBBLICO DI HERA SPA

Il Consiglio comunale di Modena ha approvato il rinnovo degli accordi che garantiscono gli assetti societari “bloccando” il 38 per cento di azioni dei Comuni

Il Consiglio comunale di Modena ha approvato il rinnovo per altri tre anni dei patti di sindacato sottoscritti nel 2015 per garantire il controllo strategico pubblico di Hera spa “bloccando” il 38 per cento delle azioni di proprietà degli enti locali con un vincolo di intrasferibilità, una quota sufficiente ad assicurare la maggioranza dei diritti di voto grazie al cosiddetto voto maggiorato introdotto nello Statuto sociale proprio nel 2015.

Il provvedimento, come ha sottolineato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli presentando la delibera, ha come obiettivi il consolidamento del controllo pubblico dell’azienda, continuando a garantire il ruolo di Modena negli assetti societari e un apporto significativo agli equilibri di bilancio dei Comuni. Per il sindaco, inoltre, la società rappresenta un solido riferimento per il territorio sia in termini di servizi sia per ciò che riguarda investimenti e occupazione.

La delibera relativa ai due patti parasociali (sia quello tra tutti i soci pubblici sia quello relativo ai soci pubblici dell’area modenese) è stata approvata con il voto della maggioranza (Pd e Art.1-Mdp-Per me Modena), l’astensione di FI e CambiaModena e il voto contrario del M5s.

Al patto generale fanno riferimento 117 enti locali (tra i quali anche le città di Bologna, Ferrara, Ravenna, Cesena, Trieste, Padova e Udine) che al momento detengono circa il 49,5 per cento delle azioni (comprese quelle non bloccate), mentre il patto di secondo livello, relativo all’area modenese, consente a 21 soggetti, tra Comuni e Unioni di Comuni, di mantenere una presenza organizzata e continuare a esprimere, tra l’altro, due rappresentanti nel cda dell’azienda. Il gruppo Azionisti Modena possiede una quota di circa 8,5 per cento di Hera spa con oltre 126 milioni di azioni, 93 milioni delle quali bloccate e non trasferibili.

Tra le novità del patto di secondo livello introdotte con il rinnovo c’è una diversa distribuzione della quota di azioni bloccate: per consentire ad alcuni Comuni la possibilità di avere azioni trasferibili (Castelfranco, Sassuolo, Formigine, Maranello, Fiorano e Palagano, infatti, ormai erano a zero) o aumentare la propria quota (è il caso di Pavullo e Serra), il Comune di Modena bloccherà oltre 3 milioni e 600 mila azioni in più arrivando a circa 72 milioni sui 97 milioni posseduti. “Rimane comunque un buon margine se nel triennio ci fosse la necessità di vendere azioni – ha spiegato il sindaco – ma è un’eventualità che al momento non è prevista. Diversi Comuni, invece, questa necessità potrebbero averla e quindi si è valutato di svincolare dal blocco una quota delle loro azioni per renderle trasferibili. Grazie al blocco aggiuntivo del Comune di Modena, però, il peso del sistema modenese nel patto di sindacato generale rimane inalterato”.

Il patto di secondo livello rimanda a quello generale per la disciplina delle azioni bloccate e per il trasferimento delle altre, con l’impegno degli azionisti modenesi a definire preventivamente e congiuntamente, in sede di assemblea di sindacato, il quantitativo di azioni da trasferire e di attenersi alle modalità di vendita indicate dal comitato del patto di primo livello. Una delle novità introdotte con il rinnovo dei patti è l’incremento delle soglie dei quantitativi di azioni oltre le quali il comitato assume funzioni di coordinamento per la vendita: tre milioni di azioni nel corso del singolo anno solare, con riferimento a un socio; dieci milioni di azioni, come numero complessivo delle azioni da porre in vendita da parte di tutti i soci contraenti.

PATTI PER IL CONTROLLO PUBBLICO DI HERA, IL DIBATTITO

Per la maggioranza la governance pubblica è fondamentale per indirizzare le strategie sul territorio. L’opposizione propone il ritorno “in house” o la scelta a libero mercato

Il rinnovo per altri tre anni dei patti di sindacato sottoscritti nel 2015 per garantire il controllo strategico pubblico di Hera spa è stato approvato dal Consiglio comunale di Modena nella seduta di giovedì 5 aprile. Il provvedimento, come ha sottolineato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli presentando la delibera, ha come obiettivi il consolidamento del controllo pubblico dell’azienda, “bloccando” con un vincolo di intrasferibilità il 38 per cento delle azioni di proprietà degli enti locali, una quota sufficiente ad assicurare la maggioranza dei diritti di voto grazie al cosiddetto voto maggiorato introdotto nello Statuto sociale proprio nel 2015.

La delibera relativa ai due patti parasociali (sia quello tra tutti i soci pubblici sia quello relativo ai soci pubblici dell’area modenese) è stata approvata con il voto della maggioranza (Pd e Art.1-Mdp-Per me Modena), l’astensione di FI e CambiaModena e il voto contrario del M5s.

Aprendo il dibattito per il M5s, Mario Bussetti ha affermato che i patti “sono espressione di una strategia politica che vuole il Comune fortemente legato a Hera. Ma non sappiamo quanto la città di Modena sia riuscita a incidere sulle scelte di Hera e nemmeno se gli interessi della società coincidano con quelli del Comune. Noi crediamo – ha proseguito – che almeno per i rifiuti e per il servizio idrico le nostre priorità siano diverse e che un patto con i Comuni dovrebbe essere finalizzato a riportarli in house. La storia ci ha dimostrato che la governance pubblica di una società privata non garantisce tariffe e servizi migliori per i cittadini”.

Andrea Galli, FI, evidenziando le stesse “criticità nel rapporto con Hera”, ha commentato che “ora non è più possibile riportare i servizi in house perché all’interno dell’ente non abbiamo più le competenze che c’erano una volta. Possiamo invece valutare di uscire da Hera in modo da poter poi scegliere il miglior servizio presente sul mercato”.

Secondo Marco Malferrari, Art.1-Mdp-Per me Modena, le liberalizzazioni imposte anche dall’Unione europea e i cambiamenti degli assetti societari hanno fatto in modo che il Comune, “dovendo agire in condizioni di mercato, abbia cercato di assicurarsi la governance della società. Si tratta di continuare a far sì che il controllo rimanga saldamente in mano pubblica, in modo da far prevalere gli interessi della comunità riuscendo allo stesso tempo a garantire alla società la solidità industriale e organizzativa necessaria per affrontare le sfide del mercato”. Paolo Trande, pur esprimendo dubbi sul fatto che gli enti locali riescano “a sviluppare in pieno le politiche pubbliche che si sono dati non gestendo direttamente i servizi”, ha sostenuto che “nel quadro in cui ci muoviamo oggi abbandonare il controllo pubblico della società sarebbe ancora più nefasto poiché mantenere la governance ci consente comunque di condizionare le strategie di Hera e fornire un servizio pubblico ai cittadini”.  

Antonio Montanini, CambiaModena, si è chiesto che “vantaggio comporti per i cittadini che il Comune rimanga azionista di Hera: se si ragiona in termini di entrate, il Comune potrebbe allora comprare azioni di Fiat o di Telecom, ma il nostro bilancio non si dovrebbe reggere su entrate speculative. Se invece pensiamo ai vantaggi per la città, allora essere o no soci di Hera non fa differenza e quindi dobbiamo decidere cosa vogliamo fare”. Motivando il voto di astensione il consigliere ha affermato di “non concordare con gli obiettivi ma dal momento che l’ente pubblico possiede una parte rilevante di azioni, prima di mollare tutto è bene fare una scelta politica in un percorso progressivo”.

Marco Forghieri, Pd, ha ricordato che l’Unione europea ha imposto la concorrenza anche sui servizi e quindi “dovremmo affrontare le gare anche se avessimo una società totalmente in house che probabilmente non avrebbe la forza sufficiente a competere con operatori più grandi”. Il consigliere ha poi sottolineato che “un territorio è tanto più forte rispetto alla società di servizi quanto più è salda la governance pubblica”, e che al momento “le pochissime fonti di finanziamento dei Comuni sono legate anche alla possibilità di avere dei dividendi”.

CASELLO MODENA NORD, FINE LAVORI ENTRO FERRAGOSTO

Lo ha detto l’assessore Giacobazzi riportando le informazioni ricevute da Autostrade per l’Italia in risposta all’interrogazione di Fantoni (M5s)

Il termine dei lavori al casello autostradale di Modena nord è previsto per Ferragosto. E le modalità di lavoro, da qui a fine intervento, saranno effettuate in modo da spostare le lavorazioni più impattanti sul traffico nel mese di luglio, così da evitare ulteriori problemi.

Lo ha detto l’assessore alla Mobilità del Comune di Modena Gabriele Giacobazzi nella seduta del Consiglio comunale di giovedì 5 aprile rispondendo all’interrogazione del M5s presentata da Luca Fantoni sui tempi di realizzazione della viabilità del casello di Modena nord.

Il consigliere ha evidenziato la situazione di lunghe code in vari orari della giornata, sia in entrata che in uscita dall’autostrada, e ha chiesto in particolare quanto tempo necessitano i lavori per essere completati, quando era realmente prevista la fine lavori da gara pubblica e se i tempi sono stati rispettati.

L’assessore ha ricordato che “il nuovo collegamento tra la barriera e il sistema stradale di Modena è di pertinenza della società Autostrade per l’Italia, che è un soggetto privato concessionario di un pezzo della rete autostradale italiana. In quanto soggetto privato è tenuto a seguire alcune delle regole del Codice degli appalti pubblici, ma non tutte. Ha bandito la gara di appalto per un’opera pari a circa 3 milioni di euro – ha proseguito – che è stata aggiudicata un po’ meno di un anno fa dal Consorzio Corma con sede a Castelnuovo Monti, di cui fa parte anche una azienda modenese che sta realizzando le opere”. Giacobazzi ha precisato che il termine per la fine dei lavori era previsto in 365 giorni, con scadenza nel mese di giugno, “ma, come succede spesso ci sono state sospensioni, di cui alcune dovute al maltempo, che hanno spostato il termine dei lavori al 15 agosto. Nell’ultimo periodo – ha proseguito – i lavori hanno riguardato l’adeguamento del sottopasso di via Cave di Ramo per l’ampliamento da due a quattro corsie del collegamento tra la barriera autostradale e il sistema stradale cittadino. Per questa ragione le attività sono stati meno visibili a coloro che transitavano o stazionavano in coda nella zona”.

Giacobazzi ha quindi precisato che “abbiamo sempre chiesto aggiornamenti e fatto incontri con Autostrade. Poco prima di Pasqua c’è stato appunto un incontro tecnico con i nostri uffici in cui sono state messe a punto le modalità di intervento da qui a fine lavori per ridurre al minimo il disagio. Va ricordato però – ha aggiunto – che quest’opera interviene su un nodo stradale tra i più importanti della Regione ed è stato fatto tenendo aperto il casello. Si tratta di un prezzo da pagare: abbiamo insistito sul fatto che l’accesso autostradale non venisse chiuso e questo ha comportato sicuramente una maggiore durata dei lavori e un certo impatto sulla viabilità”. L’assessore ha quindi concluso che “ci sono alcuni mesi ancora di ‘sofferenza’, speriamo limitata vista l’organizzazione dell’ultima fase dei lavori. E al ritorno dalle ferie, dopo Ferragosto, credo festeggeremo insieme una nuova viabilità molto più snella rispetto a quella di prima”.

Nella replica, il consigliere Fantoni ha ringraziato l’assessore delle informazioni fornite. “Sappiamo che sui lavori possiamo fare poco e che il maltempo li ha rallentati. Ho notato però che, all’uscita del casello di Modena nord, spesso ultimamente viene aperto anche uno sbocco diretto su via Emilia. Spero che, per questi ultimi mesi, venga fatto sempre più spesso per alleggerire il traffico, visto che è una delle poche soluzioni utili a migliorare la circolazione”.

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