Cronaca » Politica

Venerdì 27 Gennaio 2017 - ore 18:19

Bilancio / ''sviluppo e giustizia sociale i temi chiave''

“Concretizzati in interventi sul welfare, investimenti e nell’impegno per la manutenzione della città”. Così il sindaco Muzzarelli nel dibattito per l’approvazione.

“Il bilancio 2017 è costruito su due temi chiave: sviluppo e giustizia sociale. Temi che si traducono concretamente in interventi sul welfare, in investimenti e anche in un grande impegno per la manutenzione della città. Il nostro compito infatti è spingere Modena verso il futuro e far crescere il lavoro ma anche dare risposte alla tenuta sociale. Dobbiamo sperimentare e Modena è una città in movimento”. Lo ha detto il sindaco Gian Carlo Muzzarelli concludendo il dibattito sul Bilancio preventivo armonizzato 2017-2019 approvato giovedì 26 gennaio dal Consiglio comunale con il voto a favore di Pd, Sel e Fas – Sinistra italiana. Contrari FI, M5s, CambiaModena e Idea Popolo e Libertà. Astenuto Per me Modena. l’Assemblea ha approvato anche 12 emendamenti al Bilancio dei 17 presentati (altri due sono stati ritirati in corso di seduta), e 8 ordini del giorno sui 13 presentati.

Nel suo intervento il sindaco ha affermato che il bilancio di previsione 2017 “conferma un asse politico chiaro, che abbiamo adottato da inizio mandato e che via via rafforziamo, tenendo conto dei cambiamenti della situazione economica e sociale e delle sue emergenze. Abbiamo scelto lo sviluppo – ha proseguito – con investimenti, proposti e avviati, che hanno il pregio di aprire cantieri e favorire il lavoro, e che sono investimenti di sistema e strategici. Sono rivolti a promuovere i diritti e la libertà delle persone e servono a rendere Modena più efficiente, più attraente e più giusta”.

Muzzarelli ha quindi ricordato gli investimenti sulla scuola (con le Mattarella “promesse e realizzate” e il Sigonio “per il quale si sta realizzando il progetto esecutivo”, le manutenzioni e il cablaggio); quelli per la rigenerazione urbana e edilizia “che tutti invocano, salvo storcere il naso quando la si fa”, dall’ex Amcm, al recente bando periferie, al Sant’Agostino-Estense; per la smart city (dal wi-fi, al cablaggio delle frazioni e delle aree produttive, al data center); per lo sviluppo del settore della cultura e del turismo,con il polo della creatività e il polo estense; per l’ambiente e la mobilità sostenibile (con le piste ciclabili e la riconversione della diagonale ferroviaria). “Dietro le pietre – ha sottolineato Muzzarelli – c’è un’idea di sviluppo umano, c’è l’idea di aumentare le opportunità per i modenesi, c’è l’idea che dobbiamo essere protagonisti del cambiamento e non solo di una ripresa o crescita qualsiasi”.

Nel bilancio 2017 è previsto di aumentare la spesa corrente per la manutenzione della città e per la spesa sociale: “Quanto alla prima – ha detto il sindaco – è evidente che non possiamo pensare di far importanti azioni di riqualificazione lasciando andare la manutenzione ordinaria. Quanto alla seconda, è la risposta che un’amministrazione di centro sinistra deve dare alla persistente sofferenza sociale. È una scelta di lotta alla povertà e alla disuguaglianza e di promozione della coesione sociale. Vogliamo aiutare le famiglie a pagare gli affitti e aumentare l’offerta di servizi ad anziani e disabili”.

Muzzarelli ha infine ricordato che dal 2009 a oggi il Comune di Modena ha ridotto il bilancio di parte corrente di 30 milioni di euro, “portando purtroppo al limite di tenuta le strutture e i servizi”. Dal 2011 le spese di personale sono scese di oltre 10 milioni di euro e dallo scorso anno i modenesi pagano 19 milioni di imposte in meno sulla prima casa”.

L’assessora al Bilancio Ludovica Carla Ferrari ha spiegato che il bilancio “conferma le politiche di innovazione e di potenziamento dei servizi messe in campo fin qui, lasciando invariate le tasse, e si avvicina ai bisogni delle persone come testimoniano i due milioni di euro aggiuntivi per il welfare e per le manutenzioni ordinarie. Perchè Modena è più sicura, più bella e attrattiva se viene garantita la sicurezza, la coesione sociale e la cura e pulizia della città”. Tra gli investimenti, l’assessora ha ricordato in particolare i 18 milioni di finanziamento recuperati per il progetto del Bando Periferie “con la realizzazione del Data center, della Casa della salute, del Social housing e della riqualificazione di un intero comparto a nord della ferrovia, ricollegato alla città anche attraverso un sottopasso”.

SONO OTTO GLI ORDINI DEL GIORNO APPROVATI

Chiedono sostegno alla casa, contrasto alla povertà e alla dispersione scolastica, azioni per la sicurezza e manutenzione della città, partecipazione e confronto

Sono 8, sui 13 presentati complessivamente, gli ordini del giorno collegati al Bilancio preventivo 2017-2019 approvati dal Consiglio comunale durante la seduta di giovedì 26 gennaio. Chiedono risorse per il sostegno all’affitto, un potenziamento delle politiche abitative, misure di contrasto alla povertà e interventi contro la dispersione scolastica. Ma anche azioni volte alla sicurezza, vivibilità, manutenzione e riqualificazione della città, investimenti in mezzi elettrici per lo svolgimento dell’attività di servizio dell’Amministrazione, accantonamenti per la copertura del rinnovo contrattuale dei dipendenti pubblici e la prosecuzione sulla strada della partecipazione e del confronto.

Approvati i cinque ordini del giorno presentati dal Pd. Il primo (a favore Pd, Sel, Fas – Sinistra italiana, Per me Modena, FI, CambiaModena, Idea Popolo e libertà, astenuto M5s) chiede di assegnare, nell’ambito della destinazione del monte canoni Erp, una quota pari a 200 mila euro al Bando Sociale per l’Affitto a sostegno della locazione da erogare nell’anno solare 2017. Il secondo (a favore Pd, Sel, Fas-Si, M5s, Per me Mo, CambiaModena, contro Andrea Galli e Adolfo Morandi di FI, astenuti Giuseppe Pellacani di FI e Idea PeL), ricordando che lo screening effettuato a inizio anno scolastico tra le scuole secondarie di primo grado ha individuato circa 100 alunni a forte rischio dispersione e che sono stati attivati circa la metà degli interventi possibili, chiede di destinare ulteriori risorse a questa finalità con una variazione di bilancio in corso d’anno, affinché nell’anno scolastico 2017-2018 possano essere attivati i percorsi progettati per tutti gli alunni a rischio dispersione individuati. Il terzo (a favore Pd, Sel, Fas-Si, M5s, Per me Mo, contro FI e Idea PeL, astenuto CambiaModena) chiede all’Amministrazione di ribadire l’impegno nel contrasto alla povertà e di rafforzare le politiche sociali e di sostegno al reddito nella prospettiva di un patto sociale di corresponsabilità sottoscritto tra Comune e cittadini, ma anche di integrare le politiche sociali locali con le misure nazionali e regionali al fine di coordinare e ottimizzare gli interventi. La mozione chiede infine di svolgere una ricognizione delle condizioni economiche e sociali delle famiglie modenesi. La quarta mozione del Pd (a favore Pd, Sel, Fas-Si, M5s, Per me Mo, CambiaModena, contro FI, astenuto Idea PeL) invita sindaco e Giunta a determinare l’ordine e la priorità degli interventi in base alla loro incisività rispetto all’incremento di sicurezza e vivibilità per i cittadini (sicurezza del territorio, stradale e ciclabile, nelle situazioni di aggregazione, nei luoghi di lavoro e negli edifici pubblici); a dare priorità alle linee di azione prioritarie per il Consiglio, quali la mobilità ciclabile, l’abbattimento di barriere architettoniche e la riqualificazione dei parchi; a massimizzare il coinvolgimento dei cittadini attraverso la centralità dei Quartieri anche con lo stanziamento di apposite risorse; a continuare nella promozione di iniziative come Io Partecipo o realtà associative come Vivere Sicuri anche attraverso la fornitura di attrezzature e materiali necessari; a mettere a disposizione almeno 70 mila euro per materiali di consumo e per l’adeguamento dei macchinari e degli attrezzi dei volontari; a programmare ogni possibile azione per rafforzare e rendere continuativi gli investimenti per la cura, manutenzione e riqualificazione della città. Il quinto ordine del giorno (a favore Pd, contro M5s, FI, CambiaModena, Idea PeL, astenuti Per me Mo, Sel e Fas-Si) chiede all’Amministrazione di proseguire con il metodo del confronto con le associazioni firmatarie del “Patto per la crescita”, con i Quartieri e con i cittadini, di continuare con la riorganizzazione della macchina amministrativa e infine di proseguire il confronto con le parti sociali per garantire adeguata copertura al rinnovo del contratto dei dipendenti della Pubblica Amministrazione.

Sullo stesso tema, il Consiglio ha approvato anche l’ordine del giorno presentato congiuntamente da Pd, Fas – Sinistra italiana e Sel (a favore Pd, Sel, Fas-Si, M5s, Per me Mo, CambiaModena, contro FI e Idea PeL), che chiede al Comune di accantonare tutte le risorse che si renderanno disponibili in corso d’anno nel capitolo di Bilancio relativo agli oneri per i rinnovi contrattuali, in modo da garantire gli aumenti che entreranno in vigore.

L’Aula ha inoltre dato il via libera all’ordine del giorno di Sel emendato (a favore tutti i gruppi consiliari eccetto Idea PeL che ha votato contro) che chiede di destinare la cifra di 15 mila euro, già prevista nell’emendamento al Bilancio dello stesso gruppo consiliare, per l’acquisto di biciclette elettriche non solo a disposizione della Polizia municipale, ma di tutto il personale del Comune, riducendo l’impatto ambientale determinato dai veicoli maggiormente inquinanti.

Approvato infine anche uno dei quattro ordini del giorno del M5s (a favore M5s, Pd, Sel, Fas-Si, Per me Mo, CambiaModena, contro FI, astenuto Idea PeL), che invita l’Amministrazione a potenziare lo strumento “Agenzia casa” sia in termini di risorse che di visibilità/pubblicità, ad allargare la logica dell’incontro tra offerta (case vuote) e domanda (persone prive di alloggio), anche in collaborazione con Associazioni di volontariato ed Enti non profit, a raccogliere eventuali esperienze di altri Comuni nell’intermediazione tra inquilini e proprietari, e a presentare in una apposita Commissione entro nove mesi la situazione aggiornata degli immobili sfitti, dati aggiornati sulle esigenze abitative riscontrate sul territorio e sulle risposte concrete fornite dal Comune.

CINQUE LE MOZIONI RESPINTE DAL CONSIGLIO

L’Aula ha detto no a tre mozioni del M5s, una di Idea Popolo e Libertà e una di FI

Sono cinque gli ordini del giorno collegati alla manovra di Bilancio che sono stati respinti dal Consiglio comunale di Modena nella seduta di giovedì 26 gennaio.

Tra queste, tre mozioni del M5s, di cui la prima (a favore M5s, contro Pd, astenuti Per me Modena, Sel, FI, CambiaModena, Fas – Sinistra italiana, Idea Popolo e Libertà) chiedeva di rivedere in corso d’anno la stima del capitolo di spesa inerente gli sgravi e rimborsi di quote esigibili (utilizzato per rimborsare i contribuenti richiedenti rimborsi a seguito di pagamenti di quote di imposte locali non dovute) e di destinare gli eventuali risparmi alle politiche in sostegno alla disabilità, con particolare attenzione alle convenzioni per attività socio-occupazionali e ai servizi per la gestione dei centri diurni. Il secondo (a favore M5s, Per me Mo, Sel, Cambia Modena, Fas-Si, contro Pd, FI, Idea PeL) invitava a promuovere e intraprendere, nei tempi utili, un’azione politico-amministrativa volta a introdurre in forma sperimentale, per il prossimo anno, lo strumento del ‘Bilancio partecipativo’, “procedimento attraverso il quale la popolazione viene chiamata a stabilire le priorità di assegnazione delle risorse a disposizione dell’Ente o di una parte di esse”. Il terzo ordine del giorno del M5s respinto (a favore M5s, Per me Mo, Sel, Fas-Si, contro Pd, FI, Idea PeL, astenuto CambiaModena) chiedeva di mettere in atto le azioni necessarie a posticipare l’investimento sulla caldaia per lo Stadio Braglia nel 2018, spostando nel prossimo anno l’importo di spesa di 330 mila euro previsto per il 2017, e contestualmente l’entrata vincolata pari a 51 mila 500 euro. Il provvedimento, che evidenziava come non fosse più urgente l’intervento vista la non partecipazione a campionati di serie A delle società calcistiche che utilizzano lo Stadio, proponeva di impiegare la quota di autofinanziamento del 2017 in parte su programmi di manutenzione degli impianti e delle strutture del territorio destinate allo sport di base, e in parte all’acquisto di macchinari e attrezzature per i volontari del verde.

Respinta anche la mozione di Idea Popolo e Libertà (a favore M5s, FI, Idea PeL, contro Pd, Per me Mo, Sel, Fas-Si, astenuto CambiaModena) che domandava alla Giunta di elaborare un progetto e di promuovere strategie per attuare politiche e reperire le risorse a favore delle famiglie numerose, a partire dal terzo figlio.

L’Aula ha infine respinto anche l’ordine del giorno di FI (a favore FI, CambiaModena, Idea PeL, contro Pd, Sel, Fas-Si, M5s, Per me Mo) che invitava il sindaco a implementare la spending review ai conti comunali valutando il ricorso a un organismo esterno alla struttura amministrativa, a mettere in atto procedure urgenti per revisionare tutti i contratti in essere per l’acquisizione di beni e servizi, a partire dal contratto della sosta proseguendo con quello della raccolta rifiuti. Il documento chiedeva inoltre la riduzione, con apposite variazioni di bilancio, della spesa corrente a vantaggio della riduzione delle imposte comunali: delle aliquote Imu e Tasi, delle tariffe Tari e di addizionale Irpef e Tassa di soggiorno.

GLI EMENDAMENTI APPROVATI E RESPINTI

Su 17 emendamenti sono stati 12 quelli che hanno avuto l’ok del Consiglio

Il Consiglio comunale, nella seduta di giovedì 26 gennaio, ha approvato 12 dei 17 emendamenti al Bilancio preventivo 2017-2019 presentati dal sindaco e dai gruppi consiliari.

Cinque sono stati presentati dal sindaco, due dei quali (approvati uno con il voto favorevole di Pd, Per me Modena, Sel, Fas-Si, contrario di CambiaModena e Idea Popolo e Libertà, e con l’astensione di M5s e FI, l’altro con il voto a favore di Pd, Per me Modena, Sel e Fas-Si, contrario di Idea PeL e con l’astensione di M5s, FI, CambiaModena) con una valenza tecnica: aggiornando il documento presentato in dicembre ad alcune novità introdotte a livello nazionale dalle leggi finanziarie e dal nuovo Codice degli appalti. Un emendamento (approvato con voto a favore di Pd, Sel, Fas-Si, M5s, Per me Mo, CambiaModena, Idea PeL, e contrario di FI) interviene su alcuni aspetti della manovra andando, per esempio, a definire in modo puntuale l’utilizzo del milione di euro aggiuntivo assegnato al welfare, con interventi per il diritto alla casa, il sostegno alla disabilità, la prevenzione del disagio di minori e adolescenti, interventi per le famiglie e per i soggetti a rischio di esclusione sociale. L’emendamento ha un valore di circa 600 mila euro nella parte corrente.

Sempre in parte corrente, con un altro emendamento (a favore Pd, Sel, Fas-Si, Per me Mo, contro FI, astenuti M5s, CambiaModena e Idea PeL), vengono previste le risorse per una possibile tornata elettorale nel 2017 (fondi per 329 mila euro per l’organizzazione dei seggi che, nel caso, saranno trasferiti dallo Stato), oltre a un adeguamento di 100 mila euro delle previsioni di entrate dell’imposta di soggiorno (che verranno utilizzati per iniziative di promozione e cultura) e per il subentro del Comune nella gestione dell’ex Opera Pia Storchi.

Con l’ultimo emendamento del sindaco (a favore Pd, Sel, Fas-Si, Per me Mo, contro M5s, CambiaModena, Idea PeL, astenuto FI), in conto capitale sono inserite contabilizzazioni per 750 mila euro in seguito a permute, mentre un contributo regionale di 47 mila euro andrà rafforzare gli interventi nel campo degli investimenti per manutenzioni e messe e a norma di edifici: dal Teatro Carducci (400 mila euro) ai Laboratori Aem (400 mila euro), dal cavalcavia Menotti (400 mila euro) al sottopasso ex Benfra (150 mila), fino alla casa protetta Ramazzini (150 mila euro). Prevista anche la possibilità di affidare attività di progettazione per gli interventi da realizzare con le risorse del bando Periferie: 18 milioni di euro assegnati al Comune.

Con l’emendamento presentato dal Pd (a favore Pd, Sel, Fas-Si, M5s, Per me Mo, CambiaModena, Idea PeL, astenuto FI) si prevede un contributo ulteriore di 250 mila euro al progetto di sostegno al reddito delle famiglie tramite Patto sociale già operativo dallo scorso anno (le risorse vengono stornate da altre voci del welfare per 200 mila e dalla cultura per 50 mila) e che verrà affiancato dagli interventi nazionali (Sia) e regionali (Res) rivolti alle situazioni di maggiore disagio.

Approvati anche gli altri quattro emendamenti presentati dalla maggioranza: uno di Fas-Sinistra italiana (a favore Pd, Sel, Fas-Si, Per me Mo, contro M5s, FI, CambiaModena, Idea PeL) che chiede 30 mila euro in parte corrente per la creazione di uno sportello sociale per agevolare le pratiche del Sia, e tre di Sel. Il primo (a favore Pd, Sel, Fas-Si, M5s, Per me Mo, CambiaModena, contro FI e Idea PeL) chiede di investire 20 mila euro in parte corrente per la programmazione dello Spazio Tenda e un bando a sostegno delle attività giovanili; il secondo (a favore Pd, Sel, Fas-Si, M5s, Per me Mo, CambiaModena, astenuti FI e Idea PeL) prevede 30 mila euro di investimenti per il potenziamento delle rastrelliere porta bici; il terzo (a favore Pd, Sel, Fas-Si, M5s, Per me Mo, CambiaModena, FI, astenuto Idea PeL) chiede di utilizzare 15 mila euro di investimenti per la dotazioni di bici elettriche alla struttura comunale, in particolare alla Polizia municipale.

Approvato all’unanimità anche l’emendamento proposto dal gruppo Per me Modena per un rafforzamento con 100 mila euro degli investimenti di manutenzione straordinaria del verde e la dotazione di nuovi arredi per il Parco delle Mura, così come uno dei sei emendamenti proposti dal Movimento 5 Stelle: 100 mila euro per l’abbattimento di barriere architettoniche grazie a una riduzione delle risorse previste per interventi allo Stadio Braglia.

Non sono stati approvati, invece, gli altri cinque emendamenti del M5s relativi: il primo agli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici con 20 mila euro in parte corrente da stornare dalle spese del Gabinetto del sindaco (a favore M5s, CambiaModena, contro Pd, Sel, Fas-Si, Per me Mo, FI, Idea PeL); il secondo a un aumento delle risorse per il diritto alla casa con 50 mila euro da tagliare ai costi della cultura per l’affitto del Mata (a favore M5s, CambiaModena, Idea PeL, contro Pd, astenuti Per me Mo, Sel, FI, Fas-Si); il terzo al taglio di 250 mila euro nell’investimento del Data center per finanziare l’estensione del wi fi, la lotta all’inquinamento elettromagnetico, arredi e attrezzature di scuole e asili nido (a favore M5s, contro Pd, Sel, Fas-Si, FI, Idea PeL, astenuti Per me Mo e CambiaModena); il quarto all’impiego di 100 mila euro di investimenti per l’attuazione di nuove zone 30, cioè aree della città con il limite di velocità di 30 chilometri orari (a favore M5s, Per me Mo, Sel, Fas-Si, contro Pd, FI, CambiaModena, Idea PeL); il quinto al taglio di 60 mila euro in parte corrente per aumentare la dotazione del diritto alla casa per 30 mila euro e del sostegno allo sviluppo economico per altri 30 mila euro (a favore M5s, Per me Mo, CambiaModena, contro Pd, Sel, Fas-Si, astenuti FI, Idea-PeL).

Altri due emendamenti del Movimento 5 Stelle, che non avevano ottenuto il parere tecnico contabile positivo, sono stati ritirati e sostituiti con altrettanti ordini del giorno.

Per i consiglieri di minoranza l’approvazione è una ratifica senza possibilità di intervento ed è sbagliato l’approccio della Giunta alle politiche di welfare

Sono diversi i consiglieri dell’opposizione intervenuti nel dibattito sul Bilancio di previsione 2017-2019 nella seduta del Consiglio comunale di giovedì 26 gennaio.

Per il M5s, Marco Rabboni ha evidenziato come gli investimenti nuovi programmati e finanziati nel triennio dal 2014 a ora “sono stati pari a una media di circa 12-13 milioni di euro all’anno e gli altri numeri sono contabilizzazioni o investimenti partiti negli anni passati o solo pianificati. Siamo lontani dalle cifre proclamate dall’Amministrazione per il primo triennio – ha proseguito – ed è fuori luogo la politica degli annunci e il fatto di dare come fatte le cose prima di averle messe in campo”. Sulle tasse il consigliere ha sottolineato che “si proclama un calo dello scorso anno, mantenuto per quest’anno, ma la realtà è che il primo anno di legislatura erano state aumentate e dopo sono rimaste immutate”. Marco Bortolotti ha ribadito che “Modena non ha bisogno di un nuovo data center, che rappresenta un’imposizione politica, non una richiesta dei tecnici: quelle risorse vanno investite nella protezione dell’ambiente e soprattutto per i nostri ragazzi. Abbiamo un problema sociale enorme – ha aggiunto – e molte polisportive, che sono vuote e non ben valorizzate, potrebbero diventare un punto di riferimento per persone che non lavorano e hanno bisogno di luoghi e di progetti di aggregazione. In questo modo, inoltre, si potrebbero intercettare situazioni problematiche che spesso arrivano troppo tardi ai servizi sociali”. Mario Bussetti ha evidenziato una questione di metodo: “La necessità di approvare entro gennaio il Bilancio non può portare a non avere tempo per una analisi approfondita: così facendo il Bilancio è un atto della Giunta solo ratificato dal Consiglio”. Nel merito, il consigliere ha sottolineato che il M5s “non condivide i toni trionfalistici ed è preoccupato per calo di risorse. Abbiamo forti dubbi sull’effettiva capacità di riattivare le persone e non abbiamo visto sufficiente attenzione dell’Amministrazione sul tema. Condanniamo l’assenza di una visione di insieme di tipo culturale e gli investimenti sui giovani sono così radi che ci chiediamo se non li abbiano dimenticati. In questo bilancio rimangono inesplorati temi come il lavoro, lo sviluppo economico, le infiltrazioni mafiose e la prevenzione, oltre alla costante crescita del fondo crediti di dubbia esigibilità”.

Secondo Adolfo Morandi (Forza Italia) la politica di sinistra “è sempre incentrata sull’assistenzialismo ma il problema è che per fare politiche di welfare e andare incontro alle esigenze sociali occorrono risorse, risorse che questo Comune per la gran parte attinge da incrementi di tasse e tributi a carico di famiglie e imprese. Per poter continuare a finanziare il welfare bisogna invece incentivare il lavoro e le imprese, permettere ai giovani, ben formati nella nostra città, di portare avanti nel territorio iniziative che oggi invece non sono agevolate. Bisogna cambiare verso – ha concluso il consigliere – ma, nonostante gli annunci, le politiche portate avanti sono le stesse della scorsa amministrazione: pane e mattone. Gli investimenti ci sono ma non sufficienti a far uscire la città dal torpore nel quale sta cadendo”. Giuseppe Pellacani ha commentato che riguardo al bilancio si ripete sempre “il solito rito della narrazione: da una parte il buono e il bello e dall’altra una critica sempre simile a se stessa. Ma nella narrazione qualcosa stride perché, a fronte di annunci fatti oltre due anni fa, Modena è ancora nelle secche di situazioni difficili per le quali i cittadini si aspettano investimenti più incisivi. Le politiche di welfare vanno bene ma sono passive, mentre a noi servono politiche attive. L’auspicio è che in Consiglio arrivino meno scelte meno preconfezionate e un po’ di più un prodotto sul quale svolgere un ragionamento costruttivo”.

Per Domenico Campana (Per me Modena) “la città non si riduce ai suoi aspetti urbanistici pur se impregnati di cultura e di civiltà. La civiltà della città si riassume nell’affermazione: non uno di meno. L’unico vero problema infatti sono gli esclusi, gli emarginati, i senza futuro e coloro che temono di scivolare in questa condizione”. Campana ha sottolineato il tema dei richiedenti asilo, dei profughi, dei migranti affermando che “il diritto di cittadinanza è il primo fattore di sicurezza” e che se lo ius soli non diventerà legge nazionale i danni saranno tanti e soprattutto locali. Abbiamo chiesto all’Amministrazione – ha proseguito – di mettere in agenda le politiche sociali e questo bilancio ne contiene più di una traccia. Ma non basta: serve capacità realizzatrice che ci riserviamo di valutare con il rigore necessario”.

Anche Antonio Montanini (CambiaModena) ha affermato che il bilancio, l’atto di governo più importante del Comune, si traduce in realtà “in una ratifica, alla quale è tenuta anche la maggioranza. In particolare, quest’anno mi colpisce la scarsità di dibattito che si traduce in scarsità di emendamenti: è una resa. La resa di una parte di città che decide di non proporre più perché non c’è ascolto. Sulle nostre proposte abbiamo sempre trovato dei muri e oggi abbiamo deciso di esprimere protesta e non proposta non presentando emendamenti. Dovremmo probabilmente ripensare il metodo se vogliamo dare legittimità al consiglio”. Sul welfare il consigliere ha poi sostenuto che “non bastano gli ammortizzatori”, ci si dovrebbe preoccupare di far sì “che sempre meno persone siano in condizione di essere assistite e per questo dobbiamo assumerci la responsabilità di creare opportunità: è più difficile che dare assistenza ma è il nostro ruolo”.

Sul concetto della ratifica del Consiglio al bilancio è tornata anche Luigia Santoro di Idea Popolo e libertà per la quale “mancano informazioni alle minoranze, di cui sarebbe bene raccogliere i suggerimenti prima di definire la manovra”. Rispetto ai contenuti, la consigliera ha sottolineato che “emerge una contrazione dei servizi, e dove sono mantenuti subiscono aumenti di tariffe. Pesa la mancanza di politiche coraggiose e innovative a fronte di proseguire in vecchie e rovinose scelte politiche, come ad esempio l’allungamento del contratto con Modena Parcheggi o l’affitto pazzesco per il Mata. Siamo di fronte a soldi pubblici spesi male – ha aggiunto – senza una visione innovativa di razionalizzazione della spesa. Bisognerebbe cambiare rotta e invitiamo l’Amministrazione a farlo con una reale apertura al confronto sui problemi della città”.

GLI INTERVENTI DELLA MAGGIORANZA

In rilievo l’attenzione alle politiche di welfare e gli investimenti sulla città

Per la maggioranza ha aperto il dibattito Simona Arletti (Pd) che ha sottolineato, come elementi innovativi del Bilancio, “nell’area welfare, l’attenzione alla fascia giovanile e nella parte di riqualificazione gli interventi di recupero della fascia nord”. La consigliera ha anche condiviso “l’utilizzo degli oneri di urbanizzazione per aumentare la spesa sociale e la manutenzione della città, in particolare del verde di cui abbiamo assoluto bisogno, dopo anni in cui il patto di stabilità non ci aveva permesso di tenere un livello decoroso”.

Marco Malferrari ha evidenziato come i progetti per le periferie, gli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche, la cura della città e la manutenzione delle strade e progetti importanti come il Sant’Agostino “concorrano a creare lavoro e a diversificare le attività economiche per diminuire i rischi di concentrare tutto in pochi settori” invitando a “puntare sulla ricerca per creare nuovi bisogni e nuova ricchezza oltre a nuova occupazione”. Caterina Liotti si è concentrata sul gender gap e sul contrasto alla violenza sulle donne rilevando l’impegno dell’Amministrazione per il Centro antiviolenza, le politiche di emergenza sulla casa, “impegni che sono una rarità sul panorama nazionale”, e per favorire l’occupazione femminile “che saranno valorizzate ancora di più nel corso di quest’anno con nuove forme di servizi”, oltre ai fondi a disposizione per i lavori della Casa delle donne. Federica Venturelli si è soffermata sulle misure a sostegno del reddito e contro la dispersione scolastica proposti nell’emendamento e nell’ordine del giorno del Pd: “Il primo rafforza il tema della circolarità dell’assistenza, il secondo aggredisce un problema all’origine di disuguaglianze sociali”. Anche Chiara Susanna Pacchioni ha definito la lotta alla dispersione scolastica come tema prioritario a sostegno popolazione giovanile auspicando “un crescente impegno, anche economico con tutte le risorse possibili, da parte dell’Amministrazione per il sostegno e il recupero sociale ed economico dei soggetti fragili”.

Per Vincenzo Walter Stella il Bilancio “conferma anche per il 2017 l’equilibrio tra disponibilità economiche, mantenimento dei servizi e attività manutentive. L’amministrazione non si è mai sottratta al sostegno del welfare, all’inclusione, all’integrazione e al sostegno alle famiglie in difficoltà. Ed è riuscita a non aumentare le tasse, un fatto che non era così scontato”. Partendo dalla spesa corrente, “in costante diminuzione negli ultimi dieci e non più facilmente comprimibile, oltre che non sempre improduttiva”, Marco Forghieri ha poi valutato positivamente il “blocco della tassazione, per quanto in parte indipendente da noi”. Intervenendo sui temi culturali, Federica Di Padova ha affermato che “la cultura è il dna di una comunità che in momenti di difficoltà deve essere riscoperta. Per noi – ha detto – occuparci di cultura vuol dire promuovere non solo ciò che rende economicamente, perché investire in cultura significa investire in cittadinanza, inclusione e integrazione e anche il progetto del Sant’Agostino va in questa direzione ed è bene che lì si concentrino gli investimenti dei prossimi anni”. Secondo Diego Lenzini quello 2017 è un bilancio “ambizioso, con l’ex Amcm recuperata, e il progetto del Sigonio, che sarebbe costato meno in periferia ma avrebbe lasciato un contenitore vuoto in centro, ma che non lascia indietro nessuno, con l’attenzione per esempio all’aumento di fondi che significano posti in più in un centro per disabili”. Carmelo De Lillo ha affermato che “anche investire sulla scuola fa parte del welfare: le scuole Mattarella sono una realtà e lo stesso succederà per il Sigonio e per la scuola di infanzia di Villanova. Con i due milioni previsti per la manutenzione ordinaria e straordinaria sulla scuola, e gli investimenti in informazione, inclusione, lotta alla dispersione stiamo facendo una semina incessante”.

Tommaso Fasano ha sottolineato l’attenzione posta alle nuove povertà “rinnovando i meccanismi, sostenendo il patto sociale per riattivare le competenze e la persona. I fatti parlano di un milione in più per le politiche sociali e non ci siamo mai tirati indietro, neanche nella questione del personale del sociale e spingeremo per le assunzioni”. Fabio Poggi ha difeso la scelta del gruppo di proporre un unico emendamento, a sostegno del reddito, “perché fosse il più forte possibile e segnasse l’azione del Consiglio. Il nostro obiettivo non era porre rimedio a scelte regionali ma integrarle e riportarle in una dimensione locale. Siamo convinti – ha proseguito – che si faccia più politica e si incida maggiormente con un emendamento o una mozione che cerca di determinare indirizzi per poste di bilancio significative piuttosto che rispondere con poco a tanti soggetti”. E Grazia Baracchi ha messo in evidenza la “capacità progettuale per proporre forme innovative di intervento per il welfare: le risposte vengono dopo aver analizzato i cambiamenti sociali e chi sono oggi le persone fragili. C’è un’idea, si studiano i problemi, si provano soluzioni e, se funzionano, si ampliano”.

In dichiarazione di voto, Antonio Carpentieri ha evidenziato che “per il Pd i bisogni più lampanti dei cittadini sono quello di protezione e il sostegno sociale ed escono da una fotografia realizzata attraverso tanti contributi diversi. E questo bilancio è una risposta soddisfacente e appropriata: la strada è quella giusta, che in parte conferma delle politiche e in parte innova.

Per Francesco Rocco (Fas-Sinistra Italiana) le politiche del welfare sono “il baricentro che impedisce alla comunità locale di sfilacciarsi. La crisi ha portato a vincoli sempre più stringenti sugli enti locali che contestualmente sono chiamati a rispondere a nuovi bisogni conseguenti alla crisi stessa e alle migrazioni. Il Comune di Modena ha fatto uno sforzo lodevole ma c’è ancora tanto da migliorare e tanta strada da fare”. Il consigliere ha poi espresso parere favorevole al bilancio “senza rinunciare al ruolo di analisi critica e di partecipazione attiva alle politiche del welfare. Dalla stessa parte ma sempre pronti in ogni momento a prendere le difese dei più deboli: è il ruolo che rivendichiamo nella maggioranza”.

Marco Cugusi, Sel, è partito dalla città che cambia, con progetti di rigenerazione urbana come ex Amcm e Sant’Agostino, “attesi da tempo”, per mettere poi in evidenza come “le politiche nazionali non siano andate a segno e gli enti locali, sempre più martoriati dai tagli si ritrovino a presidiare davanti ai cittadini problemi come le nuove povertà che ci sono e sono tante. Dopo aver definito “importante il progetto per risanare le periferie, renderle vivibili e connesse con il centro” e richiesto la sostituzione del personale qualificato che va in pensione, il consigliere ha espresso l’auspicio che, a metà legislatura, “si rafforzi un centro sinistra plurale”.

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